“Contro il COROnavirus – La peggiore gestione di una pandemia”: il libro della giornalista veneta d’adozione Serenella Bettin

Coronavirus Serenella Bettin
Coronavirus Serenella Bettin
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È uscito il libro “Contro il COROnavirus – La peggiore gestione di una pandemia”, della giornalista veneta di adozione Serenella Bettin, edito da Male Edizioni. Dopo il primo libro “Aspettando che arrivi sera – L’immigrazione come nessuno ve l’ha mai raccontata”, uscito a dicembre 2019 e presentato per la prima alla Festa dei Lettori del Giornale il 27 gennaio 2020, ora è la volta del libro sul Covid.

Un libro anche questo, nato un po’ alla volta, raccogliendo dati, informazioni, facendo servizi, ascoltando le persone, entrando dentro le loro storie, di cui la giornalista dice: “Ho cominciato a scrivere queste note dalla prima sera in cui mi spedirono a Vo’ Euganeo, in provincia di Padova, per fare un servizio. Vo’ è stato uno dei primi comuni colpiti dal Coronavirus. Presi molta paura quella sera. Tantissima. Da lì ho iniziato ad annotare tutto. Storie, racconti, testimonianze, dati, interviste. Da lì ho iniziato giorno per giorno ad approfondire, a studiare, ad ascoltare le vite degli altri, a raccoglierle, a viverle. Dalla prima alla terza fase cambia la percezione, l’umore, cambiano le sensazioni. Vuole essere una testimonianza di chi a modo suo ha provato a raccontare…”.

Serenella Bettin, 37 anni, giornalista. Nata a Fermo, nelle Marche, trapiantata in Veneto, è cresciuta a cavallo tra Padova, Venezia e Treviso. Laureata in Scienze Giuridiche, appassionata di diritto penale, inizia la sua attività giornalistica nel 2013 lavorando al Gazzettino, il quotidiano del Nordest. Dopo quattro anni passa a La Nuova Venezia ma dopo sette mesi la sua collaborazione si interrompe perché le sue idee non sono in linea con l’editore. Ora collabora con il Giornale, il Giornale.it e con il settimanale Oggi. Corrispondente del Nordest, scrive di attualità e cronaca. Ha scritto su Panorama e il Foglio.
Dal 2016 si occupa di immigrazione e terrorismo, ha girato i campi di accoglienza di tutto il Nordest e ha seguito le inchieste sui foreign fighters partiti da Belluno per andare a combattere in Siria, pubblicate poi in un libro con l’inviato di guerra Fausto Biloslavo e Pier Luigi Bianchi Cagliesi: “Bosnia Erzegovina – Porta dell’islam verso l’Europa”, edito Solfanelli.
É stata in Kosovo, lungo la rotta Balcanica in Slovenia e recentemente in Bosnia e Serbia.

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