Covid, Villanova e Pan (lista Zaia): “chi va al mare deve stare in casa entro le 22? Così Speranza soffoca il turismo e il Veneto”

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“Non sappiamo cosa succederà tra quindici giorni, figuriamoci da qui a fine luglio: perché dunque imporre un coprifuoco per altri 90 giorni? Questa scelta è buona soltanto per aumentare la rabbia delle categorie economiche, già disperate per un blocco che si trascina da oltre un anno. Il Veneto, senza turismo, soffoca”. Così i capigruppo in Consiglio regionale della Lista Zaia Presidente, Alberto Villanova, e Liga Veneta per Salvini premier, Giuseppe Pan, commentano in una nota la decisione del governo di confermare il coprifuoco fino alle ore 22 anche nei mesi estivi, fino a fine luglio. “La situazione economica è drammatica e la annunciata riapertura del 26 Aprile era una data attesa e vissuta con speranza da tutti gli operatori delle attività produttive come un segno di ripartenza e ripresa dopo tanta sofferenza. Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con i suoi 70milioni di visitatori – proseguono i consiglieri – ma sarà difficile che questa estate arrivino quelli stranieri per le vacanze, dato che nelle vicine Grecia e Croazia non vi sono misure così stringenti sulla libertà di movimento e coprifuoco serale. E’ di fatto impensabile – spiegano i capigruppo – consentire una ripartenza turistica degna di questo nome imponendo una quarantena ai villeggianti e il rientro a casa per chi va al mare entro le 22. Qui in Veneto – aggiungono Villanova e Pan – significa cancellare il turismo e il problema si fa davvero preoccupante. Le scelte su come far ripartire un Paese come l’Italia non possono basarsi sullo stato d’animo del ministro Speranza: vista la vicenda del report dell’Oms, infatti, il livello di suscettibilità è troppo alto per gestire situazioni così complesse da cui dipende il futuro degli italiani. Le decisioni strategiche, come queste – concludono Villanova e Pan – devono essere avvallate dai dati epidemiologici, altrimenti dopo il dramma dei morti per Covid, vivremo la tragedia delle persone morte per la fame e per le aziende fallite”.

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