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Polizia Locale, Variati risponde in consiglio sullo scontro tra l'assessore Dario Rotondi e sindacati. Sullo sfondo c'è il comandante Cristiano Rosini

Di Francesco Battaglia Venerdi 10 Giugno 2016 alle 15:10 | 1 commenti

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Lo scontro verbale tra l'assessore alla sicurezza Dario Rotondi ed un vigile urbano avvenuto il 27 maggio scorso in viale Roma è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso di una lunga serie scaramucce con una parte dei sindacati, iniziate (casualmente?) quando il comandante Rosini è entrato nell'occhio del ciclone di comportamenti censurabili, non condivisi da Rotondi ma che hanno trovato una strana comprensione ai piani alti di Palazzo Trissino oltre che in ambienti di Contrà Soccorso Soccorsetto forse per evitare di approfondire problemi di colleghi che avevano emulato il comandante ripreso da Striscia e da VicenzaPiù. Il vaso, quindi, è traboccato e le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro al sindaco Variati, che, rispondendo ieri in consiglio comunale ad una domanda d’attualità presentata dal consigliere Cattaneo di Forza Italia, ha relazionato sull’incontro tenutosi il giorno precedente.

Variati ha riferito di aver precisato, durante l’incontro, ai sindacati quanto l’amministrazione tenga alle attività delle forze di polizia locale, ma anche come queste attività debbano svolgersi nel rispetto delle norme e in condizione di sicurezza degli agenti, raccogliendo dai sindacati utili indicazioni e preoccupazioni in gran parte condivise. Il sindaco ha, poi, aggiunto che l’amministrazione ha istituito una pattuglia antidegrado nei 3 turni giornalieri che si unisce ad un’attività svolta in borghese a carattere investigativo e di aver dato atto della diligenza con cui la polizia locale svolge i compiti ad essa assegnati. Dopo aver ricordato di aver più volte segnalato al Governo la necessità di portare ad approvazione la nuova legge sulle polizie locali, che renderebbe maggiore giustizia ai compiti assegnati agli agenti, Achille Variati ha precisato i compiti di ognuno, dall’assessore delegato nel dare indirizzi e orientamenti e a effettuare controlli sull’effettiva attuazione di questi, fino al comandante della polizia locale nell’assegnare gli ordini di servizio, perseguendo gli obiettivi dell’amministrazione nel rispetto della legge, con l’auspicio di un monitoraggio del problema in modo più accurato per venire sempre più incontro alle richieste della cittadinanza.

E quelle del controllo dei comportamenti di Rosini che fine hanno fatto, signor sindaco?


Commenti

Inviato Sabato 11 Giugno 2016 alle 09:24

Attesta di inefficienza ad amministrare Vicenza da parte di Variati.
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Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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