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CSV e volontariato: il commissariamento fa saltare un progetto da 100 mila euro. E GdV forse prende un abbaglio sulle cifre...

Di Pietro Rossi Domenica 19 Luglio 2015 alle 19:45 | 0 commenti

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I casi sono due: in tre anni è successo un miracolo e le Fondazioni Bancarie hanno sommerso di soldi il mondo del volontariato oppure l'autore di quell'articolo ha commesso un errore madornale. Il pezzo in questione è quello del Giornale di Vicenza di oggi che, parlando del bilancio di previsione 2015 su fondi da destinare al volontariato veneto, afferma: "il Csv berico, che dopo l'azzeramento dei vertici è guidato dal commissario Mauro Bellesia, potrà disporre di un bilancio di 3,8 milioni di euro, superiore dunque al bilancio scorso, che era di circa 3,5 milioni".

Cosa si intende per "disporre di un bilancio"? La frase in se non ha molto senso, casomai si dispone di fondi, ed è quello che si capisce, tanto che, poco dopo, il sempre pronto ad alzare la cornetta Vincenzo Riboni, vicepresidente Co.ge, spiega che «Le fondazioni quest'anno hanno potuto versare maggiori contributi sul fondo nazionale, di conseguenza anche la ridistribuzione regionale è stata maggiore». Ahnn...la ridistribuzione regionale. Quindi i 3,8 milioni di euro sono per tutta la regione o solo per il centro di servizio volontariato berico? Per scrupolo, siamo andati a controllare sul sito del Co.Ge. , scarno e per niente aggiornato - giusto per la cronaca - e abbiamo trovato la delibera del 12/12/2011 per il riparto 2012 che assegna ai Csv di tutto il Veneto 4.0087.494,74 euro e a Vicenza 623.487,07 euro. Com'è possibile? Abbiamo capito male noi dall'articolo, il giornalista si è sbagliato oppure le Fondazioni, quest'anno, hanno deciso di versare a Vicenza cinque, sei volte di più i soldi che hanno versato per il 2012?
Sempre per scrupolo lo abbiamo chiesto a Marco Gianesini, presidente di Volontariato in Rete, che ci ha confermato che il bilancio di previsione per i fondi 2015 del Csv berico è di circa 535 mila euro. Come fa a saperlo lui? Semplice perché Volontariato in Rete è la federazione che gestiva il Csv berico, ora commissariato per presunte irregolarità. E, a quanto risulta, non è il Co.Ge. a fare e approvare i bilanci di previsione ma sono gli stessi Csv di ogni provincia. Il Co.Ge., casomai, ne verifica la validità.
"Il bilancio è stato approvato all'unanimità dall'assemblea"., continua il giornalista nello stesso articolo e Riboni aggiunge che "Il documento è stato ben valutato e approvato e questo permette di partire con l'erogazione dei fondi alle associazioni per il sostegno dei progetti, in modo che l'attività non venga interrotta».
Ma quale assemblea? Il Co.Ge. non approva bilanci. Il suo compito è un altro. Il suo compito, previsto dalla legge 266/91 è gestire i Fondo Speciale del Volontariato ed erogare i fondi necessari ai vari Csv della Regione. Fondi che arrivano ai sette centri di servizio del Veneto da sei Fondazioni e che vengono ripartiti con dei criteri standard.
Giornalista e Riboni fanno quindi un po' di confusione? Rimane il dilemma su quale sia l'assemblea che ha approvato il bilancio di previsione, visto che chi doveva farlo è stato commissariato. Quell'assemblea ha un nome: si chiama Bellesia, ed è appunto il commissario nominato. Da fonti autorevoli abbiamo quindi appreso che in effetti lui ha messo le mani sul bilancio di previsione inizialmente redatto dal Csv berico, ma per fare piccoli ritocchi. Non certo per passare da 500 mila a 3,5 milioni di euro.
Piuttosto, c'è una "piccola" differenza, rispetto al bilancio di previsione mandato a marzo 2015 dal "Csv berico" che deve essere sfuggita sia al giornalista che a Riboni. E cioè che quel bilancio di previsione conteneva delle risorse extra legge 266. "Si tratta di un progetto finanziato direttamente dalla Regione a Volontariato in Rete che noi abbiamo messo a bilancio", spiega Gianesini.
Il progetto si chiama "Stacco", era indirizzato alla disabilità e preveda più di 100 mila euro di fondi. Fondi che, non rientrando nella legge 266, non possono essere gestiti dal Commissario e quindi rimangono congelati come la situazione del Csv di Vicenza, dopo la decisione del Co.Ge. di bloccare tutto fino alla sentenza del Tar sul ricorso presentato da Volontariato in Rete. Sentenza che può arrivare anche tra sei mesi o un anno, con buona pace di chi magari contava su quel progetto.
Non si capisce allora il senso di quell'articolo se non una svista o un articolo scritto in fretta per la domenica. Non certo un modo per assicurare le varie associazioni di volontariato sul fatto che, nonostante l'emergenza, i soldi ci sono. E non certo una comunicazione di servizio del Co.Ge. Quelle sarebbero terre inesplorate, non certo informazione imparziale, con resoconto dei fatti che i "giornalisti berici", noi compresi, cerchiamo di fare. Ovvio, errare è umano...


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