Case di riposo, sindacati protestano contro Ulss 7 Pedemontana e Ipab La Casa di Schio per privatizzazione e affidamenti alle cooperative

Anziani non autosufficienti assistiti nelle RSA
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I sindacati Cgil, Cisl e Uil della categoria dei lavoratori delle Case di riposo nel settore socio sanitario protestano contro l’intenzione dell’Ipab La Casa di Schio e dell’Ulss 7 Pedemontana di andare verso la privatizzazione di alcuni servizi e di “esternalizzare” i servizi della realtà che ospita pazienti anziani e psichiatrici a Montecchio Precalcino.

Di seguito il comunicato sindacale unitario che annuncia mobilitazioni sindacali e popolari

Nella giornata odierna la direzione dell’Ipab La C.a.s.a. di Schio ci ha comunicato
l’intenzione di procedere all’esternalizzazione di due nuclei del San Michele ad una
cooperativa, e di spostare, gradualmente, alcuni operatori ed infermieri presso i plessi
di Schio. Tale decisione sarebbe maturata in vista dell’esito della gara di appalto per la
gestione dei servizi delle strutture di Montecchio Precalcino bandita dall’azienda ULSS
7 Pedemontana, che anche in caso di vittoria dell’ Ipab La Casa, attuale ente gestore,
implicherebbe una riduzione dei costi tali da impedire il mantenimento di personale
con contratto Funzioni Locali (che, lo ricordiamo, è il meno oneroso tra i contratti della
pubblica amministrazione).

Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono tutta la propria contrarietà per questa
decisione, che di fatto apre ufficialmente il percorso di privatizzazione non solo del
“San Michele”, ma in prospettiva anche del “Cardo” e di tutti i servizi residenziali
erogati presso il complesso di Montecchio Precalcino.
Fin dalla pubblicazione del bando di gara avevamo denunciato tale intenzione di
privatizzare ed avevamo chiesto di ritirare il bando! Le rassicurazioni del commissario
Simoni e dei vertici della sanità Pedemontana e Regionale, che nei mesi scorsi avevano
garantito che il bando di gara avrebbe dato la possibilità di una continuità nella
gestione pubblica accusandoci di catastrofismo, si sciolgono come neve al sole già molti
mesi prima dell’apertura delle buste facendo emergere senza dubbi da che parte stia la
verità.

Nemmeno l’emergenza sanitaria in corso, che pensavamo potesse aver chiarito una
volta per tutte la necessità di un servizio sanitario e socio sanitario pubblico, sembra
fermare la miopia della rincorsa al massimo risparmio nei servizi alla persona!
Incontreremo da subito i lavoratori e le lavoratrici di tutta l’Ipab La Casa per decidere
insieme le iniziative da mettere subito in campo, chiamando fin d’ora la cittadinanza
tutta ad una mobilitazione per un servizio pubblico di qualità, a difesa delle persone
più fragili.


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