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Voucher, stabilità del governo, effetti della digitalizzazione e fondi per il "volontariato europeo: i temi affrontati oggi da Camusso, Poletti e Ue

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 30 Maggio 2017 alle 14:05 | 0 commenti

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"Ci sono tante altre ragioni che stanno portando alle elezioni anticipate senza che sia questo l'argomento che le determina": così, come riferisce Radiocor, ha risposto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ai giornalisti che le chiedevano se pensava che il provvedimento che reintroduce i voucher possa provocare una crisi di Governo. Parlando a margine del 'Jobless Society Forum 2017', Camusso ha comunque aggiunto: "ho sentito qualcuno dire che il tema del lavoro non e' sufficiente a determinare un conflitto politico e questo mi sembra un'affermazione grave visto che il lavoro e' una condizione prevalente delle persone". Sulla possibile nuova legge elettorale Camusso ha commentato: "e' un grande tema di riflessione dei partiti".

La segretaria della Cgil ritornando sui voucher li ha definiti "una lesione democratica della Costituzione del nostro Paese. Il ricorso alla Corte costituzionale (da parte del sindacato) sara' su questo, non sul merito del provvedimento, ma sul fatto che dopo aver abrogato i voucher, e in questo modo aver impedito il voto dei cittadini (con il referendum), hanno deciso di reintrodurli esattamente in contrasto con quanto previsto dall'articolo 75 della Costituzione".

Camusso ha sottolineato che i nuovi buoni lavoro sono "uno strumento che sostituisce forme contrattuali che sono invece tutelate. Penso al lavoro a termine, al lavoro stagionale e alle tante forme che gia' ci sono determinando una condizione di assenza dei diritti per le persone e di condizioni materiali di lavoro che diventano differenti in un processo di destrutturazione e dequalificazione di cui il nostro Paese non ha bisogno".

Sul tema del lavoro e in particolari sugli effetti della crescente "digitalizzazione" è espresso anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti: "siamo impegnati a sviluppare una discussione che veda tutti i soggetti esprimere una valutazione. Lo facciamo di fronte alla crescente diffusione dell'automazione nella societa' per studiare l'impatto sui processi del lavoro e le imprese. E' opportuno ricordare che la diffusione della digitalizzazione sull'economia e il lavoro vede due posizioni: i catastrofisti, che ritengono che saranno cancellati i posti di lavoro, e gli entusiasti, che dicono che la storia ci consegna esperienze dove tecnologia e innovazione ci hanno portato a una crescita del lavoro. Noi non ci schieriamo per una parte o l'altra, ma vediamo che le imprese che hanno innovato hanno aumentato l'occupazione".

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un intervento video sempre al 'Jobless Society Forum 2017' ha evidenziato in questo contesto il problema della disoccupazione giovanile. "Siamo passati in tre anni a un tasso al 34%, dal 43%, ma dobbiamo fare molto di piu'. I giovani saranno di fronte a lavori non standard in un contesto dove la differenza tra lavoro subordinato e autonomo sara' sempre piu' sfumata e con il problema della discontinuita' che richiede una piu' ampia rete di protezione sociale. Inoltre e' necessaria un'armonizzazione tra conoscenza e lavoro e per questo abbiamo avviato l'alternanza scuola/lavoro per coinvolgere i giovani nella formazione. Riteniamo che un processo di collaborazione tra artigiani e piccoli imprenditori con la fantasia e le competenze digitali dei giovani possa produrre uno scatto in avanti per le imprese che potrebbero rischiare di non avere prospettive".

Poletti ha evidenziato le opportunita' associate alle nuove tecnologie che possono dare una spinta al sistema italiano delle Pmi. "Per questo e' importante accompagnare le imprese e vogliamo sviluppare Industria 4.0 cercando di connettere in un quadro unico ricerca e innovazione e gli strumenti finanziari per sostenere le start up e le imprese innovative", ha affermato il ministro, che ha aggiunto che le tecnologie "creano nuovi lavori e influenzano i lavori tradizionali. Il passato non e' passato e il futuro e' gia' arrivato. I vecchi e i nuovi mestieri devono coinvolgere tutti, dobbiamo gestire la transizione del mondo del lavoro senza lasciare nessuno indietro. Il dato della trasformazione sara' permanente e significa colmare il gap di velocita' tra la tecnologia e la politica di sicurezza del lavoro e welfare. La tecnologia deve essere per l'uomo e non disumanizzante", mentre sono necessarie "politiche coordinate a livello europeo altrimenti emergera' un dumping sociale".

E a livello europeo la Ue propone 340 mln per 100 mila giovani per volontariato europeo. In una prima fase, avviata nel dicembre 2016, sono stati attivati otto diversi programmi per offrire opportunita' di volontariato, tirocinio o lavoro nel quadro del corpo europeo di solidarieta'. Piu' di 30 mila giovani hanno gia' aderito all'iniziativa e i primi partecipanti hanno ora iniziato le loro attivita' nell'ambito dei collocamenti. Oggi la Commissione propone di dotare il corpo europeo di solidarieta' di una base giuridica unica, di un proprio meccanismo di finanziamento e di un ventaglio piu' ampio di attivita' di solidarieta'.

341,5 milioni di euro al corpo europeo di solidarieta' per il periodo 2018-2020

Con i collocamenti di solidarieta' i giovani potranno svolgere attivita' di volontariato per un massimo di 12 mesi, tirocinii generalmente di 2-6 mesi e attivita' lavorative in conformita' alla pertinente legislazione nazionale per 2-12 mesi; i gruppi di volontariato permetteranno a gruppi di 10-40 giovani provenienti da diversi paesi di fare volontariato insieme, da 2 settimane a 2 mesi; i progetti di solidarieta' consentiranno a piccoli gruppi di almeno cinque partecipanti di creare e realizzare di propria iniziativa progetti di solidarieta' a livello locale, per 2-12 mesi; le attivita' di rete contribuiranno ad attirare nuovi partecipanti al corpo europeo di solidarieta', permetteranno lo scambio di buone pratiche, forniranno un sostegno post-collocamento e costituiranno reti di ex partecipanti.

Qualsiasi organismo pubblico o privato che rispetti rigorosi criteri qualitativi puo' proporre progetti per il corpo europeo di solidarieta'. Dell'attuazione si faranno carico la Commissione europea, le agenzie nazionali Erasmus+ negli Stati membri e l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura. 


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