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Vicenza “Città Europea dello Sport” o dello spot? Saranno ben quattro le "Miss sport"

Di Edoardo Andrein Sabato 9 Aprile 2016 alle 19:33 | 0 commenti

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La candidatura di Vicenza al titolo di “Città Europea dello Sport” è una iniziativa voluta dall'assessore allo sport e formazione Umberto Nicolai, sostenuta in primis dalla nota deputata vicentina del Partito Democratico, Daniela Sbrollini. Un modo per avvicinare i vicentini, giovani e non, ancora di più allo sport attraverso diversi eventi nei luoghi sportivi cittadini e il coinvolgimento delle scuole. Ma per diversi motivi non bisognerebbe esagerare ed esaltarsi troppo tra duecento targhe affisse in città, cerimonie, comunicati, concorsi per studenti e mascotte-orsetto. Perché per ora è una candidatura (scritta sulle targhe ma in caratteri piccolissimi...) ma soprattutto perchè bisogna capire bene chi sono i premianti e chi e quanti saranno i premiati.

Se per i premiati, infatti, otto sono state le Città europee dello Sport in Italia nel 2016 e non solo una, che, a quel punto, sarebbe sì prestigiosa, per il 2017, anno per cui si candida Vicenza, il numero delle città prescelte fra le otto che si sono candidate è di ben quattro.

Se la candidatura già presentata dei Mondiali di Ciclismo a Vicenza è di sicuro ben più significativa del titolo da condividere in quattro di Città Europea dello Sport e se il reale biglietto da visita sportivo per una città, dovrebbero essere i risultati conseguiti in campo internazionale dalle sue squadre o dai suoi campioni, intanto nulla insegnano a Nicolai & c. l'epopea del Vicenza di Francesco Guidolin in Coppa delle Coppe e i successi europei del basket e del volley femminile di massima serie, i cui vecchi presidenti non ci risultano invitati a dare man forte e credibilità reale (sportiva ed organizzativa) alla promozione di immagine della Vicenza sportiva.

Per fregiarsi forse solo di un quarto del titolo, la città di Vicenza ha istituito, infatti, un Comitato promotore che ha tra i suoi componenti più naturali il sindaco Achille Variati, nominato presidente del Comitato, il presidente uscente di Confindustria, Giuseppe Zigliotto, imprenditori come Renzo Rosso, Lino Dainese, il sociologo giornalista Ilvo Diamanti ma anche un terzetto di direttori di mezzi d'informazione "a trazione unica": Ario Gervasutti de Il Giornale di Vicenza, Luca Ancetti della cugina Tva Vicenza e Paola Ambrosetti di SportQuotidiano, giornale legato da contratti col GdV e con cui collaborano l'ex direttore de Il Giornale di Vicenza, Giulio Antonacci, e il suo vice, prima responsabile delle sue pagine sportive, Andrea Libondi. Insomma tre media, un'unica matrice...

Nella lista del Comitato compaiono, poi, sotto la dicitura Coordinamento segretariato, anche i nomi del segretario parlamentare della Sbrollini, Giacomo Bez, e di Diego Fontana, dipendente comunale all'ufficio sport sanzionato tempo fa per doppio lavoro non autorizzato.

Infine i politici: Elisabetta Gardini, eurodeputata padovana di Forza Italia, i leghisti delle Regione Veneto Roberto Ciambetti e Luca Zaia e ovviamente Daniela Sbrollini, responsabile nazionale sport del Partito Democratico, il cui marito, titolare del broker assicurativo Anthea, Flavio Marelli, sta incrementando da tempo la sua attività imprenditoriale proprio in ambito... sportivo.

Tutti, o quasi, i soliti noti insomma uniti per dare una parvenza di “certificazione” sportiva europea al capoluogo berico che aspira, però e come detto, ad essere non la "Città europea dello Sport" ma una delle varie in Italia, se va tutto come deve. Vediamo perchè e come.

Il titolo viene assegnato da Aces, acronimo di “Associazione Capitale Europea dello Sport “, un'associazione no-profit privata costituita a Milano nell'anno 2000 e il cui presidente è un italiano, Gian Francesco Luppatelli. L'associazione assegna annualmente tre diversi titoli sportivi: l'originario “European Capital of Sport“, al quale si sono aggiunti "European City of Sport” e “European Town of Sport”.

Per la candidatura ciascuna città, si legge nel regolamento ufficiale, dovrà versare per ottenere il diritto di entrata, una fee del valore di 1.200 euro.

L'accordo con Aces non prevede esborsi diretti per il Municipio, ma viene sottoscritto che:

il Municipio si impegna ad individuare uno o più sponsor e partner (massimo 4) che verseranno ad ACES Europe la somma complessiva prevista in base alla dimensione del Municipio. Gli sponsor/partner, dovranno essere riportati sotto al logo della Capitale/Città/Comune/Comunità Europea dello Sport, in tutte le comunicazioni e promozioni che saranno realizzate”.

E nel caso di esito positivo della candidatura Aces chiede che:

I Municipi candidati, una volta che siano dichiarati vincitori del titolo, si impegnano, nel caso ricevessero il premio, a firmare un accordo di sponsorizzazione con ACES Europe per i diritti di immagine del premio stesso”.

Inoltre, Aces Europe “procederà alla comunicazione del premio nei Municipi attraverso sponsor/partner in spazi pubblicitari ceduti dal Municipio a titolo gratuito ad ACES Europe, o ad altra società indicata da ACES Europe, spazi pubblicitari determinati in base alla categoria del premio ottenuto. Grazie a questo accordo, verranno promossi anche gli sponsor locali, l'internazionalizzazione degli stessi e viene rispettato il Piano Industriale di ACES Europe sulla base della Buona Governance, progetto sviluppato nel 2014 su richiesta dell'Unione Europea nell'ambito del Secondo numero EAC-2013-0379. Individuazione degli sponsor e la disponibilità degli spazi pubblicitari saranno obbligatori a partire dalle candidature per l'anno 2018. L'importo del patrocinio per Città europea dello sport (European City of Sport) con un numero di abitanti superiore a 100.000 ha come diritti di immagine 10.000 euro.

La Commissione di valutazione di ACES farà tappa a Vicenza nei giorni dal 12 al 15 maggio: si recherà in visita agli impianti sportivi e incontrerà i rappresentanti del mondo sportivo della città, verificando l'effettiva adesione della città ai valori promossi dal titolo, sia sul fronte dei programmi sportivi di promozione della salute e dell'integrazione dei cittadini, sia dal punto di vista della qualità delle infrastrutture sportive cittadine.

Per la visita ci sono altri costi da sostenere: sono a carico dei Municipi candidati i costi di vitto e alloggio per tutta la Commissione di Valutazione, composta da cinque membri, e i costi di viaggio in aereo o treno per un massimo di tre membri.

Si possono inoltre fare regali ai giurati, basta che siano inferiori ai 100 euro...

Al fine di evitare possibili conflitti di interesse il Municipio candidato eviterà di fare regali che

potrebbero compromettere in qualche modo l'obiettività e l'indipendenza del Comitato di Valutazione. Pertanto, il presente regolamento prevede che il Municipio non potrà fare regali ai membri del Comitato di Valutazione per un importo superiore a 100 euro”.

All'assessore Nicolai abbiamo chiesto qual è stato l'esborso economico per il Comune di Vicenza e dopo la risposta iniziale “zero” ha precisato che:

Non c'è stato alcun finanziamento extra, sono state utilizzate risorse economiche già previste nelle spese correnti del bilancio comunale”.

Per quanto riguarda i premiati, invece, solo il titolo di Capitale Europea dello Sport ha un vincitore unico all'anno; mentre per le altre categorie, Città e Paesi, vengono premiate diverse candidature: nel 2016 ad esempio tra le vincitrici di Città europea dello sport ci sono state otto italiane, tre spagnole, una francese, una slovacca, una olandese... Nel 2017, come detto, le italiane saranno quattro su otto. Le altre sette candidate oltre Vicenza sono Pesaro, Catania, Cagliari, Forlì, Foligno (PG), San Benedetto del Tronto (AP) e Aosta, per cui, viste le "dimensioni" di Forlì, San Benedetto del Tronto, Foligno e Aosta, Vicenza dovrebbe già gioire di essere una della quattro altrimenti...

Quindi più che una candidatura di Vicenza a Città Europea dello Sport, utile alla città, questa sembra proprio l'ennesima candidatura di Vicenza a Città dello spot, utile, forse, ai "promotori" pubblici locali e di sicuro all'ennesimo ente privato che organizza l'ennesimo micro business intorno allo sport distribuendo a go go fasce da Miss a ingenui assessori di ingenue città.


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