Anziani post Covid, Censis: “53% affidato a cure familiari”

Pensionati, anziani, i più colpiti dal Covid
Pensionati, anziani, i più colpiti dal Covid
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Essere anziani dopo il Covid. Oggi in Italia ci sono circa 3 milioni di persone anziane fragili, che cioè hanno bisogno di un’assistenza più o meno intensa, si va dalle piccole limitazioni ad un bisogno totale di assistenza per le 24 ore; purtroppo, in un processo di progressivo peggioramento. Il Covid ha messo a dura prova il sistema di sostegno agli anziani fragili, l’impreparazione davanti ad un fenomeno tanto disastroso è in parte comprensibile, ma resta un enorme problema di “improvvisazione” nell’affrontare il tema degli anziani in Italia. È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Censis per Family Care, Agenzia per il Lavoro controllata da Openjobmetis e autorizzata dal Ministero del Lavoro per offrire servizi di ricerca, selezione e somministrazione di assistenti familiari, più comunemente denominati badanti. Secondo il Censis, il 53% dei nostri anziani non autosufficienti è a carico delle famiglie, che devono occuparsene da sole o con l’aiuto, appunto, delle badanti, che non sempre sono preparate, né tecnicamente né umanamente, a dare l’aiuto necessario.

Dove stanno gli anziani non autosufficienti? Per il 10% in RSA o simili, un altro 10% in semi residenziale (si recano in una struttura solo di giorno), il 27% gode di un’assistenza domiciliare (ma in media un numero irrisorio di ore, mediamente 16 ore all’anno) e, come detto, il 53% con le rispettive famiglie, da sole o con l’aiuto delle badanti.
A quest’ultimo 53% va aggiunto il numero degli assistiti domiciliarmente per il restante delle ore in cui non godono di assistenza dal sistema sanitario nazionale: parliamo quindi di oltre 1,5 milioni di persone che possono contare sull’aiuto delle famiglie o delle badanti. In Italia le badanti registrate all’INPS sono circa 410.000 (+39% rispetto a 10 anni fa!).

Almeno altre 600.000 sono totalmente irregolari e resiste ancora una sorta di “area grigia”:
il 45% dichiara di lavorare non più 29 ore alla settimana solo il 15% dichiara un reddito maggiore di 13.000 euro all’anno il 79% dichiara non più di 12.000 euro l’anno e il 42% meno di 6.000. Da non sottovalutare anche l’invecchiamento delle badanti: il 59% ha più di 50 anni, 10 anni fa era il 36%, il 22% ha più di 60 anni, 10 anni fa era il 7%, solo il 17% ha meno di 40 anni, 10 anni fa erano il 34%.

Family Care, l’Agenzia per il Lavoro specializzata nell’assistenza familiare, si pone come obiettivo quello di lavorare in prima persona a fianco delle famiglie e dell’assistente familiare per creare un rapporto di armonia e fiducia da cui non si può prescindere, soprattutto quando la quotidianità e la salute di un proprio caro è nelle mani di una persona estranea alla famiglia.
Questo è il focus che si è prefissata anche in occasione dell’apertura di una nuova filiale a Venezia Mestre, presso l’Ospedale pubblico dell’Angelo: i consulenti per l’assistenza familiare saranno a disposizione di chi è in cerca di badanti assunte regolarmente e preparate per fornire l’aiuto necessario nel supporto ai propri cari, in ospedale o direttamente tra le mura di casa. Con questo nuovo punto territoriale, Family Care è ora presente in Italia con 19 filiali.
Controllata da Openjobmetis, prima e unica Agenzia per il Lavoro quotata a Piazza Affari, Family Care è dunque attiva in un territorio, quello veneto, caratterizzato da livelli di popolazione anziana superiori alle altre Regioni. Secondo l’Istat, il 15,8% della popolazione veneta ha più di 75 anni, mentre nel resto della Penisola lo stesso dato è pari all’11,7%.
“Abbiamo aperto la filiale di Family Care a Venezia Mestre, per la prima volta all’interno di un contesto ospedaliero: una decisione che arriva in un periodo ricco di nuove aperture su tutto il territorio nazionale. Questo, oltre ad indicare la solidità e la professionalità della nostra rete specializzata nell’assistenza familiare, è indice della crescente richiesta di assistenza che tocca tutta la Penisola, con il Veneto che si distingue come una tra le Regioni con la popolazione più anziana”, ha detto Danilo Arcaini, responsabile di Family Care. “In particolare, con l’arrivo del Covid-19, le persone cercano più spesso di un tempo un’assistenza domestica su misura. Proprio per questo, Family Care può costituire l’alleato ideale per l’assistenza domiciliare, garantendo competenza, sensibilità e regolarità all’interno di un mercato troppo spesso soggetto a illegalità e sommerso”.
Anche nella filiale di Venezia Mestre, Family Care mette a disposizione tutti i servizi alla persona che l’hanno resa un unicum nel panorama della cura delle fragilità. In ogni filiale, un team di professionisti si pone come intermediario con le famiglie, fornendo risposte altamente personalizzate, ascolto e accompagnamento. Le badanti, assunte e regolarizzate direttamente da Family Care, hanno competenze specifiche, vengono selezionate e incontrate preliminarmente affinché si agevoli una perfetta personalizzazione del servizio per ciascuna famiglia, rimanendo costantemente in contatto con l’Agenzia che gestisce la loro sostituzione in caso di assenza. Family Care si occupa della gestione di tutta la documentazione di avviamento al lavoro, supervisione e monitoraggio del servizio. In virtù della sua natura di Agenzia per il Lavoro autorizzata dal Ministero, le filiali svolgono anche la funzione di raccolta e valutazione candidature per i futuri assistenti familiari.

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