Cimitero islamico a Vicenza, Yahya Zanolo responsabile veneto COREIS: segnale di dialogo grazie a gestione Rucco oltre che a Tosetto e Barbieri

Una suora Orsolina fotografa Yahya Zanolo responsabile veneto COREIS che già nel 2016 aveva parlato dal pulpito a Breganze
Una suora Orsolina fotografa Yahya Zanolo responsabile veneto COREIS che già nel 2016 aveva parlato dal pulpito a Breganze
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Rendering progetto area islamica del Cimitero maggiore di Vicenza
Rendering progetto area islamica del Cimitero maggiore di Vicenza

Gent.le direttore, avendo seguito la cosa personalmente, insieme ad altri centri islamici, mi permetto di mandarvi qualche riga di commento al comunicato di oggi del Comune “Cimitero maggiore di Vicenza, approvato il progetto del campo dedicato alle sepolture islamiche“. L’approvazione del progetto nel cimitero Maggiore per un’area di sepoltura islamica di 62 posti è un evento storico per almeno 3 motivi:

Anche Vicenza, insieme a molte altre città italiane (e moltissime europee) – come prevede il regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria – si dota di un’area dove i defunti di fede islamica possono essere seppelliti secondo il rito religioso, ovvero in terra e con il volto rivolto al centro spirituale di La Mecca. Si risolve così un problema concreto per migliaia di musulmani del nostro territorio.
Si è maturato negli ultimi anni un coordinamento tra le principali associazioni islamiche di Vicenza, tra cui la COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana, il Centro Islamico Ettawba, il Consiglio Islamico della provincia di Vicenza, la Comunità Senegalese di Vicenza e altri centri fra cui al Janna di via dei Mille e quello di via dell’Industria.
Tutti uniti per il bene della comunità, pur nella naturale diversità delle diverse componenti.
Si tratta di un segnale di dialogo che è uno dei principali antidoti ad ogni forma di ghettizzazione. Il modo in cui è stato fatto il progetto non prevede alcun tipo di “sconvolgimento” dei cimiteri esistenti, ma una semplice zona dedicata con le sepolture in terra.
Si tratta così di un esempio per tutta l’Italia di riconoscimento della dignità dell’Islam e dei cittadini italiani musulmani, sempre più numerosi, che si inserisce nella tradizione di Vicenza come eccellenza di lungimiranza, accoglienza e cuore. Sopratutto in questo periodo di pandemia dove l’aiuto reciproco tra tutti i cittadini e minoranze è ancora più necessario.
È bello che anche le dimore dell’Aldilà diano il segno sulla terra di una vicinanza anche tra cristiani e musulmani, come siamo fratelli di fronte allo stesso Dio.
Un grande grazie al sindaco Rucco e a tutta l’amministrazione, in particolare il consigliere Patrizia Barbieri e l’assessore Tosetto, per aver risolto problema irrisolto da 10 anni.
Yahya Zanolo
Responsabile Veneto COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana
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