Cultura, piattaforma unica tra Teatro Stabile del Veneto e Arteven: giunta regionale diventa ‘regista’ e ‘garante’ dei due enti

Soddisfazione del capogruppo della lista Zaia in consiglio regionale Villanova: "primo concreto esempio di ‘rinascita’ delle attività culturali e dello spettacolo"

teatro stabile veneto e arteven
teatro stabile veneto e arteven
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“Finalmente la piattaforma veneta di promozione culturale del Teatro può decollare. Con il recepimento da parte della Giunta dell’accordo sottoscritto lo scorso anno nel teatro Del Monaco di Treviso tra Teatro Stabile del Veneto, Arteven e Regione, il progetto di piattaforma unica, promosso dalla commissione Cultura del Consiglio regionale, acquista respiro e gambe”. Così Alberto Villanova, capogruppo della lista Zaia in Consiglio regionale, già presidente della commissione Cultura nella precedente legislatura e promotore del progetto di piattaforma teatrale, commenta con soddisfazione in un comunicato il passaggio amministrativo con cui la Giunta regionale ha preso atto dell’accordo tra Teatro Stabile del Veneto e Arteven e assunto il ruolo di ‘regista’ e ‘garante’ del coordinamento dei due enti culturali partecipati.

L’idea della ‘piattaforma’ teatrale, è semplice, ma al tempo stesso rivoluzionaria, sottolinea Villanova: “Il maggior soggetto pubblico di produzione teatrale (il Teatro Stabile del Veneto) ora dovrà coordinare produzione, promozione e calendari con il maggior soggetto pubblico di promozione in Veneto dello spettacolo dal vivo (Arteven), E la Regione si fa garante di questa programmazione coordinata, vigilando e mediando perché i due soggetti partecipati facciano massa critica e raggiungano, con la loro programmazione, tutte le aree del Veneto”.

“Ci è voluto un anno di tempo per tradurre in norma l’intesa siglata a Treviso con il presidente del Teatro Stabile Giampiero Beltotto e il presidente di Arteven Massimo Zuin. Avviare la piattaforma veneta di promozione del teatro – prosegue Villanova – non rappresenta solo una scelta strategica di aggregazione e coordinamento tra produzione e circuitazione degli spettacoli, e quindi di economia di scala e di valorizzazione dei luoghi e dei soggetti dello spettacolo dal vivo presenti in tutto il territorio regionale, secondo criteri di razionalizzazione e omogeneità. Ma diventa un primo concreto esempio di ‘rinascita’ delle attività culturali e dello spettacolo nel solco della nuova politica culturale disegnata tre anni fa con la legge quadro per la cultura in Veneto (lr 17/2019). Una legge innovativa, che fa da architrave allo sviluppo dell’intero comparto culturale di cui è ricco il Veneto, e che ora ci deve vedere tutti impegnati nel tradurla in decisioni politiche e buone pratiche che valorizzino la vitalità e le potenzialità dei tanti soggetti culturali del Veneto”.

“Ringrazio la presidente della commissione Cultura, Francesca Scatto, e l’intera commissione – conclude Villanova – per aver condiviso lo spirito della legge e del progetto di piattaforma teatrale, messi a punto nella precedente legislatura, e per aver operato in questi mesi da sprone nei confronti della Giunta. E ringrazio l’assessore Corazzari per aver coinvolto la Giunta nel nuovo ruolo strategico di soggetto vigilante e mediatore tra Teatro Stabile e Arteven al fine di favorire una produzione e circolazione coordinata dello spettacolo dal vivo nel territorio regionale”.

Nel dettaglio l’accordo di Treviso – ricapitola Villanova – recepito oggi dalla Giunta 1) prevede una informazione e promozione coordinata delle stagioni e degli spettacoli dei due soggetti pubblici, 2) destina le economie di scala ottenute al contenimento dei prezzi dei biglietti; 3) avvia un tavolo di programmazione comune tra TsV e Arteven che preveda tre tipologie di spettacoli in produzione in base alle esigenze dei teatri e dei palcoscenici di grandi, medie e piccole dimensioni; 4) impegna TsV e Arteven a concordare ogni anno ‘cartellone’ e calendario in modo complementare, con l’obiettivo di favorire la distribuzione dei prodotti e artistici; 5) affida alla Regione compiti di vigilanza e controllo, con potere di intervento nel dirimere eventuali divergenze o contrasti.

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