Caso Ventre, Zanettin (FI): “perché personale non italiano in ambasciata italiana? Chi sono gli uomini del video? Di Maio venga a chiarire in aula”

Video delle telecamere dell'ambasciata italiana a Montevideo
Video delle telecamere dell'ambasciata italiana a Montevideo
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Il caso di Luca Ventre, imprenditore italiano 35enne morto a Montevideo in circostanze misteriose, potrebbe approdare a Montecitorio. Almeno è questo che chiede il deputato vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin, garantista sui diritti e sempre sensibile a queste tematiche, che nel giorno dell’anniversario (5 anni) della scomparsa di Giulio Regeni, un caso sicuramente diverso ma che vede un altro italiano morto all’estero in circostanze da chiarire, ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “L’aspetto più grosso da chiarire è chi sia quella persona che nei video prende per il collo Ventre – ci spiega Zanettin, che conosce personalmente la madre di Ventre, Palma Roseti, che vive a Vicenza – in un modo che ricorda l’orribile vicenda di George Floyd negli Stati Uniti. Bisogna chiarire se quell’uomo fosse un poliziotto o un uomo della vigilanza privata, perché per esempio, se fosse stato un poliziotto, avrebbe dovuto stare all’esterno dell’ambasciata e non all’interno come si vede nei video. Poi vorrei anche che Di Maio chiarisse, con l’ambasciata, con il governo dell’Uruguay, se è legittimo che la nostra sede diplomatica fosse presidiata da personale non italiano”.

Come nel caso di Floyd, la versione ufficiale parla di arresto cardiaco, attribuita forse all’iniezione di calmanti, in una delle tre versioni sui fatti, ma sulla stampa italiana trapela che l’autopsia avrebbe rivelato segni compatibili con la morte per strangolamento. La signora Roseti è convinta che il figlio sia morto dentro l’ambasciata italiana di Montevideo, e portato già morto in ospedale, dopo essere stato preso e stretto al collo per 20 minuti. Ventre, che da 8 anni viveva in Uruguay dove lavorava con il padre, si era recato alle 7 di mattina in stato di agitazione all’ambasciata chiedendo di tornare subito in Italia perché aveva paura e si sentiva minacciato. Il personale però non c’era, essendo un giorno festivo, e Ventre ha scavalcato per entrare dentro. Poi, visti i due, non si sa ancora appunto se poliziotti o guardie di vigilanza, sarebbe corso indietro scappando e tentando di uscire, venendo a quel punto bloccato. Da qui in poi le versioni dell’ospedale e degli agenti sono molto discordanti. “Per questo – aggiunge Zanettin – chiedo a Di Maio di parlare con l’ambasciata italiana e di riferire in aula per fare luce sulla vicenda”. Per il momento la Farnesina ha promesso di chiarire, venendo però accusata dal fratello di Ventre di dare solo “pacche sulle spalle”. Nel frattempo è stata anche aperta un’indagine da parte della procura di Roma.

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Tommaso De Beni
Giornalista pubblicista dal 2020 nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox