Quotidiano | Categorie: Teatro

Franco Laera, fondatore del CRT di Milano, è il nuovo direttore artistico del Ciclo di spettacoli classici: "strade nuove per il Teatro Olimpico"

Di Edoardo Andrein Martedi 23 Febbraio 2016 alle 12:21 | 2 commenti

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Tenuto "top secret" fino all'ultimo, il nome del nuovo direttore artistico del Ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico è stato svelato dal vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci martedì 23 febbraio nella sala degli Stucchi di Palazzo Trissino. Si tratta di Franco Laera, (nella foto il primo a sinistra), 68 anni, uno dei fondatori del CRT di Milano, Centro Ricerche per il Teatro, diventato poi fondazione. "Ho sempre cercato di aprire strade nuove, vorrei che l'Olimpico diventasse una fucina di creatività", le sue prime parole di presentazione. 

Di seguito maggiori informazioni dal Comune:

E’ una giornata importante, quella di oggi, per la cultura vicentina del prossimo triennio.

Il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, ha presentato infatti, in conferenza stampa nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, il progetto triennale 2016-2018 del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, di cui Franco Laera sarà curatore artistico.

Erano presenti, oltre a Laera, il vicepresidente dell'Accademia Olimpica Cesare Galla e il segretario generale della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza Piergiacomo Cirella.

Dopo le prestigiose edizioni curate dai registi Eimuntas Nekrosius ed Emma Dante, l’incarico a Franco Laera rappresenta un cambiamento di prospettiva perché mette al centro del progetto triennale la necessità di un rinnovamento strutturale del rapporto tra il Teatro Olimpico e gli artisti chiamati ad un dialogo creativo con il monumento storico.

Il progetto dal titolo Conversazioni 2016-2018. Ciclo di Spettacoli Classici  e  Sconfinamenti negli Spazi Palladiani si propone come un'officina creativa in cui l’architettura palladiana non sia solo il prestigioso contenitore  ma anche il luogo e lo stimolo per contaminazioni che, nello spirito proprio del XXI secolo, vadano oltre la separazione di genere tra teatro, arti visive, cinema, musica e danza.

Da questa coraggiosa scelta innovativa del Comune di Vicenza deriva la determinazione di affidare il progetto a Franco Laera, non un regista ma un “curatore” che nei suoi quarant’anni di attività a livello internazionale è stato artefice di significative esperienze interdisciplinari nel campo delle arti performative con artisti quali Tadeusz Kantor, Robert Wilson, Peter Greenaway, William Kentridge, Shirin Neshat, Tim Robbins.

Certamente, se alcuni tra questi artisti saranno protagonisti delle conversazioni con l'Olimpico nei prossimi tre anni, nel 2016 il progetto ruoterà attorno a un nome non meno importante: quello del regista Alexandr Sokurov, già vincitore del Leone d’Oro a Venezia con il film Faust. La scelta di Sokurov già da questo primo anno è fortemente significativa: si tratta infatti di un autore essenzialmente conosciuto per il suo lavoro in campo cinematografico che si metterà in gioco in un'esperienza fra teatro e cinema.

“Non era semplice – ha sottolineato il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci - rinnovarci, senza abbassare la soglia della qualità, dopo le esperienze con Nekrosius ed Emma Dante. Credo che per farlo non si potesse che cambiare strada: più che un direttore artistico avremo un curatore, che avrà il compito di far dialogare i grandi artisti, ma anche le diverse arti non solo performative, con il nostro magnifico Teatro Olimpico, con l’unico scopo di dar vita a progetti di inequivocabile unicità. E l'Olimpico non potrà, ovviamente, che restare al centro del progetto, con la nostra idea di rileggere i Classici con la sensibilità dell’uomo contemporaneo”.

“Coinvolgeremo artisti – ha aggiunto il curatore artistico Franco Laera - che potranno creare un dialogo non solo con il Teatro Olimpico, ma con molti altri luoghi della città. Sarà una sfida enorme, accettando la quale ci prepariamo a percorrere diverse strade che metteranno in relazione i differenti linguaggi del teatro, delle arti visive, del cinema, della musica e della danza”.

 

Ecco il curriculum di Franco Laera.

 

Nato nel 1948 e laureato con lode nel 1970 in Storia del Teatro e Comunicazioni Sociali all’Università Cattolica di Milano, anima e dirige tra il 1967 e il 1972 il CUT/Centro Universitario Teatrale di Milano, fucina delle nuove esperienze creative nel campo dello spettacolo durante gli anni della contestazione studentesca.

Dal 1971 al 1975 é assistente presso la cattedra di Storia del Teatro all'Università Cattolica di Milano e pubblica studi e ricerche sul teatro contemporaneo. Nel 1974 fonda con Sisto Dalla Palma il CRT / Centro di Ricerca per il Teatro di Milano ed è artefice della scoperta e diffusione in Italia e in Europa delle avanguardie teatrali, dal Bread&Puppet al Living Theatre, da Jerzy Grotowsky a Tadeusz Kantor, da Robert Wilson a Peter Greenaway, collaborando con le istituzioni ed i più importanti Festival internazionali come la Biennale di Venezia, il Piccolo Teatro di Milano, il Festival d'Automne di Parigi, il Berliner Festspiele, l'Holland Festival, il Festival dei Due Mondi di Spoleto e di Charleston, il Festival di Melbourne.

Nel 1980 fonda insieme a sei istituzioni teatrali europee l'Extra European Arts Committee (EEAC), curando a livello europeo dieci edizioni del Festival delle Arti-Extraeuropee.

Nel 1985 fonda a Milano il CRT Artificio/ Centro Ricerche Teatrali con il quale sostiene e produce a livello internazionale l'attività artistica di Tadeusz Kantor e del Cricot 2 fino alla sua scomparsa nel 1990. All’impegno nel campo delle avanguardie affianca la riscoperta e la valorizzazione del prezioso patrimonio storico della bicentenaria Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli e delle forme originali del teatro yiddish di Moni Ovadia.

Nel 1989 fonda il nuovo organismo di ideazione e produzione artistica interdisciplinare Change Performing Arts, che si occupa di ideazione e produzione di progetti a livello internazionale in collaborazione con istituzioni, festivals e teatri di tutto il mondo, con il coinvolgimento di artisti della scena mondiale, da Robert Wilson – di cui produce l’installazione “Memory/Loss”, Leone d’Oro la Biennale di Venezia 1993 – a Philip Glass, da Peter Greenaway a Robert Lepage, da Lev Dodin a Shirin Neshat.

Tra le più recenti e rilevanti iniziative cura a Milano nel 2000 la direzione artistica e la produzione della mostra “Stanze e Segreti” in collaborazione con Achille Bonito Oliva e Luigi Settembrini. Nel 2001 é il direttore artistico della prima Biennale di Valencia, dedicata alla comunicazione nei vari linguaggi e nelle diverse forme artistiche. Nel 2002 cura alla Triennale di Milano e alla DIA Gallery di New York insieme a Gae Aulenti e Luca Ronconi le mostre “Made in Italy” e “Theatre of Italian Creativity” dedicate alla creatività italiana della seconda metà del XX secolo.

Dal 2002 al 2007 collabora stabilmente con la Fondazione Teatro Ortigia per la ideazione e la produzione del progetto culturale ed artistico dedicato alla valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale della città di Siracusa. Nel 2003 cura al Palazzo della Ragione di Milano il progetto artistico multidisciplinare “Immaginando Prometeo” disegnato da Robert Wilson e dedicato al tema della luce. Nello stesso anno vince la competizione internazionale e cura la produzione dello spettacolo istituzionale della World Expo Aichi 2005, che con la regia di Robert Wilson è programmato per sei mesi ininterrottamente come evento centrale della Expo giapponese. Nel dicembre 2007 cura e produce l’evento inaugurale di Damasco Capitale della Cultura Araba. Sempre nello stesso anno partecipa alla commissione consultiva per l’ideazione del nuovo Museo del Design della Triennale di Milano.

Nel 2008 è ideatore e curatore a Palazzo Reale di Milano del progetto “L’Ultima Cena di Leonardo” diretto da Peter Greenaway, con il quale produce nell’anno successivo “Le nozze di Cana” presentato in prima mondiale nell’ambito della Biennale Arte e della Biennale Cinema di Venezia e poi a Park Avenue Armory di New York ed al Festival di Melbourne.

Nel 2010 cura la mostra “Tutti a tavola!” alla Galleria di Arte Moderna di Milano e l’installazione “Italy of the cities” di Peter Greenaway alla Expo di Shangai. Sempre nello stesso anno cura l’ideazione e la produzione della mostra “Timeless time/form and spirit of italian design” con l’artista cinese Tim Yip alla Galleria Three on the Bund di Shangai e la mostra “Woman whitout man” nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano.

Per Ukraina ed Indonesia cura la produzione dei padiglioni nazionali alle Biennali Arte 2011, 2013 e 2015. Nell’ambito del Festival di Spoleto è direttore artistico di tre edizioni della mostra “Sconfinamenti” a cura di Achille Bonito Oliva al Museo della Rocca Albornoz.

Nell’ambito della collaborazione quarantennale con l’artista americano Robert Wilson produce negli ultimi due anni la mostra “Living rooms” al Museo del Louvre di Parigi, “Macbeth” di Verdi al Teatro Municipal di San Paolo e al Teatro Comunale di Bologna, “The old woman” con Mikhail Bayshnikov e Willem Dafoe e “Letter to a man” ispirato ai “Diari” di Nijinski con Mikhail Baryshnikov.


Commenti

Inviato Martedi 23 Febbraio 2016 alle 12:24

Speriamo faccia meglio dei precedenti e che abbia a cuore lo aspettacolo classico e non gli sperimentalismi ormai obsoleti che piacciono tanto all'assesasore coadiuvato dal Sindaco che di tetaro, si sa, ne capisce molto!
Inviato Mercoledi 24 Febbraio 2016 alle 06:43

Si sperava in qualcosa di più "classico", ma a Vicenza piacciono le avanguardie antiche.
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