Quotidiano | Categorie: Politica

Site Pluto, Variati tende la mano a Lega e Pdl: uniti per difendere il territorio

Di Redazione VicenzaPiù | Martedi 4 Settembre 2012 alle 13:16 | 1 commenti

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Comune di Vicenza  -  Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, interviene sulle polemiche politiche legate al progetto statunitense di realizzare un nuovo centro di addestramento a Longare, ripristinando le strutture del sito Pluto. "Leggo - dichiara Variati - dichiarazioni che mi preoccupano da parte di esponenti importanti di Lega e Pdl sulla vicenda di 'site Pluto'.

In particolare, l'onorevole leghista Stefano Stefani, che ha un ruolo centrale come presidente della commissione esteri della Camera, e l'europarlamentare nonché coordinatore provinciale del Pdl onorevole Sergio Berlato, ieri hanno diffuso commenti molto simili: in sostanza, dicono che è giusto rivendicare un diritto all'informazione e alla trasparenza da parte delle istituzioni locali, così come è giusto proteggere e difendere il territorio vicentino; ma subito dopo se la prendono con me, volgendo in polemica politica la cosa, attaccandomi perché mi interesso di ciò che accade in un Comune vicino e accusandomi di voler accendere nuove polemiche e tensioni dopo la difficile vicenda Dal Molin. Non comprendo queste posizioni e, ripeto, mi preoccupano. Guardiamo ai fatti. Subito dopo aver denunciato come inaccettabile il fatto che si voglia, all'insaputa dei cittadini e delle istituzioni, realizzare un nuovo polo militare, ho cercato e trovato un'intesa con il commissario della Provincia, Attilio Schneck, e con il sindaco di Longare, Gaetano Fontana. Sono i due rappresentanti delle istituzioni più interessati alla vicenda, e appartengono a forze politiche diverse dalla mia, appunto Lega e Pdl. Insieme abbiamo spiegato i motivi della nostra contrarietà. Insieme abbiamo scritto una lettera al Presidente della Repubblica chiedendo il suo alto intervento a tutela dei diritti delle autonomie locali e a difesa del territorio. Come si vede, una presa di posizione che, pur con le comprensibili diverse sfumature, mette da parte le casacche dei rispettivi orientamenti politici per provare a identificare un terreno comune, nell'interesse della comunità vicentina. Così come non è mancata l'adesione da parte di un'altra importante esponente leghista, l'europarlamentare Mara Bizzotto, o quella della deputata del Pd Daniela Sbrollini".
"Ora - prosegue il sindaco di Vicenza - sarebbe semplice rispondere polemicamente agli attacchi strumentali di Stefani e Berlato. Magari ricordando le gravi responsabilità che i loro partiti hanno avuto, a livello locale, nella gestione della disgraziata vicenda Dal Molin. La mia scelta però è un'altra, e voglio valorizzare la parte positiva delle uscite di Stefani e Berlato, quella in cui ammettevano come legittime le preoccupazioni espresse. Io credo che questo non sia e non debba essere terreno per una sterile contrapposizione politica. Possiamo essere avversari su tante cose, dividerci sui temi, sulle proposte, sulle scelte. Ma penso che tutte le forze politiche vicentine debbano essere alleate nella difesa del nostro territorio. Se è così, se anche Lega e Pdl condividono le preoccupazioni che la Provincia assieme ai Comuni di Vicenza e Longare ha espresso, non facciamo l'errore di cercare di usare questa vicenda come terreno di scontro elettorale. Mi attacchino e mi critichino su altri temi, come è giusto che sia. Ma non su una materia come questa, che non deve dividere chi ha a cuore la dignità, la salute e la bellezza del nostro territorio. L'invito che faccio è sincero: proviamo su questa materia a parlare con una voce sola, come già stiamo facendo al livello delle istituzioni locali".
"Se invece preferiscono fare anche di questo tema un uso elettorale e polemico - conclude Variati - dicano con chiarezza che non sono contrari alla realizzazione di questa nuova, ennesima, installazione militare, progettata una volta di più sulla testa dei vicentini e in spregio al nostro territorio e alle autonomie locali

Commenti

Beppino Mattiello
Inviato Mercoledi 5 Settembre 2012 alle 18:13

Gli americani hanno voluto porre un'ipoteca sul "sito pluto", oramai in disuso. Possibile che con tutto lo spazio che un ex assessore comunale si è premurato di regalare loro dopo numerose trasferte romane al Dal Molin non ci fosse un'area disponibile per un edificio di esercitazione militare senza dover intasare la viabilità di Vicenza per spostamenti tra le varie caserme? Non posso pensare ad un errore progettuale. Molto probabilmente il sito pluto è destinato a tornare in auge e, Dio non voglia, per la destinazione d'uso che aveva prima della caduta del muro di berlino.
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Commenti degli utenti

Domenica 20 Luglio alle 08:01 da PaolaFarina
In Farina replica a Thibault su antisemitismo e sionismo. Ma tutto il mondo subisce guerre, armate o finanziarie
Se la risposta che cercava è questa: secondo me non si può essere antisionisti senza essere contro gli ebrei. Prima che una religione gli Ebrei sono un Popolo, è scritto chiaramente nella Torà, dove solo a metà del secondo libro il popolo ebraico riceve la Legge. Non ritengo opportuno rispondere ai copia ed incolla, perché una risposta articolata richiederebbe ore ed ore di studio e lavoro che non mi posso permettere, per rendere la tematica di comprensione a tutti. Lei cita la signora Sibony, Michelle Sibony pacifista che vive in Francia ed è la vice presidente di un gruppo che si chiama "Unione Ebrei per la Pace" e non la vice presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche francesi. Da buona pacifista vive in Francia e da lì non si schioda. Il rabbino Aron Cohen è anche lui un Naturei Karta come Weiss: ergo, non si possono identificare in loro dei rappresentanti del Mondo Ebraico, caso mai delle voci, talvolta discutibili. La parlamentare arabo-israeliana del partito Balad Hanin Zobai che siede in Parlamento (israeliano) e che percepisce regolare stipendio come tutti i parlamentari in Israele odia all'unisono Israele e gli Ebrei e rigurgita dichiarazioni di odio ogni volta che apre la bocca. Il nipote, che non percepisce uno stipendio dal parlamento come parlamentare, impugnando la bandiera di Israele, il paese di cui è cittadino e di cui si sente libero, Mohammad Zoabi afferma "Sono israeliano e resterò israeliano". Tanto è bastato perché si meritasse parole di ingiuriosa denigrazione da parte della cugina Hanin Zoabi e minacce di morte anche dall'interno della sua famiglia, tanto che la polizia ha dovuto approntare un programma di protezione. Vede in Israele esiste la libertà di espressione, detto questo poiché finora il nosstro dibattito è rimasto circoscritto a pochi, io non mi sottraggo dalle risposte ed il Direttore sa dove trovarmi, ma sono poche le persone che fanno controinformazione ed in questo periodo, nel mondo ci sono dai 15 ai 18 milioni di ebrei, meno della metà vive in Israele...il resto sparso nel mondo...ed il volontariato attivo è una grande soddisfazione, ma anche una grande fatica!

Sabato 19 Luglio alle 14:49 da commentariogiornale
In Gaza: risposta ad una ... non risposta
Liberté, Egalité, Fraternité sono i tre principi cardine della rivoluzione francese senza la quale tutti noi a quest'ora dovremmo versare la gabella al nobile di turno. Mi stupisce che un francese rinneghi questi basilari concetti della democrazia moderna solo perché qualcun'altro nel corso del tempo ne ha fatto un uso strumentale. Sarebbe come dire che la Francia e' male perché possiede delle colonie, direi che è una lettura riduttiva della storia della democrazia mondiale basata sul pregiudizio ideologico . Ed infatti a questo proposito il sig. Thibault riattacca col sionismo e l'antisemitismo (dopo certi titolo su questa testata era ovvio...) che è quanto di più ideologico possa esistere e sul quale non voglio entrare nel merito. Ci sono colpe in entrambi i fronti ma quello che spesso sfugge agli analisti e' la responsabilità della classe dirigente del modo arabo-mediorientale. Basta farsi un giro in quei paesi per rendersi conto dell' immenso divario economico tra ricchi e poveri. Mentre però in Europa queste tensioni sociali sono rivolte ai governanti, la rivoluzione francese ne è un esempio, nel mondo arabo le classi povere vengono strumentalmente inviate a combattere il concorrente economico. Se Israele fosse stato uno stato povero e disorganizzato a quest'ora non avremmo nulla da dirci. Quello che invece ho potuto costatare personalmente e' che quotidianamente in Israele vivono e lavorano fianco a fianco arabi, ebrei e cristiani alla faccia dell'ideologia!
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