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Margrethe Vestager: "Per MPS tagli dolorosi. Su BPVi e Veneto Banca non siamo così avanti, servono più capitali privati"

Di Emma Reda Giovedi 18 Maggio alle 21:27 | 0 commenti

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"Ogni volta che una banca ottiene aiuti di Stato sotto forma di ricapitalizzazione precauzionale, o in altri modi, bisogna evitare che i soldi dei contribuenti siano sprecati", spiega su NordEst Economia la numero uno dell'Antitrust di Bruxelles Margrethe Vestager che ha appena multato per 110 milioni di euro Facebook per il caso Whatsapp. Il dossier Montepaschi di Siena, dice, "sta facendo passi avanti" ma ci sono ancora tanti ostacoli da superare, in particolare il nodo legato ai tagli del personale "che è sempre molto doloroso". Ma il Commissario europeo alla Concorrenza, Margrethe Vestager, in un'intervista a La Stampa assicura che la Commissione "sta lavorando molto bene con le autorità italiane".

"Ogni volta che una banca ottiene aiuti di Stato sotto forma di ricapitalizzazione precauzionale, o in altri modi, bisogna evitare che i soldi dei contribuenti siano sprecati", spiega la numero uno dell'Antitrust di Bruxelles, "va garantita la redditività. Quindi bisogna fare in modo che entrino più soldi dal mercato oppure controllare i costi. La discussione è su entrambi i fronti".

Sia la Commissione Ue che la Banca Centrale Europa avevano esortato Rocca Salimbeni a "decretare" 5 mila esuberi, dopo gli altrettanti posti di lavoro già tagliati negli anni precedenti. "Noi non chiediamo di licenziare i dipendenti", puntualizza Vestager, "ma va tenuto in considerazione un aspetto: di solito la metà dei costi è per il personale. Quindi quando si parla di ridurre i costi si finisce sempre sul numero dei lavoratori, ma anche sugli stipendi dei dirigenti. È sempre stato così per tutti i casi simili finiti sul tavolo della Commissione dalla crisi finanziaria: circa 120 casi. E purtroppo è sempre molto molto doloroso per le persone coinvolte e per le regioni in cui ciò accade".

"Non siamo così' avanti", ammette invece il Commissario interpellato sulla vicenda Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, "ma abbiamo predisposto dei piani di lavoro che sono condivisi con tutte le parti del tavolo. E il piano avanza perché l'approccio di tutti i partecipanti è costruttivo. Non è facile ma stiamo andando avanti".

Per dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale delle banche venete la Commissione Ue avrebbe chiesto un maggior importo di capitali privati, in modo che l'intervento dello Stato non copra perdite certe o prevedibili.

BPVi e Veneto Banca hanno chiesto l'aiuto dello Stato per fronteggiare una carenza di capitale da 6,4 miliardi di euro dopo aver fatto svalutazioni per perdite sui crediti che hanno fatto scendere i ratio patrimoniali sotto il livello richiesto.


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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