Autostrade, MIT consegna accordo ad Aspi, rilievi al PEF entro 3 agosto. Il futuro dirà se ingresso di CDP è strategico o solo tattico

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Si è svolto oggi l’incontro tra Mit, Mef e presidenza del Consiglio con i rappresentanti di Aspi (Autostrade per l’ItaliaBenetton) per un ulteriore confronto sull’ipotesi negoziale condivisa nel corso del Cdm del 14 luglio scorso. In particolare, nella riunione di oggi è stata consegnata alla società l’articolazione puntuale dell’accordo negoziale che definisce gli impegni del concessionario, compresa l’erogazione degli oneri compensativi per un importo pari a 3,4 miliardi. Sarà la Parte pubblica a stabilire la destinazione di tali risorse. Resta confermata la rinuncia da parte del concessionario ad ogni contenzioso pendente“. Lo si legge, scrive Public Policy, in una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In caso di mancato rispetto degli impegni negoziali assunti è prevista la risoluzione del rapporto concessorio per grave inadempimento – prosegue il Mit – Nella stessa riunione sono stati anche evidenziati alcuni elementi del Piano economico finanziario, presentato il 23 luglio, non corrispondenti alle condizioni precedentemente definite. Tali rilievi saranno formalizzati ad Aspi entro lunedì 3 agosto con lettera della competente direzione del Mit. Mercoledì prossimo è previsto un nuovo incontro per siglare l’accordo negoziale che verrà immediatamente sottoposto al prescritto parere dell’Avvocatura dello Stato“.

Cdp (Cassa depositi e prestiti) per l’Italia

Questo, quindi, sono i primi passi dopo il faticoso accordo di metà luglio ma la partita delle valutazioni costi/benefici è ancora in svolgimento: il “fischio” di chiusura del primo tempo del match vero ci sarà all’atto della quotazione di Aspi per conoscere se e quanto realmente la proprietà di Aspi perderà e, soprattutto, l’impegno finanziario di CDP che verrà affiancata da alcuni fondi internazionali.

Ma il fischio finale, quando ci sarà, ci dirà a chi finirà realmente in mano la grande infrastruttura e solo allora potranno essere dissipati i dubbi che oggi avvolgono l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti, che ci si augura non faccia solo il “lavoro sporco” iniziale (la rimessa in carreggiata, è il caso di dirlo, di una rete oggi con gravi carenze di manutenzione) per poi monetizzare le azioni passandole agli investitori che oggi la accompagnano ma di certo non in maniera disinteressata.

Farà la differenza per valutare se le scelte di oggi del Governo sono strategiche o solo tattiche se il fondo australiano Macquarie ma anche Blackstone e i fondi sovrani del Qatar saranno con CDP solo per valorizzare il proprio investimento in Borsa o se per prendere il controllo delle operazioni…

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