Covid, Rezza: “variante sudafricana riduce efficacia vaccini ma obbligo vaccinale è solo ultima ratio”

Gianni Rezza
Gianni Rezza
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“La variante sudafricana è in grado di dare problemi, con una riduzione parziale dell’efficacia dei vaccini che, nei confronti della malattia grave, continuano a proteggere e anche bene”. Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, in audizione in commissione Sanità al Senato, sullo stato delle attività di testing, tracciamento, sorveglianza e sequenziamento per il contrasto della pandemia e sulla vaccinazione dei minori anti Covid-19.

“Adesso che sta circolando la variante Delta riceviamo molte segnalazione dai Dipartimenti di Prevenzione che rintracciano i contatti positivi alla variante – ha aggiunto Rezza -. Purtroppo in moltissime regioni italiane arrivano molte segnalazioni, ma si sta cercando di fare contenimento”.

“L’obbligo vaccinale è l’ultima ratio. Qualora si dovesse arrivare a una situazione in cui vediamo una forte resistenza da parte della popolazione si può arrivare ad estremi rimedi. Finché è possibile evitare è meglio, è meglio far capire che i vaccini sono uno strumento”.

“Quale sarebbe stata la strategia vaccinale migliore? Probabilmente quella adottata, ovvero vaccinare prima le persone più anziane, più fragili, a maggior rischio di malattia grave e morte. Quando parliamo di benefici della vaccinazione facciamo riferimento al rischio di sviluppare malattia grave. I bambini e gli adolescenti nella stragrande maggioranza dei casi superano brillantemente l’infezione, motivo per cui, a meno che non abbiano comorbidità, non sono l’obiettivo prioritario della campagna di vaccinazione per il Covid. Si deve comunque tenere conto del fatto che possono manifestarsi complicanze, che talvolta possono essere gravi. Per farlo circolare poco dobbiamo vaccinare più persone possibili di tutte le l’età, superando l’80%. Vaccinare in questa fascia di età non è la prima delle priorità però può essere importante ai fini del controllo dell’infezione”.
“Non so se raggiungeremo mai l’immunità di gregge, il controllo perfetto di questo virus, probabilmente è un virus che si endemizzerà” ha spiegato ancora Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, in audizione in commissione Sanità al Senato, sullo stato delle attività di testing, tracciamento, sorveglianza e sequenziamento per il contrasto della pandemia e sulla vaccinazione dei minori anti Covid-19.

“Il contact tracing è un altro pilastro della strategia di contenimento delle epidemie. Rafforzare il contact tracing a livello territoriale è estremamente importante. Dobbiamo fare affidamento sulle forze che ci sono a livello territoriale, è un’attività che si può però fare se i casi non sono tantissimi. Stimiamo che un’attività può essere ben fatta quando i casi sono al di sotto dei 50 per 100mila, al di sopra è difficile che si riesce a fare contact tracing e quindi a fare reale contenimento. Adesso siamo ben al di sotto, siamo intorno ai 16-17 per 100 mila ed è possibile fare contact tracing. Sui test antigienici c’è stata e c’è molta discussione. Il gold standard rimangono i test molecolari. I test antigienici furono introdotti la scorsa estate per il controllo dei passeggeri in arrivo dai punti caldi del mondo. I test antigienici diventano importanti a livello di sanità pubblica quando la prevalenza dell’infezione è alta e quando c’è bisogno di testare le persone ripetutamente, quindi anche se si perde qualcosa di sensibilità diventano utili. I primi casi erano tutti concentrati in una piccola area del Paese e si facevano pochi test, quindi il rapporto tra persone risultate positive al test e realmente infettate era di 1 a 6, per uno che risultava positivo ce ne erano almeno 6 infetti. Abbiamo aumentato moltissimo la capacità di effettuare test. Non bisognerebbe scendere neanche ora sotto una certa soglia di tamponi, perché ci può aiutare a identificare casi, sequenziare campioni positivi e individuare nuove varianti. Bisogna cercare di circoscrivere il più possibile la circolazione virale”.

Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, in audizione in commissione Sanità al Senato, sullo stato delle attività di testing, tracciamento, sorveglianza e sequenziamento per il contrasto della pandemia e sulla vaccinazione dei minori anti Covid-19.

Fonte Public Policy

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