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Vaccini, il PD reputa fondamentale la tutela del diritto alla salute

Di Emma Grande Giovedi 18 Maggio alle 16:53 | 0 commenti

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Il Partito Democratico di Vicenza reputa fondamentale la tutela del diritto alla salute così come previsto dalla nostra Costituzione e per questa ragione ritiene necessaria la reintroduzione dell'obbligo vaccinale sospeso in Regione Veneto dal 2007. "Il gruppo di lavoro provinciale sulla scuola - precisa la Segretario Provinciale Veronica Cecconato - ha sottolineato l'importanza del valore del collegamento tra scuola e salute pubblica e l'obbligo vaccinale è uno di questi anelli fondamentali assieme al ripristino delle risorse necessarie per l'adeguata informazione e la prevenzione e cura dei minori. Questo è particolarmente importante perché l'Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che la percentuale di persone vaccinate sta calando eccessivamente in alcune Regioni, tra cui proprio il Veneto."

"Per raggiungere questi obiettivi - prosegue Cecconato - abbiamo deciso di mobilitarci attraverso i gruppi consiliari del Pd nei Consiglio Comunali di tutta la Provincia con una mozione con la quale si sollecita la Regione ad agire tempestivamente prima dell'avvio del prossimo anno scolastico. "Presenteremo una mozione per chiedere che l'amministrazione di Vicenza si faccia parte attiva per chiedere alla Regione di introdurre l'obbligo vaccinale per l'accesso alle scuole dell'infanzia - dichiara Giacomo Possamai, capogruppo PD in Consiglio Comunale - E la stessa mozione potrà essere proposta anche in tutti gli altri comuni del Veneto, proprio per far partire dalle amministrazioni locali una richiesta forte al legislatore regionale. E' inaccettabile che in un Paese sviluppato si metta in dubbio il valore di verità scientifiche accertate da decenni sulla base di teorie che non hanno alcuna base concreta ed è quasi avvilente dover combattere una battaglia su conquiste che dovrebbero ormai far parte del nostro patrimonio comune".

La politica - chiarisce la consigliere regionale Alessandra Moretti - deve stare dalla parte della scienza e deve adoperarsi per approvare quelle leggi utili a perseguire il bene comune e in questo caso la salute dei cittadini. La politica malsana e irresponsabile è quella che in questi anni, in tema di vaccini, ha assecondato comportamenti irrazionali anche quando è in gioco la vita dei più deboli. Non c'è più tempo da perdere. In Veneto la situazione è drammatica, siamo a rischio di un'epidemia di morbillo visto che in soli due mesi sono già 144 (come dicono i dati della Regione) i casi di persone infettate. Chiedo quindi - e su questo il Pd anche in Consiglio Regionale non arretrerà di un passo - la calendarizzazione della mia proposta di legge che introduce l'obbligo vaccinale quale presupposto per accedere alla scuola primaria e ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati della prima infanzia".
"I movimenti contro i vaccini - precisa il Segretario Cittadino Enrico Peroni - sostengono spesso che la loro scelta personale non va a compromettere la salute degli altri cittadini. Non si tiene conto che esistono una piccola fetta di cittadini che per motivi di ordine medico è esonerata individualmente dalla vaccinazione. In altre parole quelli che per ragioni irrazionali non vogliono vaccinare i propri figli mettono in pericolo i bambini che non possono vaccinarsi per ragioni mediche oggettive e reali.
"


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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