Quotidiano | Categorie: Eventi, Architettura

Vicenza e le ville palladiane aprono le porte ai matrimoni

Di Giulia Biasia Lunedi 28 Dicembre 2015 alle 13:24 | 0 commenti

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Vicenza decide di investire nei matrimoni. Il Comune ha deciso di aprire un bando di manifestazione d'interesse (chiuso pochi giorni fa) a cui hanno risposto tre ville: Palazzo Valmarana Braga, Villa Valmarana ai Nani e Villa Curti a Bertesina. Sarà quindi possibile, per i futuri sposi, scegliere delle location alternative, oltre quelle già disponibili come la sede del Comune, Palazzo Trissino, la Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati o il giardino del Teatro Olimpico.

"Lo spirito è quello di incentivare i vicentini a sposarsi" dice l'assessore alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti. Nel corso degli anni il numero dei matrimoni ha continuato a scendere, sebbene dal 2006 ci sia stata un'inversione di rotta: i matrimoni religiosi che sono stati in numero maggiore rispetto ai civili sono diminuiti, mentre i civili hanno avuto una leggera ripresa. Proprio per questo motivo la città ha deciso di darsi da fare: oltre alla Basilica che comporta un costo di 2.000 € (dato il suo prestigio), le neo ville assurte a location matrimoniali comportano un costo di affitto di 1.500 €. La scelta di luoghi differenti da quelli usuali non cambia la procedura del matrimonio. Sono necessarie la richiesta, la pubblicazione e i tempi d'attesa tradizionali. Tornando agli edifici storici a disposizione per celebrare i matrimoni, Francesca Braga Rosa ha aperto le porte di Palazzo Valmarana Braga. Interamente ricostruito negli anni Sessanta (dopo una bomba che l'ha distrutto) per mano del padre Luigi Vittorio Braga Rosa, il palazzo ha una storia affascinante: costruito dal Palladio per la famiglia Valmarana, era adibito alla rappresentanza. I saloni al suo interno ospitavano feste e ricevimenti e non la casa privata della famiglia. Negli ultimi anni, quando la gestione è passata alla figlia Francesca, il palazzo è stato sede di cene aziendali e conferenze. Con quattro matrimoni già ospitati, la proprietaria ha deciso di rinnovare l'offerta ai vicentini rendendo disponibile il palazzo. Il costo d'affitto, oltre ai 1.000 € da versare al Comune, è di 1.500 €. La villa, prima sede del CISA (Centro Internazionale Studi Architettura Andrea Palladio) oggi ha tutte le attrezzature per rendere possibile un matrimonio: c'è una cucina, fornisce sedie e tavoli, è in contatto con catering da consigliare agli ospiti e ci sono anche i bagni. Non è cosa scontata sottolinearlo visto che, al momento della costruzione, il Palladio non li aveva progettati, visto il motivo citato poco fa, ovvero che Palazzo Valmarana Braga non era pensato per essere una casa privata. 

Una manovra romantica e inusuale per pubblicizzare il patrimonio culturale della città di Vicenza e un vanto essendo uno dei pochissimi comuni in Italia che aderiscono a tale progetto. 


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