Quotidiano | Categorie: Politica

Viale Verona, il bus «diventa sprint»

Di Marco Milioni Mercoledi 12 Settembre 2012 alle 16:07 | 0 commenti

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Un parcheggio per bici a ponte San Paolo e la velocizzazione del bus lungo l'asse San Lazzaro Ponte Alto. È questo il succo del briefing di stamani a palazzo Trissino durante il quale è stato fatto il punto sul pacchetto di delibere approvato in mattinata. E tant'è in sala degli stucchi stamani c'erano il sindaco Achille Variati del Pd, l'assessore alle infrastrutture Ennio Tosetto (Psi), coadiuvati dal direttore dei lavori pubblici Carlo Andriollo.

Il punto più saliente riguarda il sistema di velocizzazione dei mezzi pubblici lungo la spalla ovest della città. Il quale, secondo i tre (in foto), si avvarrà di un sistema misto tra corsie preferenziali, sistemi di controllo elettronico e corsie salta traffico. Saranno eliminati solo una dozzina dei posti auto presenti lungo l'asse in entrata dalla città. I lavori termineranno a metà novembre. Si prevede una diminuzione del tempo di percorrenza del bus nel tratto stazione Pomari nell'ordine di sei minuti sui sedici che servono oggi in caso di traffico di punta.

A ponte San Paolo invece sarà riconvertito il mini magazzino comunale. Che è inutilizzato da anni e che si trasformerà in un parcheggio per bici dotato una settantina di posti coperti e una trentina scoperti. La sosta, spiega il sindaco, costerà pochi centesimi e la struttura sarà dotata di una guardiola con custode. Tosetto durante l'incontro ha annunciato anche un progetto di messa in sicurezza della scuola media di via Bellini: l'importo stanziato con delibera di giunta è pari a 83mila euro.

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oggi alle 17:03 da Ercole_Dalmanzio
In Tav/Tac a Vicenza, i cittadini scrivono ai candidati presidente Veneto
Buongiorno, di seguito la replica dello staff di Jacopo Berti alla richiesta di chiarimenti:

“Buongiorno,

mi scuso intanto per la risposta precedente che mi rendo conto essere stata poco esaustiva su un problema che merita sicuramente un’analisi più approfondita. Cercherò quindi di chiarire nel modo più completo possibile la posizione del movimento 5 Stelle sul complesso tema dell’Alta Velocità.

Come ben sa, i volumi di traffico registrati negli ultimi vent’anni non solo dimostrano che tutte le infrastrutture come l’alta velocità sono assolutamente incapaci di autosostenersi (e soprattutto di autofinanziarsi), ma soprattutto che le attuali scelte progettistiche le rendono addirittura dannose, pensiamo ad esempio alla mancanza nella tratta Brescia Padova di una fermata nella zona del Garda, unodei poli turistici ad elevato interesse storico – naturalistico. Sono 11 i miliardi d’investimento pubblico tra Brescia e Vicenza : questi soldi possono essere spesi senza valutare quello che si chiama “costo opportunità”? Senza analizzare quali progetti si potrebbero attuare in alternativa e quali benefici questa alternativa produrrebbe? La realtà è che la distruzione delle regole per interessi elettorali e speculazioni urbanistiche continua anche in questo progetto, in spregio delle leggi che regolano queste opere. Quanto prodotto, ad esempio per Vicenza e territori contigui manca, dell’analisi delle alternative progettuali, cioè l’individuazione delle alternative dal punto di vista delle scelte tecnologiche, organizzative e finanziarie e, soprattutto, dell’analisi della fattibilità economica e sociale.

La nostra azione sul territorio, ma soprattutto quella dei nostri portavoce in Parlamento si è sempre caratterizzata per il forte contrasto allo spreco di risorse pubbliche, che ben potrebbero essere destinate ad altre opere di utilità sociale.

La nostra grande opera Veneta è la Banda Larga, con tutte le informazioni che ci servono oggi, vogliamo portare almeno la 100Mb a tutte le città e almeno la 30Mb alle zone rurali, questa dovrebbe essere la nostra “Grande Opera”.

La triste realtà del voto di scambio, dei comitati d’affari costiutuiti a scopi puramente elettorali, hanno portato alla realizzazione di opere ad elevato impatto per un territorio già pesantemente compromesso in spregio di qualsiasi regola e di qualsiasi normativa. Quello a cui assistiamo è il tentativo di mettere in atto l’ennesima succulenta operazione speculativa con il rischio di cantieri protratti per 30 anni a causa della scelta di lotti costruttivi non funzionali in varie parti della pianura padano – veneta, trascurando invece il potenziamento dell’attuale trasporto ferroviario regionale, i cui innumerevoli disservizi incidono negativamente sulla vita di migliaia di cittadini veneti.

Ma al di là di tutte le valutazioni (seppur necessarie), ritengo sia assolutamente indispensabile e prioritario che i cittadini vicentini siano messi nelle condizioni di esprimersi correttamente sia sull’opportunità ma anche sul merito.

Il Movimento 5 stelle ha fatto della democrazia diretta una delle sue battaglie principali, ed è assoluto dovere dell’amministrazione comunale, consultare la popolazione prima di mettere in cantiere qualsiasi opera, soprattutto se di fortissimo impatto su un territorio il cui equilibrio risulta già notevolmente compromesso.

Da parte nostra il massimo sostegno a quanti si battono per la salvaguardia del territorio veneto e ad ogni modo,la cittadinanza avrà il massimo impegno affinché venga riconosciuto loro il diritto di esprimersi, tutelandone la volontà ed esigendone il rispetto.

A presto

Staff M5S Veneto

Cordiali saluti
Ercole Dalmanzio

Domenica 24 Maggio alle 18:34 da Gianluigi
In Tav/Tac a Vicenza, i cittadini scrivono ai candidati presidente Veneto
L'iniziativa del Comitato di Vicenza Est è un esperimento interessante
per riportare gli interessi dei cittadini nel processo elettorale.

Achille Variati, che aveva iniziato il suo secondo mandato con aperture
alla partecipazione civica ed anche alle ragioni del No dal Molin, si avvia
al termine del terzo suo mandato facendo approvare al Consiglio Comunale
in periodo natalizio un progetto preliminare per la TAV/TAC commissionato
dai poteri forti della città. Questo progetto non è giustificato da esigenze
tecniche ferroviarie, ha costi altissimi senza copertura finanziaria, ed inoltre
priva la città della storica stazione centrale, che si trova in un luogo perfettamente
adeguato alle esigenze dei cittadini ed alla vocazione turistica della città.

Il metodo seguito dal Sindaco per ridisegnare l'assetto urbanistico della città
al di fuori di un piano regolatore è stato chiamato "metodo Renzi" ed appare
del tutto in consonanza con i metodi del governo nazionale nel ridisegnare lo
statuto del lavoro, della scuola e soprattutto nella sciagurata legge elettorale.
I simpatizzanti del PD Renziano sono certo ammirati dalla grande abilità ed
energia del capo del governo. Tuttavia non possono ignorare che una vera
mutazione costituzionale è stata imposta a colpi di sedute ad oltranza del
Parlamento dopo una partita a due con il capo dell'opposizione, liquidando
le voci di dissenso nello stesso PD.

L'aspetto più inquietante della legge elettorale è che dopo tre anni di governi
di eccezione, siamo arrivati ad un presidenzialismo del primo ministro con
un Parlamento indebolito e subordinato, una "signoria" ben vista dalla finanza
internazionale, ma senza il contrappeso ed il controllo di un Parlamento forte,

La città di Vicenza ha la sorte di verificare come in questo nuovo quadro politico
globale cambino anche le forme della decisione e della partecipazione nelle
scelte urbanistiche locali. Sarà certo ancora possibile ad architetti ed urbanisti
offrire consulenza tecnica, se sapranno conquistare la fiducia di chi governa.
Sarà ancora possibile ai cittadini fare azioni di testimonianza a favore dell'ambiente
e del paesaggio. Ma sarà più difficile trovare l'appoggio di forze politiche su scelte
in contrasto con gli interessi dei poteri forti.

Per questo anche è importante sperimentare nuove forme di discussione che
costringano i candidati a manifestare il loro punto di vista su decisioni cruciali
per il territorio e che consentano agli elettori di vedere con maggiore chiarezza
al di là della propaganda ed a comportarsi di conseguenza nelle urne.
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