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Vicenza e Bassano unite per commemorare la Grande Guerra: mostre per ricordare ed emozionare

Di Sara Todisco Lunedi 3 Ottobre 2016 alle 13:16 | 0 commenti

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Si è tenuta oggi 3 ottobre la conferenza stampa per presentare la collaborazione tra comune di Vicenza, comune di Bassano del Grappa e "Museo Hemingway e della Gande Guerra". "E' un'occasione per mettere finalmente insieme ciò che di interessante avviene nel nostro territorio" esordisce il vicensindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci. "E' necessario in quanto il turismo, seppur si è rivelato in crescita, resta vittima dei nostri ‘campanilismi' se così vogliamo chiamarli. Se visita Vicenza infatti non necessariamente visita Bassano del Grappa,e  viceversa". 

Così il vicesindaco fa notare uno dei segni che denota questa realtà ovvero che il turista che viene a visitare il nostro territorio, ad esempio, non prenota per restare più di un giorno. Dando invece la possibilità di visitare più territori e attrazioni, "allora la modalità di visita cambierà".
Cosa avverrà in concreto? "Ci sarà una sorprendentemente bella mostra sulla Grande Guerra che sarà pronta per fine ottobre e sarà l'unione di tre progetti diversi ma che raccontano lo stesso momento storico".
Entusiasta dell'unione in questione è anche l'assessore alla promozione del territorio e della cultura del Comune di Bassano del Grappa, Giovanna Ciccotti che rivela che "la scelta di unificazione con questo progetto si è rivelata molto importante: entrare nel Ogd valorizza le caratteristiche di ognuna delle città coinvolte -chi per il turismo sportivo, chi per quello artistico-. Inolte i nostri territori sono stati grandemente coinvolti dalla Guerra che insieme l'ha vissuta e ora insieme ne sta ricostruendo la memoria".
Alberto Luca membro del cda della Fondazione Luca (Museo Hemingway e della Grande Guerra), che Bulgarini ha definito con la sua famiglia cuore mente e anche braccio del progetto, vede questa unificazione come "condivisione di percorsi nei luoghi interessati dalla Grande Guerra le cui testimonianze ed emozioni devono essere trasmesse in particolare a coloro, come i più giovani, che ne sono sempre più lontani".
"Hemingway riassume molto bene quello che oggi è divenuto il nostro progetto"  dichiara Alberto Luca, citando una frase del noto scrittore dal romanzo 'Di là dal fiume e tra gli alberi': "Ma hai tu mai visto il sole sorgere, almeno una volta, dal Monte Grappa, o sentito nel sangue dentro di te il crepuscolo di giugno sulle Dolomiti? O gustato il liquore Strega a Cittadella? O camminato per le vie di Vicenza, di notte, mentre la luna ti bombardava?".
E' Giovanni Villa a spiegare poi la scelta di Palazzo Chiericati come ospitante della mostra vicentina perché "ritenuto uno dei luoghi più adatti a contenere la storia, a commemorare per la sua stesa storia come ‘porta della Guerra', che ha visto passare davanti a sé quei momenti storici. Non sarebbe stato lo stesso nella Basilica Palladiana".
La mostra avrà inizio il 29 ottobre e finirà il 19 febbraio, data prorogabile fino alla metà del mese di marzo, informa la neo direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa, Chiara Casarin, che fa notare anche le molte consonanze che ci saranno tra la mostra vicentina e quella bassanese: una profonda ricerca storica e la volontà di commemorare ed emozionare.

 

Maggiori informazioni dal Comune
L'iniziativa, che viene presentata oggi nella sala degli Stucchi a Palazzo Trissino, riguarda la collaborazione stretta tra i due Comuni e il “Museo Hemingway e della Grande Guerra” per la promozione di eventi estremamente stimolanti sotto l'aspetto espositivo, culturale e didattico.

Come hanno ricordato, infatti, il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d'Elci, e l'assessore alla promozione del territorio e della cultura del Comune di Bassano del Grappa, Giovanna Ciccotti, entrambe le città, a partire da ottobre e per i prossimi mesi, proporranno ai propri cittadini e ai turisti una mostra ispirata alla Grande Guerra dalle caratteristiche estremamente originali, mentre Alberto Luca membro del cda della Fondazione Luca, ha sottolineato l'importanza della collezione conservata al “Museo Hemingway e della Grande Guerra” per ricostruire le vicende di Bassano del Grappa durante il conflitto bellico anche attraverso le memorie di Ernest Hemingway.

Di qui la proposta lanciata da Vicenza, e immediatamente raccolta da Bassano del Grappa, di promuovere i reciproci eventi nell'ambito di un itinerario, non solo ideale ma anche reale, nei territorio che furono scenario della Grande Guerra.
Attraverso una scontistica in fase di definizione, un piano di comunicazione comune, visite reciproche, i tre musei contano di attrarre i rispettivi visitatori con una proposta complessiva inedita e di qualità.

Erano presenti in sala Stucchi anche Giovanni Carlo Federico Villa, referente scientifico dei Civici Musei di Vicenza, Mauro Passarin, direttore del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza, Chiara Casarin, direttore dei Musei civici di Bassano del Grappa, Paolo Pozzato, curatore della mostra prossima mostra sulla Grande Guerra al Museo civico di Bassano del Grappa e coautore del libro “Hemingway e la Grande Guerra”.


“Bassano e Vicenza compiono oggi un primo passo concreto per avviare un percorso che li porterà a fare rete ed invitare i turisti a recarsi in entrambe le località – ha spiegato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci -. Come ben si sa, infatti, sebbene i flussi turistici siano in crescita, riflettono il campanilismo dei territori: chi si reca in visita a Bassano solitamente non va a Vicenza e viceversa. Per invertire la tendenza delle visite mordi e fuggi pensiamo sia opportuno creare una collaborazione affinché il visitatore sia invitato a scoprire anche le vicine realtà. È intenzione comune proporre un biglietto ridotto o unico che consenta di visitare la mostra sulla Grande Guerra di Vicenza, che aprirà nei prossimi giorni, quella di Bassano che verrà inaugurata a fine mese, oltre che il museo Hemingway con la sua collezione permanente: tre progetti che raccontano pezzi di una stessa vicenda. Cercheremo quindi di promuovere azioni corali di comunicazione incentivando la promozione reciproca della visita alle tre sedi e dei rispettivi territori”.

 

“È un passo importante quello che annunciamo oggi e che offre l'opportunità di valorizzare Bassano come città d'arte e per questo affine a Vicenza – è intervenuta l'assessore alla promozione del territorio e della cultura del Comune di Bassano del Grappa, Giovanna Ciccotti -. Ma il bassanese ha anche altre peculiarità per lo sviluppo in un territorio montuoso con un turismo di tipo sportivo. Questa prima collaborazione tra Vicenza e Bassano, che prende spunto dal tema della Grande Guerra, metterà a disposizione del turista un'offerta combinata invitandolo anche a fermarsi per più giorni. La Grande Guerra è un tema comune e le mostre che stiamo realizzando desiderano ricordare gli eventi che hanno devastato le nostre città con un elevato numero di morti in tutto il territorio. La mostra Frammenti che inaugurerà a Bassano a fine mese, che proseguirà fino a febbraio ma che potrà essere prorogata fino alla metà di marzo, è una mostra fotografica dal valore emozionale che tenterà di dare un'immagine realistica dell'epoca. La nostra mostra ben si collega con il museo Hemingwey poiché anch'essa racconterà la bellezza della nostra città e del nostro territorio attraverso un percorso letterario dei grandi che ne hanno scritto”.

 

“Sono felice di collaborare con questo progetto che ha certamente un obbiettivo turistico ma ha anche quello di condividere dei percorsi legati dal tema della Grande Guerra. Abbiamo deciso di realizzare il museo Hemingway – è intervenuto Alberto Luca membro del cda della Fondazione Luca -, recentemente inaugurato, per lasciare una testimonianza utile a tutti coloro che non hanno vissuto la guerra e che hanno sempre meno opportunità di sentir parlare di quegli eventi da chi li ha direttamente vissuti.
A Villa Ca' Erizzo, poco lontano dal ponte vecchio, lungo il Brenta, nel 1918 ci fu la sezione n. 1 dell'American Red Cross, diventando così una vera testimonianza della presenza degli americani nel nostro territorio tra i quali c'era anche Hemingway, all'epoca ambulanziere, che visse e raccontò l'esperienza dei giovani d'oltreoceano nei romanzi “Addio alle armi” e “Di là dal fiume e tra gli alberi”.


A Vicenza, com'è noto, si potrà visitare nei suggestivi interrati di Palazzo Chiericati la mostra “Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra”, dall'8 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017, con potentissime, stranianti immagini scattate ai giorni nostri da Giuliano Francesconi secondo i più sofisticati canoni dello still life, esplose a grandissime dimensioni, scabre, rugginose, vere che avvolgono e sovrastano il visitatore, sapientemente inserite da Mauro Zocchetta in uno spazio sotterraneo. La mostra, promossa e concepita dai Musei Civici di Vicenza, grazie al Museo del Risorgimento e della Resistenza diretto da Mauro Passarin, che ne è anche l’ideatore e il curatore, immerge il visitatore dentro quella terribile pagina della storia mondiale. I materiali sono tutti frammenti di oggetti utilizzati durante il primo conflitto mondiale e raccolti sulle montagne vicentine, restituiti dal fotografo al contemporaneo.


Alla Galleria civica di Bassano del Grappa il 30 ottobre (fino al 19 febbraio 2017) aprirà la mostra “Frammenti. Bassano e la memoria 1915 – 1918”, curata dal professor Paolo Pozzato e progettata dallo studio BassoDesign di cittadella. L'itinerario si snoda attraverso diversi settori tematici, presentando una riflessione profonda sul primo conflitto mondiale vissuto da Bassano del Grappa. L'allestimento coinvolge il visitatore in un viaggio virtuale nel tempo, attraverso grandi immagini, suoni, animazioni, ricostruzioni grafiche e filmati che favoriscono la partecipazione e la comprensione storica tramite una diretta esperienza.

Il “Museo Hemingway e della Grande Guerra” (aperto a Bassano del Grappa tutti i sabati e domeniche) ha sede nella quattrocentesca Villa Ca' Erizzo Luca che nel 1918 fu residenza della Sezione Uno delle ambulanze della Croce Rossa Americana. Tra i volontari autisti c’era anche il futuro premio Nobel Ernest Hemingway, il cui racconto “The passing of Pickles Mc-Carty” del 1919 prende le mosse proprio da Ca’ Erizzo e dagli Arditi ch’erano ivi pure accantonati.

Il museo occupa cinque grandi locali in cui sono distribuiti 58 grandi pannelli, ricchissimi di spiegazioni storiche, di fotografie e di testimonianze. La sua peculiarità, al di là del potere evocatore del grande evento funesto e dell’esauriente illustrazione dei suoi passaggi cruciali, è quella di fornire una testimonianza, unica in Italia, sulla partecipazione degli Stati Uniti alla Prima Guerra Mondiale.
Nella sala d’ingresso, Hemingway accoglie il visitatore con i suoi romanzi ispirati dalla Grande Guerra: “Addio alle armi” e “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Un’altra singolare documentazione riguarda la partecipazione degli aviatori americani al conflitto. Passando alle altre sale, le tappe salienti della Grande Guerra si succedono con ritmo incalzante, sempre ricchissime di documentazioni inedite e non riscontrabili in musei analoghi.

 


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nel 1867.

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O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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