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Tv nazionale vuole intervistare soci BPVi che hanno scritto a [email protected], ecco il nostro appello a loro e anche ai dipendenti "terrorizzati": Vicenza Più coraggio!

Di Risposte agli azionisti Sabato 22 Ottobre 2016 alle 10:45 | 0 commenti

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Siamo stati contattati in questi giorni da una "primaria" rete tv nazionale, di cui, per ora, non facciamo il nome per non bruciare il suo servizio in preparazione sul dramma dei soci della Banca Popolare di Vicenza, e che ci ha chiesto di supportarla localmente dopo aver letto "Vicenza. La città sbancata", l'unica testimonianza mediatica sul disastro della ex Popolare vicentina scritta giorno dopo giorno dal 13 agosto 2010 e ora raccolta in questo libro, che da lunedì sarà disponibile nella sua seconda edizione. Su sua sollecitazione abbiamo, quindi, chiesto a quelli che che in questi tempi ci avevano contattato per  riferirci di tante storie personali, diverse nello svolgimento, simili nel danno subito, se era possibile chiedere un'intervista, anche a volto coperto e a identità tutelata, per ripetere in video cosa ci avevano raccontato via mail a [email protected] o di persona.

Pubblichiamo una risposta simile a tante altre e che sintetizza lo stato d'animo più comune tra i soci risparmiatori traditi dalla vecchia BPVi e ancora non "ascoltati" dalla nuova. Rispettiamo lo stato d'animo comune ma, per lottare e vincere, questo è il nostro appello: Vicenza Più Coraggio!

Un appello che vale anche per le migliaia di dipendenti che ora rischaino il posto perchè alcuni di loro hanno spalleggiato i vertici nel piazzare azioni a go go e che la tv pure vorrebbe intervistare. E qui di coraggio forse ce ne vuole ora  anche di più viste, ce lo racconta la Fabi, le "minacce" di atto in atto.

 

Salve direttore, apprezzo quello che vi accingete a fare e ho visto che avete pubblicato la mia mail. Non è mia intenzione però pubblicizzarmi in altro modo, solo per il motivo che non mi va di passare per stupido verso amici e parenti, perchè di questo si tratta e questo i "non soci" sono predisposti a pensare. Mi auguro che altri, magari più penalizzati di me, non la pensino allo stesso mio modo ed espongano i loro incredibili casi.

Io le posso ribadire che sono basito dall'ancora troppa indifferenza su questa truffa del secolo. Non esagero, qui ci sono delinquenti che ti hanno girato le frittate in un modo clamoroso, non solo, ma chi ci deve tutelare fa spallucce, come le tre scimmiette di "non vedo, non sento e non parlo".

E le evito il mio pensiero sui Procuratori che indagano.

Il mio caso ha dell'incredibile come vi avevo scritto: non ero stato avvertito di dover diventare socio, addirittura un'inpiegata si è lasciata sfuggire con una mail che inizialmente non mi avevano dato un foglio illustrativo nè firmato nè datato.

In qualsiasi nazione del mondo, bastava solo recarsi e spiegare l'accaduto alla Guardia di Finanza, sarebbero partite le auto a sirene spiegate per chiarire i fatti.

Che le devo dire ancora? Quella è una banca finita, anche se cambia nome: ci ha messo decenni a racimolare soldi e clienti, ora chi trova più? Qualche speculatore, che sia abbagliato dalle ridicole offerte di alti interessi sul conto, visto che sul loro sito non sanno più cosa offrire e cosa raccontare. Sono pure masochisti se, per non restituirmi qualche migliaio di miei e non loro euro, accettano che porti via il conto, il mutuo e pure l'accredito pensione!

Avrebbero solo una possibilità, far chiedere scusa dagli amministratori precedenti e in qualche modo iniziare un piano anche se lento di rimborso ai truffati.

Ma per queste cose serve cervello e non segatura.

Lettera firmata


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