Covid, Unione nazionale inquilini contro l’ipotesi di ripresa sfratti: “gente per strada nonostante contagi”

No agli sfratti
No agli sfratti
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Massimo Pasquini, segretario nazionale dell’Unione Inquilini commenta in un comunicato l’eventualità ventilata dai gruppi parlamentari che sostengono il governo Draghi di riprendere gli sfratti dal 1 aprile. “Sono attese almeno 1000.000 richieste e la possibile esecuzione di decine di migliaia di sfratti, eseguiti senza che i comuni abbiano la benché minima possibilità di affrontare la questione. Così mentre non si può andare a sciare, mentre non si può andare a cena, mentre restano divieti di assembramento, mentre resta obbligo di mascherine e tutti i dati parlano di recrudescenza dei contagi, in Parlamento si stabilisce che nelle zone arancioni, rosse e gialle, le famiglie possono essere buttate per strada”.

“Ma se questo è vero allora ci dicano i gruppi parlamentari sopra citati che la pandemia è stata debellata in quanto se decine di migliaia di famiglie possono essere messe per strada significa che emergenza sanitaria non c’e. Cosi come si svela l’ipocrisia di Lega, M5S, Italia Viva, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Pd e centristi che intendono sancire che in pandemia famiglie con sfratto convalidato prima di marzo 2020 si possono sfrattare subito o quasi e famiglie con sfratto convalidato dopo marzo 2020 possono essere sfrattate dopo un paio di mesi, da luglio – afferma Pasquini -.  Da quando un virus come il Covid e le sue varianti contagiano a secondo della data di convalida di sfratto? Di fatto alla Camera dei deputati si sta svelando nella grandissima parte dei parlamentari l’assoluta mancanza di percezione della questione abitativa”.

Pasquini si rivolge quindi a sindaci e prefetti: “Ora Anci e Prefetture si preparino perché il parlamento vi ha lasciati da soli e a voi cede la responsabilità delle esecuzioni di sfratto a voi Sindaci e Prefetti che siete i responsabili della salute dei cittadini lascia questo onere. Sindaci e Prefetti ci vedrete presto, inevitabilmente, comune per comune, il Parlamento ha lasciato a voi il cerino acceso. In tale contesto – conclude Pasquini – il Ministro della salute e il Comitato Tecnico Scientifico sulla ripresa degli sfratti in pandemia hanno qualcosa da dire?”.

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