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Un fondo immobiliare per ridisegnare Vicenza, partita aperta

Di Piero Zanin Martedi 3 Gennaio 2017 alle 17:56 | 0 commenti

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Un albergo nel palazzo degli uffici, la macchina amministrativa comunale trasferita in viale Torino assieme alla caserma della polizia locale, appartamenti di lusso dove ora sorgono palazzi di proprietà pubblica, la partita per disegnare la Vicenza che verrà è iniziata. Palazzo Trissino resta prudente, ma nel prossimo anno e mezzo si definirà la possibile eredità dell'aministrazione Variati. "La mia è una giunta che non se ne sta con le mani in mano, ma cerca strade nuove...Abbiamo osato con il bando periferie aggiudicandoci 18 milioni di euro per la rigenerazione urbana. Abbiamo voluto che l'alta capacità ferroviaria passando per Vicenza portasse con sé opere di sviluppo sostenibile. Ora esploriamo la nuova opportunità dei fondi immobiliari per garantire alla città storica una crescita equilibrata verso la modernità. Non sono sogni, ma idee per le quali stiamo cercando forme concrete di investimento."

Nonostante la fine del suo mandato si avvicini, il sindaco Achille Variati volge ancora lo sguardo al futuro. Se, ed è un se che vale svariate milioni di euro, l'idea di rivolgersi ad un fondo d'investimento troverà solide conferme, nel prossimo anno e mezzo potrebbero essere gettate le basi per una nuova Vicenza.

La prudenza non è mai troppa: "Sono necessarie alcune verifiche -spiega Variati- sulla convenienza finanziaria di certe operazioni". L'opportunità, ampiamente anticipata dai media locali negli scorsi giorni- di attivare un fondo immobiliare per vendere e rivalorizzare molti dei palazzi di proprietà comunale, incassando così fondi spendibili subito in nuovi o vecchi progetti, è reale e c'è da scommetterci, sarà, oggetto della discussione politica dei prossimi mesi.
L'interessamento dei privati.
Negli scorsi mesi Investire SGR, una delle società di gestione del risparmio tra le più importanti d'Italia, ha chiesto al Comune documentazione su una serie di immobili oggetto di possibili valorizzazioni: palazzo degli uffici, palazzo del territorio, palazzo Negrisolo, ex scuola Giusti e complesso dell'ex fiera al Giardino Salvi, palazzo ex ACI, ex caserma della guardia di finanza, palazzo Trissino in relazione agli esercizi commerciali, ex convento di San Biagio, ex Macello, vecchio Tribunale, sede dell'igiene ambientale a San Rocco, palazzo Costantini, palazzo Cordellina ed ex scuola Giuriolo, un terreno a sant'Antonino. "Gioielli della corona" che mediante l'operazione del fondo immobiliare finirebbero in vendita nell'arco dei prossimi dieci anni, cambiando destinazione d'uso e liberando risorse utili al Comune per cambiare la città
"Superato il tempo dei project financing e a fronte di un mercato della vendita diretta degli immobili più che stagnante per la crisi pluriennale - ha ricordato il sindaco - da qualche tempo l'Anci nazionale e alcune amministrazioni stanno analizzando lo strumento del fondo immobiliare a cui conferire immobili comunali da valorizzare. E' una strada nuova che ci sembra perseguibile soprattutto perché consente al Comune di utilizzare subito la relativa liquidità per i propri obiettivi, lasciando in capo al fondo ultradecennale la collocazione degli immobili oggetto della valorizzazione".

Nei giorni scorsi Investire SGR ha ottenuto dalla giunta il via libera affinché proponga a sue spese uno studio di fattibilità, verificando preventivamente l'interesse di Invimit, società del ministero dell'economia e delle finanze, ad investire nell'operazione.
"Su queste proprietà - ha detto il sindaco - la società di risparmio elaborerà una proposta comprensiva del piano economico-finanziario sui cui la giunta comunale avrà tre mesi di tempo per fare una valutazione in relazione alla convenienza pubblica. Si tratterà di un'analisi accurata nella quale ci faremo affiancare da un advisor con le competenze necessarie a dialogare con la SGR. Saranno moltissimi gli elementi da valutare, in particolare in relazione alla nuova destinazione d'uso di alcuni edifici strategici per il centro storico".
Ma alcuni obiettivi, per il sindaco, sono imprescindibili: "Dotare la città di una nuova caserma della polizia locale più volte chiesta dai cittadini nell'area dell'ex Domenichelli e, nello stesso edificio, ulteriori uffici comunali a due passi dalla sede di via Torino già individuata dall'amministrazione per l'accorpamento delle diverse funzioni comunali; potenziare la biblioteca Bertoliana, centro del sapere e dell'aggregazione giovanile, attraverso la trasformazione dell'ex scuola Giuriolo; attivare immediatamente la valorizzazione di alcuni immobili, come ad esempio palazzo degli uffici da trasformare in un albergo in sintonia con la crescita turistica della città".


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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