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In aprile crollo vendite al dettaglio, Rebecca: "Pietra tombale su ipotesi aumento IVA"

Di Redazione VicenzaPiù | Venerdi 29 Giugno 2012 alle 00:28 | 0 commenti

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Confcommercio di Vicenza - Il presidente della Confcommercio di Vicenza commenta i dati diffusi dall'Istat e dice: non è più possibile sferzare altri duri colpi al commercio
Il netto calo delle vendite registrato ad aprile, secondo i dati diffusi dall'Istat, confermano la gravità della crisi in atto, con la riduzione progressiva del reddito disponibile dei cittadini che si riflette nella forte contrazione dei consumi. Su base annua l'indice delle vendite cala infatti del 6,8 per cento: -6,1 per cento per le vendite di prodotti alimentari, -7,1 per cento quelle di prodotti non alimentari.

Mai così male dal 2011. Tenendo conto che maggio non è andato meglio, anzi, con la scadenza della prima rata dell'Imu, i consumatori avranno sicuramente "tirato" sugli acquisti, le preoccupazioni dei commercianti, per un futuro su cui si addensano ancor più gli effetti della crisi, sono in progressivo aumento. Se ne fa portavoce il presidente della Confcommercio di Vicenza, Sergio Rebecca che afferma deciso: "L'evidenza di questi dati deve unicamente portare a mettere una pietra tombale su ogni ipotesi di aumentare ancora l'IVA. La situazione è molto grave ed è quindi impensabile sferzare altri duri colpi al commercio. Si cerchino, invece, altre strade per reperire risorse, a cominciare dal taglio convinto, e oramai doverosamente inevitabile, della spesa pubblica".
A guardare i numeri diffusi dall'Istat la caduta delle vendite tocca tutte le forme della distribuzione.
Le vendite per forma distributiva mostrano, infatti, nel confronto con aprile 2011, una marcata contrazione sia per la grande distribuzione (-4,3%), sia per le imprese operanti su piccole superfici (-8,6%). Le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione dello 0,2% e quelle
di prodotti non alimentari del 2,2%.
"Purtroppo siamo al punto che nemmeno sconti, promozioni tre per due e altro ancora, riescono a stimolare le vendite - osserva Rebecca -. Il carrello della spesa è sempre più vuoto e calano le quantità acquistate di prodotti alimentari; ciò significa, che anche le porzioni di cibo si stanno riducendo. Va detto che il mese di aprile comprendeva la festa della Pasqua, che per tradizione raduna familiari e amici attorno a tavole piene di bontà, ma se il calo dei consumi è stato così evidente vuol dire che di soldi in tasca agli italiani ce ne sono pochi e sono prevalentemente utilizzati per pagare le spese fisse e le imposte".
"Questa caduta senza freni delle vendite al dettaglio - conclude il presidente Rebecca - sta portando alla chiusura tante attività del commercio, anche nella nostra provincia. A rischio sono soprattutto i titolari dei negozi di prossimità, che sono compressi, da una parte, dalla tassazione a livelli ormai inaccettabili e dell'altra dalla progressiva diminuzione degli incassi delle loro attività. Ma non si frenano qui gli effetti negativi, poiché la chiusura di molti di questi negozi provoca un impoverimento delle nostre città, lasciando locali vuoti e cittadini con sempre meno negozi sotto casa, ma quel che più preoccupa lascia senza lavoro migliaia di lavoratori anche nel settore commercio. Per questo chiediamo, ancora una volta, di invertire la rotta dando priorità a misure per una reale crescita del Paese"

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Domenica 20 Luglio alle 08:01 da PaolaFarina
In Farina replica a Thibault su antisemitismo e sionismo. Ma tutto il mondo subisce guerre, armate o finanziarie
Se la risposta che cercava è questa: secondo me non si può essere antisionisti senza essere contro gli ebrei. Prima che una religione gli Ebrei sono un Popolo, è scritto chiaramente nella Torà, dove solo a metà del secondo libro il popolo ebraico riceve la Legge. Non ritengo opportuno rispondere ai copia ed incolla, perché una risposta articolata richiederebbe ore ed ore di studio e lavoro che non mi posso permettere, per rendere la tematica di comprensione a tutti. Lei cita la signora Sibony, Michelle Sibony pacifista che vive in Francia ed è la vice presidente di un gruppo che si chiama "Unione Ebrei per la Pace" e non la vice presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche francesi. Da buona pacifista vive in Francia e da lì non si schioda. Il rabbino Aron Cohen è anche lui un Naturei Karta come Weiss: ergo, non si possono identificare in loro dei rappresentanti del Mondo Ebraico, caso mai delle voci, talvolta discutibili. La parlamentare arabo-israeliana del partito Balad Hanin Zobai che siede in Parlamento (israeliano) e che percepisce regolare stipendio come tutti i parlamentari in Israele odia all'unisono Israele e gli Ebrei e rigurgita dichiarazioni di odio ogni volta che apre la bocca. Il nipote, che non percepisce uno stipendio dal parlamento come parlamentare, impugnando la bandiera di Israele, il paese di cui è cittadino e di cui si sente libero, Mohammad Zoabi afferma "Sono israeliano e resterò israeliano". Tanto è bastato perché si meritasse parole di ingiuriosa denigrazione da parte della cugina Hanin Zoabi e minacce di morte anche dall'interno della sua famiglia, tanto che la polizia ha dovuto approntare un programma di protezione. Vede in Israele esiste la libertà di espressione, detto questo poiché finora il nosstro dibattito è rimasto circoscritto a pochi, io non mi sottraggo dalle risposte ed il Direttore sa dove trovarmi, ma sono poche le persone che fanno controinformazione ed in questo periodo, nel mondo ci sono dai 15 ai 18 milioni di ebrei, meno della metà vive in Israele...il resto sparso nel mondo...ed il volontariato attivo è una grande soddisfazione, ma anche una grande fatica!

Sabato 19 Luglio alle 14:49 da commentariogiornale
In Gaza: risposta ad una ... non risposta
Liberté, Egalité, Fraternité sono i tre principi cardine della rivoluzione francese senza la quale tutti noi a quest'ora dovremmo versare la gabella al nobile di turno. Mi stupisce che un francese rinneghi questi basilari concetti della democrazia moderna solo perché qualcun'altro nel corso del tempo ne ha fatto un uso strumentale. Sarebbe come dire che la Francia e' male perché possiede delle colonie, direi che è una lettura riduttiva della storia della democrazia mondiale basata sul pregiudizio ideologico . Ed infatti a questo proposito il sig. Thibault riattacca col sionismo e l'antisemitismo (dopo certi titolo su questa testata era ovvio...) che è quanto di più ideologico possa esistere e sul quale non voglio entrare nel merito. Ci sono colpe in entrambi i fronti ma quello che spesso sfugge agli analisti e' la responsabilità della classe dirigente del modo arabo-mediorientale. Basta farsi un giro in quei paesi per rendersi conto dell' immenso divario economico tra ricchi e poveri. Mentre però in Europa queste tensioni sociali sono rivolte ai governanti, la rivoluzione francese ne è un esempio, nel mondo arabo le classi povere vengono strumentalmente inviate a combattere il concorrente economico. Se Israele fosse stato uno stato povero e disorganizzato a quest'ora non avremmo nulla da dirci. Quello che invece ho potuto costatare personalmente e' che quotidianamente in Israele vivono e lavorano fianco a fianco arabi, ebrei e cristiani alla faccia dell'ideologia!
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