Beni del Venezuela all’estero, li “prende” Guaidò: è l’imperialismo, bellezza!

PDVSA, il maggiore tra i beni del Venezuela
PDVSA, il maggiore tra i beni del Venezuela
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I beni del Venezuela all’estero passano in mano all’autoproclamato presidente? Vengono privatizzati… Alla faccia della democrazia. Per questi signori democrazia significa che fanno quello che gli pare.

E sono tutti contenti. Basta chiamare il legittimo presidente eletto “usurpatore” e il giovanotto autoproclamato si prende con i beni del Venezuela all’estero la ricchezza del paese.
Non vi sembra ci sia qualcosa di “strano”?

È l’imperialismo, bellezza!

Il Fatto Quotidiano: Venezuela, Guaidò: “Ho preso il controllo degli asset del Paese all’estero”. Usa: “Sanzioni sul greggio, bloccati 7 miliardi”

Juan Guaidò, il presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana che ha assunto i poteri dell’esecutivo, ha informato oggi che ha dato inizio a una “presa di controllo progressiva ed ordinata” degli asset del Paese latinoamericano all’estero. In un comunicato diffuso su Twitter, Guaidò ha detto che “è necessario impedire che nella sua fase di uscita, e non contento di aver rubato tutto quello che hanno rubato dal Venezuela, l’usurpatore e la sua banda non decidano di raschiare il fondo del barile”, in riferimento al presidente Nicolas Maduro e ai chavisti.

Dopo aver ricordato che la corruzione all’interno di Pdvsa, la petrolifera statale venezuelana, è già stata denunciata alla comunità internazionale, Guaidò informa che ha “ordinato il trasferimento dei conti della Repubblica” che ora saranno sotto il controllo delle “autorità legittime” per “evitare che vada avanti il saccheggio” (dei beni del Venezuela). Il controllo di questi asset, ha sottolineato, sarà affidato al Parlamento venezuelano, come ordina la Costituzione, e si procederà al più presto alla nomina di nuovi dirigenti della Pdvsa e della sua filiale negli Stati Uniti, Citgo, il maggiore asset straniero del Paese.

Da Washington, John Bolton ha invitato l’esercito venezuelano ad accettare un trasferimento pacifico del potere al leader dell’opposizione. “Tutte le opzioni” sono sul tavolo, ha ribadito il consigliere per la sicurezza Usa durante un briefing sul Venezuela con i cronisti alla Casa Bianca. Bolton ha annunciato anche sanzioni contro la Pdvsa con il blocco di sette miliardi di asset, confermando quanto anticipato dal senatore Marco Rubio, che secondo i media Usa sta svolgendo un ruolo di primo piano nel definire le mosse dell’amministrazione americana verso Caracas.

Si tratta delle sanzioni finanziarie più dure inflitte finora da Washington a Maduro. “Abbiamo continuato a denunciare la corruzione sua e dei suoi compari e le azioni di oggi assicurano che non possa più saccheggiare gli asset del popolo venezuelano”, ha dichiarato Bolton. Pdvsa (Petróleos de Venezuela) è la più grande fonte di ricavi del Venezuela.

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Giorgio Langella
Giorgio Langella è nato il 12 dicembre 1954 a Vicenza. Figlio e nipote di partigiani, ha vissuto l'infanzia tra Cosenza, Catanzaro e Trieste. Nel 1968 il padre Antonio, funzionario di banca, fu trasferito a Lima e lì trascorse l'adolescenza con la famiglia. Nell'ottobre del 1968 un colpo di stato instaurò un governo militare, rivoluzionario e progressista presieduto dal generale Juan Velasco Alvarado. La nazionalizzazione dei pozzi petroliferi (che erano sfruttati da aziende nordamericane), la legge di riforma agraria, la legge di riforma dell'industria, così come il devastante terremoto del maggio 1970, furono tappe fondamentali nella sua formazione umana, ideale e politica. Tornato in Italia, a Padova negli anni della contestazione si iscrisse alla sezione Portello del PCI seguendo una logica evoluzione delle proprie convinzioni ideali. È stato eletto nel consiglio provinciale di Vicenza nel 2002 con la lista del PdCI. È laureato in ingegneria elettronica e lavora nel settore informatico. Sposato e padre di due figlie oggi vive a Creazzo (Vicenza). Ha scritto per Vicenza Papers, la collana di VicenzaPiù, "Marlane Marzotto. Un silenzio soffocante" e ha curato "Quirino Traforti. Il partigiano dei lavoratori". Ha mantenuto i suoi ideali e la passione politica ed è ancora "ostinatamente e coerentemente un militante del PCI" di cui è segretario regionale del Veneto oltre che una cultore della musica e del bello.