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Vicenza, l'edilizia del prossimo futuro aspetta il traino dei soldi pubblici

Di Rassegna Stampa Giovedi 12 Gennaio 2017 alle 08:36 | 0 commenti

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Negli ultimi anni solo con il recupero si è mosso il mercato immobiliare di Vicenza. Fatta eccezione per l’iniziativa di Borgo Berga nell’area del nuovo tribunale, non si riscontrano progetti che vanno oltre la decina di alloggi e sono rare le nuove costruzioni. «Va in leggera controtendenza il settore commerciale – commenta Antonio Dalla Pozza, assessore alla progettazione e alla sostenibilità urbana del Comune di Vicenza – con diverse richieste per inserire supermercati medio-piccoli in compendi immobiliari dismessi. Ce ne sono tre previsti in un’ex fabbrica, in un’ex centrale Enel e in una ex concessionaria di auto. I grandi piani di un tempo non ci sono più».

Guardando al futuro, l’orizzonte vicentino si allarga, potendo contare su importanti investimenti pubblici finalizzati alla rigenerazione urbana. «La città ha intercettato un finanziamento regionale di tre milioni – continua l’assessore –per recuperare il patrimonio vetusto e realizzare un centinaio di alloggi di edilizia sociale. A Vicenza abbiamo circa 300 alloggi complessivi, da ristrutturare e rimettere sul mercato e un budget di 6 milioni. Siamo anche in attesa di proposte da parte degli operatori e non escludiamo cambi di destinazione d’uso soprattutto nelle zone di prima periferia per incentivare residenze speciali, come quelle per gli anziani per le quali a Vicenza c’è carenza e domanda». Inoltre, grazie al recente Piano Periferie, alla città veneta sono stati assegnati 18 milioni per sviluppare un’iniziativa studiata con l’Ance e l’Ordine degli Architetti, per ricucire, attraverso un sistema di assi verdi e fluviali, il centro con le frazioni, intensificando i servizi e recuperando le aree dismesse. Anche in questo caso l’amministrazione farà il primo passo, ma potrà contare sul sostegno dei privati (raggiungendo un budget di 48 milioni) come quello dell’azienda farmaceutica Zambon che si è impegnata a bonificare l’area dove sorgeva fino agli anni 70 la vecchia fabbrica, per realizzare un pezzo di città con edifici residenziali, parcheggi e un parco di 12mila mq. Una terza iniziativa pubblica, che può contare sul fondo I3Core gestito da Invimit sgr, mette in gioco dodici immobili di proprietà comunale con lo scopo di realizzare una biblioteca in un’ex scuola e il nuovo municipio e la caserma in edifici ex novo nei pressi della stazione. Investire sgr ha manifestato il suo interesse, a fine anno il Comune ha risposto positivamente con una delibera di giunta e il team è al lavoro per presentare entro febbraio il preliminare dell’operazione che vale circa 90 milioni. Anche per l’area della stazione il Comune attende un finanziamento di 230 milioni da parte di Rfi, come compensazione per la fermata dell’alta velocità: in questa partita è compresa la nuova linea del filobus. Vicenza potrebbe tornare ad essere appetibile ai privati grazie al traino pubblico, aprendo opportunità che al momento restano limitate. «Il piano del centro storico è particolarmente datato – conferma Marisa Fantin, presidente degli Architetti di Vicenza – ed è particolarmente vincolante. L’amministrazione è al lavoro per definire la variante: sarebbe davvero preziosa per compensare l’impegno che si sta mettendo nelle aree limitrofe e periferiche». Professionisti e costruttori negli ultimi anni hanno lavorato soprattutto grazie al Piano Casa, «anche se in centro le norme rendono davvero difficile l’applicazione per il necessario recupero in sagoma, che impedisce ogni forma di ampliamento», precisa l’architetto Guido Cabrini di Piustudi. Nella zona dell’aeroporto, lo studio vicentino sta recuperando una casa rurale trasformata in tre unifamiliari, sul mercato a 1.650 euro/mq. In viale Trento invece, lo stesso studio ha progettato ante-crisi una palazzina con 7 alloggi in Classe A, House 2.0, oggi in vendita a 2.300 euro al metro. «Vicenza ha goduto negli ultimi anni di una domanda privilegiata – racconta l’architetto – grazie alla base americana che ha generato un mercato specifico per le residenze in affitto, di ampie dimensioni e con standard elevati, con la garanzia di affitto di dieci anni, se entro un raggio di quindici minuti di auto dalla caserma». Alcune imprese e progettisti hanno risposto a questa domanda e Piustudi ha firmato ad esempio in viale Trieste una palazzina con sette alloggi. Tra le poche nuove costruzioni ci sono anche le Residenze Magenta promosse dall’impresa Dalla Verde e firmate da Asa StudioAlbanese in vendita a 2.200 euro al metro quadrato. «Un edificio cubista con dodici alloggi – racconta Flavio Albanese – che abbiamo progettato volendo fare la differenza con i più tradizionali sviluppi delle periferie. Questa è stata la richiesta esplicita del committente, ripagata dal mercato». Architettura internazionale con la firma di Gonçalo Byrne per l’unica grande operazione immobiliare realizzata a Vicenza, quella di Sviluppo Cotorossi (del gruppo Icm e del gruppo Gavio) per Borgo Berga, su cui pende un’indagine della procura per l’ipotesi di lottizzazione abusiva in relazione a uno dei lotti, che non sembra però aver bloccato la commercializzazione. «Il progetto è nato 15 anni fa – spiega Paolo Dosa, presidente di Sviluppo Cotorossi – quando l’area versava in stato di abbandono e l’amministrazione decise di collocarvi alcune funzioni pubbliche com’è il tribunale». L’insediamento multifunzionale riguarda un’area di 47mila mq suddivisa equamente in case, negozi e uffici. Dei 150 alloggi previsti ne sono stati realizzati 75 e 25 sono in consegna, il loro prezzo di vendita varia a seconda della tipologia e oscilla tra i 2.300 e i 2.900 euro al metro quadrato.
Di Paola Pierotti, da Il Sole 24 Ore


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