Quotidiano | Categorie: Fatti, disabilità

Macchia e SVT rispondono a signora su sedia a rotelle diretta all'Unità spinale e fatta salire a braccia su un pullman. Ora tocca ai fatti...

Di Pietro Cotròn Lunedi 23 Gennaio 2017 alle 20:02 | 0 commenti

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Pubblicato il 19 gennaio, alle 22.34 aggiornato il 23 alle 20.00. Alla lettera da noi girata a SVT (Società Vicentina Trasporti) e sotto riportata* sul problema dell'accesso assistito agli autobus per disabili ha risposto oggi a noi, a Pietro Scidurlo e per suo tramite all'associazione Free Wheels Onlus che presiede, il presidente Svt Angelo Macchia che, intanto, ringraziamo. Ecco la risposta che dimostra tanta buona volontà del presidente di SVT ma che dovrebbe trovare una rapida, anche se comunque tardiva, corrispondenza con la reaptà in una città e in una provincia che, per affermazioni ripetute dei suoi vertici politici passati e presenti, ha sempre dichiarato la sua attenzione al sociale con tante parole a cui sarebbe ora che seguissero semplici fatti.

Il tema dell'accesso al trasporto pubblico delle persone a mobilità ridotta è complesso e delicato. Svt lo sta affrontando in maniera seria e concreta, tanto che abbiamo istituito un tavolo di confronto con alcune associazioni che si occupano di tutela e diritti dei disabili, come l'Associazione Coscioni.

Con questi interlocutori privilegiati stiamo analizzando il territorio, studiando linee, percorsi e orari in cui sia garantito a tutti l'accesso al mezzo pubblico, con gli autobus dotati di pedana e spazi di sosta adeguati. E' interesse di tutti arrivare in tempi brevi ad un accordo e renderlo operativo.

Certo, la strada della piena accessibilità è ancora lunga e investe numerosi altri attori, amministrazioni e realtà pubbliche, che devono fare i conti con la scarsità di fondi e un territorio che necessita di onerosi interventi strutturali. Ma ognuno, per quanto di propria competenza e nei limiti dei bilanci, sta dimostrando attenzione al tema. Lo fa la Provincia di Vicenza, che assicura uno specifico servizio di trasporto agli studenti con disabilità, pur non avendone più la delega ma considerandolo un obbligo morale finché nessun altro lo fa. Lo fanno i Comuni, con servizi a chiamata. E lo facciamo noi, cercando di mettere a disposizione un mezzo accessibile quando veniamo contattati e avvisati con congruo anticipo.

Spiace non avere potuto soddisfare l'esigenza della signora Natoli, riportata nella segnalazione dell'associazione Free Wheels Onlus. Ma assicuriamo che quel "a breve" indicato nella risposta alla richiesta della signora è concreto, non è pura formalità. Abbiamo anzi invitato la stessa Free Wheels Onlus ad unirsi al tavolo di confronto, che vogliamo sia il più attento e completo possibile.

 

19 gennaio 2017, ore 22.34. Pubblichiamo una lettera che giriamo a SVT (Società Vicentina Trasporti) per una risposta sul problema dell'accesso assistito agli autobus per disabili che sia diversa e risolutiva rispetto a quella data a Free Wheels onlus per il caso di una signora a ridotta mobilità (quindi in sedia a rotelle) e diretta all'Unità Spinale di Vicenza, che ha potuto salire sul pullman solo perchè aiutata a mano, e con rischi, dall'autista e da altri passeggeri e a cui è stato scritto che il servizio assistito è disponibile a chiamata ma solo dopo le... 20.30 ma con la promessa che a breve sarebbe stato disponibile anche in orari diurni.

Gentile direttore di VicenzaPiù (la lettera è stata indirizzata anche agli altri media locali, ndr), mi chiamo Pietro Scidurlo e assieme ad alcuni amici nel 2012 abbiamo fondato Free Wheels onlus, un'associazione senza scopo di lucro - regolarmente registrata all'Albo Nazionale delle Onlus - che si pone l'obbiettivo di restituire la piena mobilità alle persone con esigenze speciali, focalizzandoci principalmente sugli itinerari culturali. Diversi i progetti realizzati e in essere riguardanti i Cammini in Italia e in Europa; e diverse le iniziative che realizziamo per avvicinare tutte le persone all'esperienza del viaggio a piedi o in bicicletta per il mondo senza barriere.

Attraverso il mio nome e quello dell'Associazione troverete nella rete diverso materiale. Oggi siamo qui a scriverVi per portarVi a conoscenza di un fatto che ci piacerebbe - nell'interesse di tutta la comunità che necessita di muoversi con i servizi di trasporto pubblico, senza esclusioni - non passasse inosservato.

Una nostra amica a ridotta mobilità (quindi in sedia a rotelle) una mattina si è recata alla fermata di Piazzale Stazione di Vicenza, città ben conosciuta nell'ambiente della Disabilità anche per la famosa Unità Spinale, necessitando di raggiungere quest'ultima con un mezzo pubblico accessibile.

Quando l'autobus è giunto alla fermata, Carmen ha chiesto all'autista di poter salire.
Incredibilmente la risposta è stata che non poteva perchè l'autobus non era attrezzato al trasporto dei disabili. Al che Carmen ha chiesto quando sarebbe passato quello attrezzato e altrettanto incredibilmente Le è stato risposto che non ce n'erano.

Basita e necessitante di raggiungere il luogo per le proprie cure, ha dovuto affidarsi, con tutti i rischi del caso (non pochi per la sua lesione midollare) a farsi caricare a mano dall'autista e da alcuni passeggeri.

Tornata a casa, ancora incredula per quanto accaduto, ha scritto una mail per accertarsi sulla veridicità di quanto dettole e per conoscere l'eventuale soluzione per raggiungere la struttura ospedaliera di Vicenza senza ricapitolare in una situazione simile.

La Società Vicentina Trasporti (SVT) ha risposto quanto segue:

Gentile signora Natoli,
La ringraziamo innanzitutto per la Sua richiesta.
Le confermiamo che per soddisfare quanto da Lei chiesto può usufruire del servizio a chiamata, attivo a partire dalle ore 20.30, che prevede l'impiego di veicoli specificatamente attrezzati.
Desideriamo inoltre informarla che a breve saremo in grado di poter soddisfare queste richieste anche con il servizio di trasporto diurno.
Distinti saluti.
SVT srl

A questo punto ci chiediamo come sia possibile una cosa del genere?!

Uscire a quell'ora per chiunque può essere anche pericoloso.
E poi, secondo voi, quale professionista esercita a quell'ora della sera?
Vicenza è un comune di 112.408 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. Come può essere giustificata una carenza simile, ancora irrisolta, in una città del genere?

Assieme a Voi e all'attenzione che Vorrete dare alla questione, attendiamo presto chiarimenti dalla Direzione di SVT.

Carmen Natoli per Pietro Scidurlo
CEO & Founder Free Wheels Onlus


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