Consiglio Autonomie locali del Veneto, ok a proposta di legge su parità retributiva tra uomini e donne

Fabio Bui presidente provincia Padova e consiglio autonomie locali veneto
Fabio Bui presidente provincia Padova e consiglio autonomie locali veneto
- Pubblicità -

Nell’ultima riunione prima della pausa estiva il Consiglio delle Autonomie locali del Veneto, guidato dal presidente della Provincia di Padova Fabio Bui (in foto), ha espresso parere favorevole e unanime alla proposta di legge per la parità retributiva tra uomini e donne e il sostegno all’occupazione femminile (pdl 76), presentata da Vanessa Camani e dai colleghi del gruppo consiliare Pd. La proposta di legge del Pd mira a recuperare la distanza salariale tra uomini e donne, a contrastare l’aumento dei tassi di inattività e disoccupazione delle donne e a promuovere la presenza femminile nei ruoli apicali, mediante l’istituzione di un registro pubblico e di un sistema di incentivi e premialità per le imprese che, su base volontaria, si impegneranno per la conciliazione de tempi di vita e di lavoro e faciliteranno la piena parità di trattamento delle donne, ad ogni livello. “Ben venga ogni iniziativa che promuove azioni positive in favore della presenza e il ruolo delle donne”, ha commentato il presidente Bui, facendo sintesi del parere favorevole dei colleghi.

L’organo di consultazione e rappresentanza delle autonomie territoriali ha dato il proprio via libera al progetto di legge n. 65 presentato da Elena Ostanel (VcV) che mira a contenere l’insediamento di nuove strutture di vendita di media dimensione (fino a 1500 metri quadrati) nel territorio regionale. La nuova norma dovrà però tener conto delle piccole realtà comunali, soprattutto nelle aree di montagna, dove gli insediamenti commerciali sono meno attrattive rispetto ai grandi comuni – ha raccomandato il Cal – Inoltre la norma sanzionatoria prevista, che fa recedere dai contributi regionali previsti, è troppo gravosa. Meglio supportare, anzichè sanzionare i Comuni nell’adeguamento dei propri strumenti urbanistici, è stata la seconda raccomandazione espressa dai rappresentanti delle autonomie locali del Veneto.

Il Consiglio delle autonomie locali ha poi dato parere favorevole alla proposta di legge presentata dal capogruppo della lista Zaia Alberto Villanova per la tutela e la valorizzazione delle memorie e dei luoghi della seconda guerra mondiale e della ‘guerra fredda’ (pdl 37), individuando nel presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara il rappresentante che andrà a far parte del previsto comitato consultivo.

In materia di tutela degli animali d’affezione e di contrasto all’abbandono e al randagismo il ‘parlamentino’ degli enti locali ha auspicato il coordinamento/abbinamento tra le due proposte di legge depositate in Consiglio, la n. 24, di iniziativa dei consiglieri di maggioranza, prima firmataria Silvia Rizzotto, e il pdl n. 38 presentato dai consiglieri di opposizioni, primo firmatario Andrea Zanoni. “Mi auguro – ha rilevato il presidente Bui – che i firmatari dei due Pdl trovino una intesa coordinata su un unico testo e che il nuovo testo sgravi gli enti locali da ulteriori adempimenti economici e burocratici, dato che Province e Città metropolitana non sono in grado di assumere, per carenza di organico e risorse, nuovi servizi aggiuntivi di soccorso, controllo, informazione e formazione”. Nel merito dei contenuti del futuro provvedimento, i componenti del CAL hanno raccomandato di non aggravare ulteriormente le responsabilità dei sindaci e di tener conto anche dei costi che gravano sulle famiglie meno abbienti, per cure, medicinali, gestione delle emergenze veterinarie.

Sul nuovo piano faunistico venatorio 2021-2026, strumento di programmazione e gestione della fauna selvatica e dell’attività di caccia nel territorio regionale presentato dalla Giunta a inizio luglio, il Consiglio delle autonomie locali ha preferito rinviare il voto e l’espressione di eventuali raccomandazioni ai primi di settembre, “per il tempo strettamente necessario per esaminare le 885 pagine del documento”, ha assicurato il presidente Bui.

“Si tratta di un passaggio strategico per questa legislatura”, aveva ricordato l’assessore Cristiano Corazzari, intervenuto in videoconferenza – che mette a sistema i piani provinciali già definiti dalle Province. Vorremmo riuscire a chiuderlo subito dopo la pausa estiva, in quanto fortemente atteso non solo dalle associazioni dei cacciatori ma anche da tutto il mondo del primario. Rispetto i tempi di esame e discussione del Consiglio sul nuovo piano, ma auspico che la nuova programmazione possa essere approvata velocemente anche perché va ad affrontare la questione sinora irrisolta del ruolo e delle competenze delle polizie provinciali”.

Parere rinviato alla prima seduta di settembre anche per il progetto di legge n. 64, iniziativa legislativa della presidente della commissione Territorio e Ambiente Silvia Rizzotto (ZP), sugli interventi autorizzati dagli Sportelli unici per le attività produttive (Suap) previsti nella legge 14 del 2017 su ‘consumo zero’ di territorio. A quattro anni dall’entrata in vigore della legge, è giunto il momento di rimettere mano ai meccanismi di deroghe e progressiva guadualità: solo il 48 per cento dei comuni veneti si sono adeguati alla norma ‘zero consumo di suolo’ – ha spiegato Rizzotto – quindi il 52 per cento dei Comuni devono ancora fare la variante urbanistica per adeguarsi a questo obiettivo. La proposta di legge va nella direzione di intervenire sulle varianti urbanistiche superiori ai 1500 metri quadri, in modo da restringere i meccanismi di gradualità e di deroga e di perseguire l’obiettivo ‘saldo zero’ nel consumo di territorio che il Veneto si è prefissato di raggiungere entro il 2050. La nuova proposta di legge – hanno osservato in via preliminare i rappresentanti dei Comuni e delle Province nel CAL – dovrà tener presente e coordinarsi con l’istituzione delle Zone logistiche semplificate e con le richieste di insediamento di nuovi poli della logistica, che rappresentano nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale specie per le aree più marginali.

-Pubblicità-