Covid, Sileri: “campagna vaccinale partita male ma adesso siamo migliorati. Pronto il green pass”

Pierpaolo Sileri viceministro Salute
Pierpaolo Sileri viceministro Salute
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“La vaccinazione procede e sta recuperando quanto forse all’inizio non è stato fatto come doveva essere fatto. Da ieri mattina sono utilizzate anche le dosi di Johnson & Johnson, le 180mila dosi che erano ferme a Pratica di Mare; ne arriveranno anche altre”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in audizione in commissione Sanità del Senato sul certificato verde digitale. “Abbiamo vaccinato circa l’80% degli over 80, mancano 1 milione di persone sopra gli 80 almeno con una dose di vaccino. Sta crescendo anche chi riceve la seconda dose, è chiaro che se si utilizza più Astrazeneca si avrà una percentuale di seconda dose dilatata nel tempo. Abbiamo una quota che era il 30% alla data di venerdì scorso e immagino che domani avremo un 40% di persone tra i 70 e i 79 anni che hanno già ricevuto la prima dose, con una percentuale di seconda dose estremamente bassa perché sono probabilmente Astrazeneca, sono 6,3 milioni si persone. Così come per tutte le persone fragili, indipendentemente dall’età, abbiamo già raggiunto i tre quarti con la prima dose fatta” ha aggiunto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in audizione in commissione Sanità del Senato sul certificato verde digitale.

“Non sono d’accordo che la campagna vaccinale in Italia sta andando male. Sono d’accordo nel dire che è partita male e che le classi potevano essere individuate meglio, ma qui c’è anche un peccato originale generato dal doppio binario di utilizzo di Astrazeneca e dal fatto che alcune Regioni hanno identificato alcune categorie in maniera appropriata altre in maniera non appropriata. Ma tutto questo è stato superato nel mese di marzo e oggi ci troviamo con numeri crescenti, a condizione che il numero di dosi sia crescente. Arrivare a mezzo milione di dosi al giorno è auspicabile, io avevo detto per la fine di aprile primi di maggio e rimango di questa idea”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in audizione in commissione Sanità del Senato sul certificato verde digitale.

“Non è già definito che debba essere fatta una terza dose, sono ipotesi di lavoro. Però il futuro dovrebbe essere quello di raggiungere un vaccino che possa andare a coprire tutte le varianti, perché è chiaro che altre varianti si svilupperanno. La tecnologia mRna consente di modificare in tempi più rapidi il vaccino, rispetto a un vaccino a vettore virale, e quindi magari fare un terzo richiamo che possa coprire le eventuali varianti”. Ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in audizione in commissione Sanità del Senato sul certificato verde digitale.

“E’ previsto che le certificazioni verdi rilasciate in conformità al diritto vigente negli Stati membri dell’Unione e europea e quelle rilasciate in un terzo Stato a seguito di vaccinazioni riconosciute nell’Ue e validate da uno Stato membro dell’Unione siano riconosciute come equivalenti. Questo perché ci sono Paesi fuori dall’Europa in cui la vaccinazione è avvenuta con vaccini attualmente non autorizzati dagli enti regolatori europei, e si tratta anche di cittadini italiani residenti all’estero”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in audizione in commissione Sanità del Senato sul certificato verde digitale che dovrebbe servire per spostarsi tra le regioni di diverso colore a seconda delle fasce di rischio Covid.

“Nel decreto legge adottato ieri dal Cdm c’è una specifica disposizione che ha il merito di anticipare nel nostro Paese rispetto ai tempi comunitari la disciplina relativa alle certificazioni verdi. Si tratta di quelle certificazioni comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Sars-Cov-2 o guarigione dall’infezione ovvero effettuazione di un test molecolare o antigienico rapido risultato negativo al virus”.

Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in audizione in commissione Sanità del Senato sul certificato verde digitale.

“La certificazione verde attestante l’avvenuta vaccinazione – ha spiegato Sileri – ha una validità di sei mesi ed è rilasciata in formato cartaceo o digitale su richiesta dell’interessato dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione. Contestualmente al rilascio la struttura sanitaria provvede a rendere disponibile la certificazione nel Fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione verde di guarigione ha una validità di sei mesi ed è rilasciata in formato cartaceo o digitale dalla struttura presso cui è avvenuto il ricovero, ovvero per i pazienti no ricoverati dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta ed è resa disponibile nel Fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione cessa di avere validità qualora nel periodo di vigenza semestrale l’interessato diventi positivo”.

“La certificazione riguardante l’esecuzione di un test molecolare o test antigienico rapido – ha detto ancora il sottosegretario – ha validità di 48 ore dal rilascio ed è prodotta su richiesta dell’interessato in formato cartaceo o digitale dalle strutture sanitarie pubbliche o private autorizzate o accreditate, come dalla farmacia che esegue il test, dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta. Chi ha già completato il ciclo di vaccinazione può richiederlo ala struttura che ha erogato il trattamento sanitario, La Regione o Provincia autonoma in cui ghz sede la struttura stessa”.

Fonte Public Policy

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