Rassegna stampa

Categorie: Politica, Economia&Aziende

Sga non strangolerà i debitori insolventi delle ex BPVi e Veneto Banca, Pierpaolo Baretta: «Una garanzia per le imprese»

Domenica 23 Luglio alle 11:00
ArticleImage La Società per la gestione delle attività Sga non si armerà di machete per procedere indiscriminatamente al recupero di quanto più denaro possibile da chi ha ricevuto soldi in prestito dalle banche venete senza più restituirli. Lo garantisce il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta: «Sga è una società pubblica, una condizione di gestione rassicurante: imprese e risparmiatori hanno la garanzia che il gestore pubblico non ha tempi speculativi». Ha il mandato di massimizzare, non di fare presto e a tutti i costi. Lo confermano anche fonti molto vicine a Sga, la Spa partecipata dallo Stato alla quale è stato assegnato l'incarico di gestire i crediti deteriorati delle ex popolari in liquidazione e alla testa della quale il Tesoro ha di recente nominato amministratore delegato Marina Natale.

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Categorie: Fatti

Corriere del Veneto, un'ancora legale per gli azionisti di BPVi e Veneto Banca

Giovedi 20 Luglio alle 10:41
ArticleImage Merita attenzione la precisazione di Massimo Vaccari pubblicata sul Corriere del Veneto dell'1 luglio e nella quale il magistrato del Tribunale di Verona chiariva i profili della sentenza da lui emanata con la quale erano tutelate le ragioni di un investitore nei confronti di una delle due banche venete ora in liquidazione. In particolare, il magistrato chiedeva fosse precisato che la condanna era fondata su una
motivazione - per così dire - di tutta sostanza, incentrata sull'inadempimento della banca stessa, non già sul dato formale della mancanza di sottoscrizione del contratto-quadro. Potrebbe sembrare un
dettaglio tecnico di poco conto, ma così non è.

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Il Sole: Npl e immobili, a rischio 63 miliardi

Giovedi 20 Luglio alle 10:23
ArticleImage Se esistesse il manuale dell'harakiri economico, le aste immobiliari entrerebbero di diritto nel primo capitolo. In Italia ci sono attualmente 357milaimmobili all'incanto, derivanti da mutui o finanziamenti andati in sofferenza, per un valore di perizia stimabile intorno agli 88 miliardi di euro. Il problema è che questa mole immensa di case, appartamenti, ville e capannoni industriali non verrà mai venduta a quel valore: considerando che in media in Italia ogni asta va deserta molte volte, e che ad ogni successivo appuntamento il giudice è costretto ad abbattere il prezzo base, oggi quegli immobili hanno un valore pubblicato d'asta di 44 miliardi e verosimilmente non verranno venduti a un valore superiore a 25 miliardi.

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Il Fatto: risparmio, direttiva Ue stravolta. Si rischia il regalone alle banche

Mercoledi 19 Luglio alle 09:17
ArticleImage Per il premier Paolo Gentiloni, come per il predecessore Matteo Renzi se si parla di "regalo ai banchieri" quando si analizzano i provvedimenti presi dagli ultimi governi si fa solo "demagogia facile". Per Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, "la nostra vera ossessione sono i risparmiatori e non le banche". E pazienza se nelle intercettazioni pubblicate la settimana scorsa su La Stampa emerge come nel gennaio 2014 la riforma RC auto finì su un binario morto dopo una serie di interventi "risolutivi" fra il responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo assicurativo Unipol e alcuni parlamentari dem.

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Categorie: Economia&Aziende

Il declino di Confindustria, Il Fatto: una volta ai vertici degli industriali c'erano i big, ora pesi piuma come Boccia al nazionale e Tortoriello a Roma. E i... Vescovi a Vicenza

Domenica 16 Luglio alle 13:45
ArticleImage Carlo Di Foggia affronta su Il Fatto Quotidiano un tema che varrebbe la pena di approfondire anche per Confindustria Vicenza ha visto un "calo" continuo di peso imprenditoriale dei suoi vertici e oggi ha come presidente Luciano Vescovi (a dx nella foto), per carità ex vice presidente della zoniniana Banca Nuova ma la cui Impresa Vescovi Antonio Srl di Ing. Gildo Vescovi e C. ha, lo leggiamo dai dati dell'associazione stessa, un capitale sociale di euro 47.000, una classe dimensionale da 11 a 20 dipendenti e una classe di fatturato (in milioni di euro) da 2,5 a 5,0. Non è automatico che essere più grandi significhi essere più "bravi", ma è certo che essere "piccoli" denota una insufficiente capacità, manageriale e/o economica, o una non volontà di crescita.

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BPVi e Veneto Banca facevano credito ai bidonisti, Libero: ecco come sono nate le insolvenze e i soldi sono finiti nel c...

Domenica 16 Luglio alle 11:24
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Niente soldi alle imprese. Le banche del Veneto aiutavano solo i bidonisti. La crisi delle ex popolari ha messo in ginocchio aziende e famiglie La Cgia di Mestre: fJuori i nomi di chi ha lucrato, vanno puniti.

Risparmiatori gabbati e imprese a secco. La crisi bancaria si è abbattuta sul Veneto con una violenza che non ha eguali in Italia. La stretta del credito si è, ovviamente, fatta sentire in tutta la penisola. Negli ultimi tre anni la contrazione degli impieghi bancari alle aziende italiane è arrivata complessivamente a segnare un calo di 62 miliardi di euro. Con riduzioni pesanti della liquidità per tutti i comparti e in tutte le aree geografiche. Ma è nel Nord Est che si è verificata la tempesta perfetta.

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Il Fatto: a Stato, risparmiatori e correntisti le crisi e i regali alle banche sono costati oltre 160 miliardi

Venerdi 14 Luglio alle 11:19
ArticleImage Con il via libera dalla Camera al decreto che liquida Popolare di Vicenza e Veneto banca, impegnando lo Stato per 17 miliardi, e la probabile approvazione anche al Senato, nei prossimi giorni, si chiuderà il penultimo capitolo delle crisi bancarie. L'ultimo, forse, sarà quello del Montepaschi, nelle settimane a seguire. Un insieme di malagestione e incapacità politiche che è costato a contribuenti, secondo le stime del Fatto, una settantina di miliardi. Ma le operazioni per risolvere le crisi raccontano solo una parte della storia di estrema generosità con cui gli ultimi governi hanno finanziato le banche, caricando le spese su contribuenti, clienti, risparmiatori. Gli ultimi calcoli li hanno fatti il Movimento 5 Stelle e l'associazione per la tutela dei risparmiatori Adusbef.

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Corriere del Veneto: Roi, documento del Comune "Nuovi soci in Fondazione"

Martedi 11 Luglio alle 09:40
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L'obiettivo è «salvaguardare la vicentinità della Fondazione», lo strumento è un documento bipartisan e la strategia, sebbene ancora in fase di definizione, è tracciata: proroga dell'attuale cda a dopo le prossime elezioni e nel frattempo nuovo statuto con l'ingresso di nuovi soci istituzionali - fra cui anche il Comune - a cui demandare il compito di nominare la futura governance. Ecco la linea che il consiglio comunale intende sottoporre alla Fondazione Roi, proprio nel giorno in cui l'ente si riunisce per un consiglio di amministrazione che si preannuncia fondamentale.

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Il Fatto: Intesa, un “progetto importante” da 14.000 euro che costa il 38%

Lunedi 10 Luglio alle 09:35
ArticleImage Banca Intesa mi ha mandato una e-mail, scrivendomi testualmente: "Giuseppe, cosa faresti con 35.000,00 euro tutti per te?". Un irritante tono confidenziale che suona artefatto. Gli amici mi chiamano Beppe e non Giuseppe, gli estranei signor Scienza oppure dottor Scienza (i parcheggiatori) o professor Scienza (gli studenti); io preferirei cittadino Scienza, ma è un altro discorso. Nella sostanza poi la cifra di 35 mila euro dovrebbe farmi sognare? Dovrei mettermi a fantasticare su cosa farei con tale peculio? Insistono infatti chiedendomi: "Hai già in mente qualche progetto importante?".

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Categorie: Economia&Aziende

Sette banche da “salvare”, il conto per l’Italia arriva a 68 miliardi. Il Fatto: 32 solo per BPVi e Veneto Banca

Domenica 9 Luglio alle 17:55
ArticleImage Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco sono molto contenti. Il crac della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, lasciate marcire per anni da una Vigilanza bancaria distratta se non complice, è stato risolto impegnando 17 miliardi dei contribuenti, ma era "l'unica soluzione, comunque la migliore". E adesso, soprattutto, ci assicurano che la crisi bancaria è finita, che è tutto a posto, non ci sono altre minacce in vista. È vero, lo avevano già detto il 22 novembre 2015, dopo il come sempre frettoloso e sgarruppato bail-in all'italiana di Banca Marche, Etruria, Cassa Ferrara e Carichieti.

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