Quotidiano | Categorie: Politica

Uffici tre ministeri a Monza: propaganda, ma preoccupante in paese civile e democratico

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 24 Luglio 2011 alle 20:25 | 0 commenti

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Giorgio langella, PdCI, FdS Vicenza  -  Ieri sono state inaugurate a Monza le sedi distaccate di tre ministeri. Con una cerimonia tinta di verde-lega, i ministri Brambilla, Bossi, Calderoli e Tremonti (più altre "autorità" come il presidente della regione Piemonte Cota e il sindaco di Monza Mariani) hanno mostrato gli uffici allestiti nella villa reale di Monza. Una stanza per Bossi e un'altra in comproprietà (sarà utilizzata da Calderoni, Tremonti e Brambilla).

Praticamente qualcosa che non serve a niente se non alla propaganda, ma che risulta una evidente pagliacciata se si osservano le suppellettili (una statuetta di Alberto da Giussano) e la fotografia di Umberto Bossi (da giovane) appesa alla parete. Ma che c'entra la fotografia del capo leghista in un ufficio istituzionale? Niente se non un patetico esempio di culto della personalità. Una cosa comica se ci trovassimo di fronte alla rappresentazione di qualche dittatura da operetta. Una cosa preoccupante in un paese che vuol essere civile e democratico.

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Commenti degli utenti

1 ora e 51 minuti fa da pachiara9
In A Vicenza due famiglie su tre hanno subito le conseguenze del disastro BPVi. Ma tutto e tutti sono fermi, come per la Fondazione Roi
C'è in effetti di che sorprendersi, e molto, che questa scia postcrack - che ha avvolto Vicenza e il suo territorio di competenza (Veneto, Friuli, etc.), ma soprattutto Vicenza città e provincia- sia rimasta buia e pressochè silenziosa. Si dice qui sopra, correttamente, che un danno così ingente ed economicamente massacratorio, inferto a tantissimi, avrebbe dovuto far suonare le famose trombe capponiane della "rivolta" determinata da parte di tutti coloro che a vario titolo sono stati beffati. E invece, appunto, poco o niente. Sulle ragioni di questa, chiamiamola eufemisticamente, apatia vicentina vengono elencate alcune cause, senz'altro plausibili, ma che non danno una risposta esauriente. Una risposta che rimane parziale. A parte quello sparuto gruppo di soci penalizzati che hanno alzato forte la voce - e lo stanno ancora facendo - tutti gli altri soci silenti o rassegnati costituiscono per me un mistero. Non si riesce a capire un simile atteggiamento direi "omertoso sui generis". Nè purtroppo riesco a trovare altre ragioni di tali comportamenti. Un vero e proprio mistero, senz'altro un rompicapo, questa assuefazione patologica che fa da pandant con quell'assuefazione altrettanto patologica dimostrata nel corso del ventennio zoniniano, quando nessuno (a parte pochi casi, rapidamente tacitati o minacciati) chiedeva di approfondire la gestione del dominus vinaiolo. Un padre-padrone a cui deferenza e obbedienza cieca erano dovute per volere divino (Bacco nel caso nostro!). Anche questo rimane un mistero! Quando verrà svelato?
Forse mai, rimarrà sepolto ai piedi di Monte Berico.

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