Tradizioni venete: 2 agosto, l’origine tutta da ridere della festa dei “omeni”

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Negli ultimi anni rimane viva soprattutto in alcuni paesi in provincia di Venezia, Treviso e in Friuli, con feste e sagre dedicate, a base di pollo in tecia e fagioli. In provincia di Udine la festa assume un sapore quasi pagano con l’esposizione di oggetti fallici che ricordano i riti legati a Priapo. La festa dei “omeni” è una tradizione veneta molto tipica, che cade il 2 agosto, subito dopo dopo l’altra tradizione veneta che consiglia di bere due dita di vino bianco la mattina dell’ 1 agosto per proteggersi dai morsi dei serpenti e dalla febbre estiva.

La data del 2 agosto è nata come sfottò ai soldati francesi di Napoleone a Venezia, i quali erano costretti ad indossare nella loro uniforme una calzamaglia molto attillata e a tenere i testicoli spostati a sinistra. Addirittura pare che gli ufficiali controllassero e dicessero eventualmente ai soldati: “les deux a gauche!” proprio per ricordare loro che dovevano spostare i testicoli a sinistra (evidentemente per marciare meglio). Frase che probabilmente suonava più o meno così “le do a gos” e in un attimo è diventata “el do agost”, cioè il due agosto, giorno in cui si celebrano, in pratica, “i gioielli di famiglia”. Come per la parola schei, dunque, una frase straniera storpiata in veneto ha dato origine a una tradizione.

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Tommaso De Beni
Giornalista pubblicista nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox