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Buco di 14 mln del Vicenza Calcio senza acquirenti: dopo la BPVi si profila un altro crac annunciato. Il Comune fuori di 500.000 euro, la magistratura non vede

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Mercoledi 13 Dicembre 2017 alle 12:19 | 0 commenti

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Era dal 13 agosto che mettevamo in guardia, con danni per noi ma con onestà verso i nostri lettori, sul crac annunciato della Banca Popolare di Vicenza (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), che neanche Banca d'Italia voleva vedere così come, ad altri livelli, faceva il collega Marino Smiderle che dietro la mancata vigilanza altrui anche oggi prova a nascondere la sua mancata "curiosità" giornalistica sul quotidiano confindustriale, riscopertosi amico dei lettori a cui, mentre noi li allertavamo, propinava lodi quotidiane indirizzate a Gianni Zonin, Giuseppe Zigliotto & c.

È dallo stesso periodo, se non da prima (qui il nostro ultimo intervento guardando al futuro), che pubblicavamo inchieste sulla mala gestio del Vicenza Calcio da parte di Sergio Cassingena e del suo fido braccio destro Danilo Preto, beccandoci gli improperi gratuiti dei colleghi che non capivano che l'unico modo vero e onesto per difendere i tifosi e il loro amore per il Lane, era denunciare le malefatte altrui alle loro spalle.

Non vale la pena dilungarci sulle mille finte trattative, di cui abbiamo raccontato spesso l'inconsistenza o la nebulosità mentre altri si illudevano che arrivasse lo sciocco (o l'ennesimo) di turno a cavare la castagne dal fuoco di un club da tempo e di fatto fallito, anche qui con delle latitanze colpevoli della magistratura, che per aziende non calcistiche e con dipendenti pagati mille e non decine di migliaia di euro al mese sarebbe da tempo intervenuta chiudendole, e con atteggiamenti di favore da parte dell'amministrazione comunale che ha accordato dilazioni per mezzo milione di euro a un club (poco) professionistico mentre rincorre società dilettantistiche per infinitamente meno.

E non ci si venga a dire che è stato un modo per salvare un club, che difficilmente, anche se arrivasse un... Atlante, potrebbe salvarsi come conferma anche l'articolo di Corrado Ferretto di oggi sul CorVeneto che pubblichiamo di seguito.

Fa solo del male ulteriore e ingigantisce la cancrena chiudere gli occhi e non richiamare alla responsabilità. Non ha funzionato, caro sindaco Achille Variati, con Gianni Zonin, vuole che funzioni con i dirigenti che in via Schio cambiano un giorno sì e l'altro anche?

Alla fine ci troveremo senza la squadra, che, ripetiamo, doveva ripartire da quel dì da zero come hanno fatto Napoli, Fiorentina e recentemene Parma (ma lì c'erano imprenditori seri e non bufalari), senza uno straccio di progetto per farla ora ripartire e senza mezzo milione nelle casse comunali.

Casse da cui potevano attingere piccole società dilettantistiche e altre realtà ome i veri poveri e le persone con disabilità.

Vicenza ai Vicentini? In questo modo NO!

 

 

Vicenza, la vendita al palo

di Corrado Ferretto, da Il Corriere del Veneto
Calcio Serie C, dopo la rottura con Boreas Capital trattative vane Ieri senza esito gli incontri con le cordate Sanfilippo e lombarda
 

Ormai in via Schio le vicende legate al calcio giocato in Serie C non interessano quasi più a nessuno. Tutta l'attenzione è rivolta alle vicende societarie che, dopo il previsto e prevedibile nulla di fatto andato in scena lunedì tra «Boreas Capital Sarl», la holding lussemburghese che da maggio tratta l'acquisto del Vicenza Calcio, e «Vi.Fin. Spa», attuale proprietaria del club berico, ha vissuto ieri una giornata convulsa.

 Oltre agli ormai giornalieri contrasti con «Boreas Capital», i vertici dell'attuale proprietà si sono confrontati col gruppo capitanato da Fabio Sanfilippo e, come anticipato anche dallo stesso presidente di «Vi. Fin.» Marco Franchetto, con una cordata lombarda i cui rappresentati ieri erano a Vicenza.



 

Poco è trapelato, ma sembra che con Sanfilippo la fumata sia stata ancora una volta nera, mentre i rappresentanti del gruppo lombardo e i vertici di «Vi. Fin.» potrebbero risentirsi oggi. Le difficoltà da superare sono note. La prima riguarda il fatto che il bilancio della stagione appena conclusa lo scorso 30 giugno non è ancora stato approvato. Naturale che chi intende acquisire il club berico sia perplesso. L'ok al bilancio è una condizione che ha chiesto anche «Boreas Capital» per arrivare al closing, anche se su questo punto le posizioni tra l'attuale proprietà e la holding arabo-lussemburghese sono

 differenti. La realtà è che, dopo una prima approvazione dal parte del consiglio di amministrazione del club berico, la palla passa ai revisori dei conti che devono dare parere favorevole e, nel caso, rilevare anomalie e rettifiche che devono essere visionate e recepite dal Cda. Cosa che non risulta espletata, con la richiesta, anche questa al momento senza risposta, della continuità aziendale: al momento nessu

no sa ancora a chi spetterà il compito di portare avanti l'attività del Vicenza Calcio.

 A complicare il contesto generale le scadenze che l'attuale proprietà deve onorare a breve, con la prima in ordine di tempo che riguarda il pagamento degli stipendi e relativi contributi per circa 500 mila euro entro venerdì. Entro il 20 dicembre poi l'Agenzia delle Entrate ha chiesto il pagamento della scadenza annuale del debito Iva rateizzato (pari a circa 588 mila euro) e per fine anno c'è da saldare 42 mila euro al Comune di Vicenza per lo stadio «Menti».

 Oltre un milione di euro totali da versare che i soci dell'attuale proprietà devono trovare per non incorrere in penalizzazioni in classifica e per non vedere ulteriormente aggravata una situazione generale del club che di per sé è già molto complicata a causa di un monte debitorio generale pari a quasi 14 milioni di euro.

 I tempi sono strettissimi e «Vi.Fin.» oggi continuerà a lavorare per trovare una soluzione per adempiere ai pagamenti nei termini. Il grosso rischio che il Vicenza Calcio sta correndo, nel caso le prossime scadenze non venissero rispettate, è che si aprano scenari molto gravi che possano a mettere seriamente a repentaglio la continuità aziendale del club berico.


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