Quotidiano |

Tagli ai Patronati vicentini, i sindacati: costi in più per 107mila utenti, attacco a lavoratori e dipendenti

Di Edoardo Andrein Mercoledi 9 Dicembre 2015 alle 14:29 | 1 commenti

ArticleImage

Cgil, Cisl, Uil e Acli di Vicenza insorgono per i tagli ai Patronati sindacali previsti dalla Legge di Stabilità in discussione in questi giorni in Parlamento. A Vicenza e provincia secondo gli ultimi dati del 2013 sono state aperte 107 mila pratiche ai patronati su previdenza, disoccupazione, sanità, immigrazione. Ci lavorano 64 dipendenti che con il taglio del governo rischiano di essere il 25 per cento in meno, denunciano i sindacati. L'11 dicembre è in programma un presidio all'Inps di Vicenza dalle ore 9, con la chiusura per quella giornata delle sedi dei patronati. 

"È una situazione molto grave - spiegano i rappresentanti sindacali e dei patronati vicentini - con i 63 milioni di euro del fondo svolgiamo un'attività che se fosse affidata allo Stato costerebbe circa 270 milioni in più. Si mettono a rischio gli stipendi dei dipendenti dei patronati, sebbene ci sia una riduzione per gli sportelli all'Inps che avrebbe bisogno di sei mila dipendenti a tempo pieno in più nella pubblica amministrazione". 
"Con i tagli - denunciano Cgil, Cisl, Uil e Acli - il servizio diventa un costo in più che si scarica sui cittadini, dato che il fondo per i patronati è pagato obbligatoriamente dagli stessi lavoratori in busta paga e i finanziamenti non sono erogati "a pioggia", ma a consuntivo in base al lavoro svolto sulle pratiche. È un attacco ai loro diritti e quindi alla Costituzione". 
"È un servizio per il quale i sindacati non trattengono nulla del fondo - assicura Marina Bergamin, Segretaria della Cgil vicentina - anzi, ci sono spese in più per i sindacati per garantirlo".
 
Di seguito maggiori dettagli forniti dalla Cgil.

"Chiuso oggi per essere aperti domani", questo lo slogan che presenta l'iniziativa di protesta e l'appello ai parlamentari di Cgil Cisl e Uil e delle Acli in favore del lavoro dei patronati Inca, Inas Uiltal e Acli che in Veneto sono riuniti nel Ce.Pa.

L'appuntamento è per il sit-in davanti alla sede INPS di Vicenza dalle 9 del mattino alle 12 in viale San Felice e Fortunato: i segretari Cgil Cisl Uil e il presidente Acli insieme ai responsabili dei loro 4 patronati hanno chiesto un incontro al presidente Provinciale INPS.

Un servizio quello dei Patronati che può essere definito "welfare di prossimità", già pagato dai lavoratori e pensionati nel prelievo previdenziale in busta paga e pensioni, e che a causa del taglio voluto dal Governo in un emendamento della legge di stabilità 2016 (meno 28 milioni), potrebbe diventare "a pagamento".

Oggi in conferenza stampa erano presenti i segretari generali di Cgil Cisl e Uil vicentini, rispettivamente Marina Bergamin, Gianfranco Refosco e Grazia Chisin, il presidnete della Acli vicentine Serafino Angelo Ziglio e i responsabili dei patronati: Marco Carli (Inca Cgil), Michela Vaccari (Inas Cisl), Michele Spione (Ital Uil), Antonio Spirto (Patronato Acli).

I Patronati offrono servizi a titolo gratuito a lavoratori e pensionati e cittadini (universalità del servizio) a fronte di contributi che provengono da un fondo nel quale confluisce una piccola parte del prelievo previdenziale. Non solo: per rimanere in vita, dopo i tagli nella finanziaria dello scorso anno (meno 35milioni) vengono sostenuti direttamente da altre risorse reperite dai sindacati stessi e dalle Acli.

I patronati del CE.PA. in provincia di Vicenza hanno erogato nell'ultimo anno certificato, il 2013, ben 107633 pratiche (area previdenza, danni lavoro e salute, prestazioni assistenziali); impiegano 64 operatori e sono presenti con 32 sedi in provincia.

Con i tagli il rischio è che il 25% dei lavoratori finiscano in  esubero, e che i servizi non possano più essere erogati gratuitamente. Si tratterebbe però di un controsenso - dicono sindacati e Acli - visto che si sostengono con soldi di lavoratori e pensionati e che lo Stato sta ritirando e contraendo i servizi di welfare: a maggior ragione questi fondi appartengono ai lavoratori e ai pensionati che hanno diritto a questi servizi gratuiti!

Per saperne di più: www.tituteliamo.it

Leggi tutti gli articoli su: cgil, cisl, Uil, sindacati, Marina Bergamin, Acli, Patronati

Commenti

Inviato Giovedi 10 Dicembre 2015 alle 06:56

Chissà come mai non vengono pubblicati i bilanci, ovvero quanto dà lo Stato ai patronati, quanto pagamano i cittadini che si rivoilgono a loro. Esempio per un non iscritto 70 euro per compilare la dichiarazione dei redditi, 50 per un iscritto al sindacato. Bisognerebbe inoltre chiarire se i patronati sono "sindacato" o società a responsabilità limitata (srl), ad esempio. Come sempre ci si limita a piangere la mancanza di denaro, ma mai a dichiarare quantro si incassa.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

ieri alle 18:07 da kairos
In Bulgarini esalta gli incassi dei musei civici ma cerca il 30% di spese non coperte... Dalla gratuità della Basilica per Linea d'Ombra?

ieri alle 10:39 da Redazione VicenzaPiù (admin)
In Vicenza, terra di smemorati: dopo Gianni Zonin che nulla ricorda della BPVi, dimentica di aver firmato gli "indirizzi" di Variati Fabio Mantovani, candidato sindaco di FI e Lega

Domenica 21 Gennaio alle 17:40 da kairos
In Vicenza, terra di smemorati: dopo Gianni Zonin che nulla ricorda della BPVi, dimentica di aver firmato gli "indirizzi" di Variati Fabio Mantovani, candidato sindaco di FI e Lega
Gli altri siti del nostro network