Quotidiano | Categorie: Arte

Wabi Sabi - 12 variazioni sul tema: calendario dell'inclusione sociale 2013

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 2 Agosto 2012 alle 22:58 | 0 commenti

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Caritas Vicentina  -  40 ospiti, 6 centri di accoglienza del vicentino, una rete di inclusione sociale uniti in un progetto che, attraverso l'arte e la bellezza, innesca possibilità di cambiamento
Una due giorni di immersione nell'essenza della poesia ha chiuso la prima fase di un progetto che unisce arte e sociale: Wabi sabi - 12 variazioni sul tema 2013, un percorso di narrazione di sé attraverso poesia e fotografia. Sei i centri coinvolti della nostra Provincia: Casa Bakhita di Schio, Albergo Cittadino e Casa San Martino di Vicenza, Asilo Notturno Molini D'Agno di Valdagno, Casa San Francesco di Bassano del Grappa e Casa Alice Dalli Cani di Arzignano,

Case di accoglienza per persone senza dimora che lavorano in rete per soddisfare una serie di servizi primari di promozione e integrazione sociale. Il progetto Rete territoriale di inclusione sociale, promosso da Caritas diocesana vicentina con il sostegno di Fondazione Cariverona, ha trovato nei Comuni coinvolti ottima rispondenza e sostegno anche grazie al coinvolgimento delle quattro ULSS di riferimento (ASL N° 3-4-5-6). Tale rete di Centri di accoglienza per persone in esclusione sociale (a causa di svariati motivi tra i quali la crisi economica, i problemi di dipendenza e il fallimento del progetto migratorio) da quest'anno si è arricchita e ha trovato una concreta sinergia attorno a Wabi sabi - 12 variazioni sul tema 2013, un progetto che ha come finalità unire l'arte e il sociale e che considera l'arte uno strumento di inclusione importante in grado di mettere in relazione le nostre comunità con chi vive ai suoi margini. Il progetto coinvolge circa 40 ospiti della rete e si articola in due fasi: una prima fase di laboratori sulla poesia da poco concluso e tre giorni di shooting fotografici. Questo incontro di poesia e fotografia contribuirà alla realizzazione di un calendario: un collage di mesi e paesaggi umani dove sarà possibile sfogliare una diversità trasfigurata nella bellezza e in grado di narrare possibilità di cambiamento. Il calendario, un vero e proprio "oggetto" artistico, sarà composto da 24 ritratti degli ospiti a cura di Piero Martinello, da paesaggi della campagna veneta e infine dai componimenti poetici degli ospiti stessi. Il leitmotiv dell'intero lavoro è il Giappone, o meglio l'arte giapponese, il gusto e la poesia orientale.
Wabi sabi - 12 variazioni sul tema 2013 è un progetto articolato che oltre a coinvolgere i sei centri (Casa Bakhita di Schio come promotore) gode del sostegno della Caritas Diocesana e di un team di giovani professionisti: educatori, curatori, fotografi, art director, esperti di marketing e comunicazione e stylist assieme ad un gruppo di giovani assistenti che partecipano grazie ad un bando europeo di Youth in Action gestito dalla Cooperativa Samarcanda.
Attraverso una serie di laboratori sensoriali e di poesia gli ospiti delle case di accoglienza, da maggio a luglio, hanno sperimentato un tempo diverso dalla precarietà del quotidiano e partendo dalle potenzialità del corpo hanno svolto un percorso di riscoperta della propria biografia personale e della propria creatività. Questa prima fase di Wabi sabi - 12 variazioni sul tema 2013 ha avuto il suo compimento in un seminario di due giorni condotto da Livia Chandra Candiani, poetessa milanese pubblicata di recente nella raccolta "Nuovi poeti italiani" da Einaudi. La poetessa ha condotto gli ospiti in un seminario di poesia ispirato all'essenza dell'haiku (nella letteratura giapponese una brevissima poesia formata solo da tre versi): ne sono risultati componimenti poetici densi di significato. "Haiku veri scritti con il sangue d'animale, haiku maleducati e pulsanti" - ha dichiarato Livia Chandra Candiani al termine del laboratorio. Tutti questi "paesaggi umani" verranno editi nel Calendario 2013. Verrà inoltre realizzato un docu-film a partire da alcune interviste girate agli ospiti durante le giornate di shooting fotografico.

"Dalla fase di laboratorio appena conclusa con gli ospiti delle Case di accoglienza è emerso che gli stessi, se accompagnati con fiducia in un percorso creativo, possono esprimere i loro vissuti, i dolori ma anche i progressi che stanno facendo nelle Case, in maniera assolutamente unica, vitale e con risultati di estremo valore ciò che compare tocca la parte più profonda di tutti noi" - dichiara Marina Pigato della cooperativa Samarcanda e curatrice del progetto - Da maggio, quando tutto è iniziato, sono trascorsi due mesi, densi e carichi di emozioni; il lavoro con i Centri di accoglienza e con gli ospiti è stato entusiasmante e ricco di frutti. Questo dimostra che, nonostante le realtà dei Centri di Accoglienza siano considerate ai margini, esse possiedono elevate potenzialità umane che è un privilegio poter svelare e comunicare attraverso l'arte: in questo consiste la sfida del nostro progetto Wabi sabi-12 variazioni sul tema".
A metà settembre il Caldendaio 2013 - Wabi sabi - 12 variazioni sul tema 2013 verrà reso pubblico con una serie di eventi ad hoc in tre città: Schio, Bassano e Vicenza. I curatori del progetto stanno svolgendo un'intenso lavoro di ricerca fondi attorno all'intero progetto.
In allegato il progetto completo "Wabi sabi - 12 variazioni sul tema 2013"
In allegato una foto "work in progress" del progetto
Informazioni complete: www.inclusionesocialevicenza.it
Per info: Marina Pigato | [email protected] | 347.4805543


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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