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Hit Show 2017, vietato ingresso a minori 14 anni, anche se accompagnati: Sergio Berlato sull'Aventino contro Ente Fiera di Vicenza

Di Note ufficiali Domenica 5 Febbraio alle 16:22 | 2 commenti

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Sergio Berlato, presidente terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto

Ritengo vergognosa ed assolutamente inaccettabile la scelta dell'Ente Fiera di Vicenza di vietare l'ingresso ai minori di quattordici anni, anche se accompagnati, alla manifestazione fieristica Hit Show 2017. Ci chiediamo quali menti contorte abbiano partorito una simile decisione che vieta agli appassionati di farsi accompagnare dai loro figli e dai loro nipoti. Dopo aver tentato di toglierci il vivaio che ci assicuri il ricambio generazionale attraverso un'azione mirata nelle scuole dove si insegna che tutto è permesso, compreso mancare di rispetto ai genitori ed alle istituzioni, ma non è perdonabile essere figli di appassionati di armi, di caccia o di pesca, adesso si sferra un altro attacco alle giovani generazioni per impedire loro di coltivare queste che sono le più belle e le più sane passioni esistenti su questo mondo. 

Non sappiamo ancora quali siano le reali motivazioni che hanno spinto l'Ente fiera ad adottare questa scelta scandalosa, ma riteniamo che tutti gli appassionati di caccia, pesca, armi sportive e legali possessori di armi in genere, debbano indignarsi per questa decisione inaccettabile e ribellarsi con forza dimostrando in tutti i modi la loro profonda disapprovazione.
Invitiamo tutte le aziende e le associazioni espositrici a manifestare il loro sdegno per questa vergognosa provocazione che non può in nessun modo passare sotto silenzio.
Se, cedendo alle pressioni del mondo animal-ambientalista o a quelle di coloro che sono preconcettualmente ed ideologicamente contrari alle armi in genere, l'Ente Fiera di Vicenza ha deciso di scendere a questo aberrante compromesso, forte sarà la reazione e l'indignazione degli appassionati che con la loro copiosa partecipazione hanno permesso in questi anni un successo crescente di questa manifestazione, fino a portarla a livelli internazionali.
Se l'Ente fiera non recederà dai suoi propositi, io che questa fiera l'ho ideata, organizzata e promossa assieme a tutte le realtà associative che a me fanno riferimento, confermo sin d'ora che, per la prima volta dalla nascita di questa manifestazione, non parteciperò per protesta all'edizione 2017 di HIT SHOW, invitando tutti i miei amici e le persone che conosco a seguire il mio esempio.
Invito tutti coloro che condividono il mio pensiero e la mia presa di posizione a comunicare all'Ente Fiera di Vicenza il senso della nostra più vibrata disapprovazione per questa scelta a dir poco incomprensibile.
Sergio Berlato
Presidente terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto


Commenti

Inviato Domenica 5 Febbraio alle 18:32

Da non credere, come la censura preventiva dei film degli anni 50/60. Nemmeno fosse uno show pornografico! Amen.
Inviato Domenica 5 Febbraio alle 19:52

Corretta posizione.
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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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