Quotidiano | Categorie: Fatti

Su Radio Vicenza dirette del Vicenza Calcio, Brasco (dir. Radio Vicenza): "un regalo dell'8 settembre ai tifosi e a tutti noi!"

Di Comunicati stampa Comune di Valdagno Venerdi 8 Settembre 2017 alle 19:03 | 1 commenti

ArticleImage

"Sarebbe esagerato gridare al miracolo perché tutti i comparti di Radio Vicenza hanno lavorato alacremente nelle ultime settimane per giungere a questo risultato, ma proprio oggi, 8 settembre la Lega di C ci ha comunicato che i diritti per la radiocronaca del Vicenza Calcio sono nostri". Lo afferma con entusiasmo, quasi lo grida, il direttore responsabile di Radio Vicenza, il giornalista Francesco Brasco. "Nelle prime due partite di campionato ci siamo limitati al diritto di cronaca, come previsto dalle norme vigenti, raccontando in tre minuti ogni 15 minuti di partita l'evento sportivo. E ci è andata anche bene, perché dei 5 gol che i biancorossi hanno all'attivo siamo riusciti a raccontarne ben 4 nel collegamento in diretta con Corrado Ferretto!"

"Ora sarà tutta un'altra musica", prosegue Brasco, "e dedichiamo a tutti noi tifosi questo incredibile regalo dell'8 settembre! ... una rinascita profana, rispetto a quella sacra che ricordiamo nella nostra città e diocesi con la festa patronale della Nascita della Beata Vergine Maria".
Domenica pomeriggio 10 settembre dalle 18:10 Radio Vicenza racconterà in diretta per tutta la durata della partita (inizio alle 18:30) l'evento sportivo che vede il Vicenza Calcio in campo contro il Teramo allo stadio Romeo Menti. Radio Vicenza sarà in collegamento anche per le interviste post partita.
"Nei prossimi giorni comunicheremo altre novità", conclude il direttore di testata: "Tra queste alcune riguardano le trasmissioni e le iniziative di contorno rispetto alle vicende sportive del nostro amatissimo Vicenza Calcio!"

Leggi tutti gli articoli su: Vicenza Calcio, RADIO VICENZA, Francesco Brasco

Commenti

Inviato Venerdi 8 Settembre 2017 alle 19:15

Molto bene, grazie. Un successo per la nostra città e la squadra che tutti amiamo, anche quando....perde. Grazie ancora.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

oggi alle 00:43 da zenocarino
In Il membro del cda Ipab Fabio Mantovani ha cambiato bandiera per puntare a Palazzo Trissino o Achille Variati ha messo la sua bandiera sul candidato di Forza Italia e Lega?

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network