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VicenzaPiù 199: Magazzini Generali, schiarita cercasi

Di Marco Milioni Lunedi 18 Ottobre 2010 alle 23:39 | 0 commenti

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Mentre non si chiarisce l'origine del buco di Mg, sul vecchio management si allunga l'ombra di una possibile copertura politica

«I commercialisti hanno eseguito un intervento chirurgico perfetto ma il paziente è morto. O, per essere precisi, è destinato a quella particolare forma di eutanasia che, in contabilità, si chiama liquidazione» parola de Il Giornale di Vicenza del 18 settembre, pagina 21.

«Al posto dei Magazzini Generali un parco con giardini a tema, servizi per l'infanzia, biblioteca, ludoteca e un padiglione per la musica. Così le previsioni urbanistiche del Pat di Vicenza per quell'area». Questo spiega ancora Il Giornale di Vicenza del 28 settembre 2010 a pagina 19. Nello stesso articolo però arriva la precisazione di Francesca Lazzari, assessore comunale all'urbanistica in quota Pd: «Ovviamente, si tratta di una visione generica. Si dovrà ragionare con i proprietari dell'area, una volta chiariti i contorni dei dissesti economici dell'ente, chissà quando, per capire come valorizzare al meglio l'area». Ripianare il debito di Magazzini Generali? «Si tratta di capire come arrivare a reperire quei fondi... Siamo già al lavoro per valutare ogni strada». Umberto Lago (Pd) assessore comunale al bilancio durante il consiglio comunale del 30 settembre.

 

Scenario confuso
Sono solo alcuni passaggi del tormentone mediatico-politico che da mesi avvinghia il futuro di Magazzini Generali o MG se si preferisce la sigla breve. La società logistica a capitale prevalentemente pubblico si porta sul groppone un debito improvviso che oscilla, a seconda dei giornali, tra i quattro e i sette milioni di euro. Un buco che è diventato di dominio pubblico tra l'inverno e la primavera di quest'anno. Due settimane fa VicenzaPiù ha pubblicato un lungo servizio sull'argomento nel quale i quesiti irrisolti erano sostanzialmente due. Il maxi rosso è dovuto ad una gestione dissennata del vecchio management o addirittura i vecchi vertici si sono macchiati di comportamenti penalmente rilevanti? Che ruolo hanno avuto i revisori dei conti? Si tratta di quesiti chiave anche se in realtà le cronache di queste settimane spiegano che i politici preferiscono tratteggiare il futuro degli immobili di MG piuttosto che arrovellarsi su chi abbia causato un dissesto finanziario colossale in rapporto alle dimensioni aziendali.

 

I distinguo di Franzina
Tant'è che sempre nell'ultimo numero di VicenzaPiù l'ex consigliere comunale Franca Equizi aveva sparato a zero su tutti: soci, ex amministratori, ex componenti del collegio di revisione contabile, ma non c'era stata alcuna reazione. In qualche maniera però il testimone della critica era stato raccolto dal consigliere di opposizione Maurizio Franzina del Pdl il quale durante il consiglio comunale del 30 settembre aveva espresso un giudizio netto: «Che ci si accorga che MG una società in larghissima parte a capitale pubblico sia decotta solo perché sul conto corrente non c'è più una lira è una cosa di una gravità inaudita. Va vagliato l'operato degli ex membri del consiglio di amministrazione, va vagliato l'operato dei controllori, ovvero dei membri del collegio sindacale. Tutte persone che sulla carta hanno una professionalità indiscussa. Il commissario straordinario Diego Xausa sta lavorando da maggio; è bene che ora i consiglieri comunali conoscano i termini dei suoi accertamenti».

I dubbi
Tuttavia in queste ore ci sono altre tre questioni che stanno frullando nella testa dei consiglieri comunali. Il Pat ha indicato di fatto la destinazione d'uso delle aree potenzialmente soggette ad una diversa destinazione urbanistica. Perché in alcuni casi la destinazione è fissa mentre per altri, come l'area MG in via Fornaci, l'amministrazione si è tenuta in tasca un jolly? Sono vere quindi le voci di possibili speculazioni cui fa riferimento l'opposizione? Al momento la maggioranza di centrosinistra tace anche se avrebbe buon gioco ad attaccare i vecchi amministratori. Tutti marcati centrodestra. Come mai? Da mesi a palazzo Trissino si vocifera che tra i big della vecchia compagine societaria cui sarebbe stata assicurata una copertura politica c'è Giuliano Campanella, potentissimo segretario generale della camera di commercio berica, vecchio componente del board dei revisori contabili di MG, uomo vicinissimo all'ex presidente camerale Dino Menarin nonchè al centrodestra. La foto sulla pagina Facebook del capogruppo Pd in sala Bernarda Federico Formisano che lo ritrae in viaggio a Lucca con lui è solo una coincidenza o sta a significare una sorta di esibizione di amicizia?

Azioni legali addio?
Ma l'altra questione rimasta sul tappeto che poi è ben più sostanziale riguarda i soci di Magazzini Generali. Ormai Xausa ha in mano il quadro definitivo della situazione. Se il vecchio management ha commesso errori madornali (e un buco del genere per forza lo è) allora i danni andrebbero subito chiesti ai componenti del precedente cda come ai componenti del precedente collegio di revisione contabile. Se invece ci sono stati reati allora bisognerebbe partire subito con le azioni penali. Querele in caso di falso in bilancio perché la norma stabilisce che qualora le scritture contabili vengano volontariamente manomesse il reato può essere perseguito solo per querela dei soci. All'epoca del caso Aim ci fu una maggioranza bipartisan che impose all'ex sindaco Enrico Huellweck del Pdl, in qualità di socio protempore di San Biagio, di portare le carte in procura. Fino ad oggi invece a palazzo Trissino la soluzione Aim non è stata ancora presa in considerazione. E intanto se davvero sono stati commessi reati la prescrizione ha già cominciato a rosicchiare tempo utile all'indagine e ai processi. Esiste quindi un piano per annacquare eventuali azioni in sede civile o penale?

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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