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Scuole paritarie dell'infanzia, Fism: situazione drammatica. Appello a Zaia

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 30 Luglio 2014 alle 11:33 | 0 commenti

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Stefano Cecchin, Presidente FISM Veneto - La FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) del Veneto ha scritto nei giorni scorsi una lettera al Presidente della Regione Luca Zaia affinché intervenga prontamente per risolvere il problema del grave ritardo nel versamento dei contributi regionali alle scuole dell’infanzia e i nidi integrati.

La situazione di bilancio per le Scuole dell’infanzia paritarie è drammatica perché oltre ai ritardi regionali si sommano anche quelli statali e la difficoltà ormai non è solo nell’immediato (il pagamento degli stipendi di luglio e agosto, mesi di chiusura che non prevedono la riscossione di rette), ma anche nella prospettiva della riapertura a settembre e dell’erogazione del servizio con il nuovo anno scolastico.

Le scuole vivono delle rette delle famiglie, che coprono il 60% del costo di gestione, e di contributi pubblici (Stato, Regione e Comuni) che coprono il rimanente 40% (fino a pochi anni fa il rapporto era esattamente invertito).

Nel Veneto 2 bambini su 3 frequentano scuole pubbliche paritarie riconosciute come tali dalla legge 62 del 2000. Scuole che sono inserite nel sistema nazionale d’istruzione, svolgono un servizio pubblico e rispondono al principio costituzionale della libertà di scelta educativa.

Il Veneto è la regione d’Italia che, in rapporto alla popolazione scolastica dei bambini 0-6 anni, presenta la rete di scuole dell’infanzia e nidi integrati più diffusa e radicata sul territorio.

Più di 90.000 famiglie venete che hanno i bambini frequentanti le scuole paritarie FISM, oltre 9.000 dipendenti (e relative famiglie), le comunità parrocchiali e civili (nel 51% dei comuni veneti esiste solo la scuola paritaria), le associazioni dei genitori, i volontari, i comitati di gestione e i consigli di amministrazione delle scuole, i gestori… tutti sono molto preoccupati.

Le scuole dell’infanzia e i nidi sono un patrimonio d’incommensurabile valore sociale e originale connotazione dell’identità della stessa comunità veneta.
Esse contribuiscono a far risparmiare consistenti risorse della finanza pubblica (più di 500 milioni di euro all’anno).

Le recenti prove INVALSI nazionali hanno evidenziato che gli alunni più preparati sono quelli di Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia di Trento, confermando ancora una volta l’eccellenza del sistema di educazione e scolarizzazione 0-6 anni di queste regioni.

Il sistema paritario dell’istruzione assicura al Veneto il raggiungimento di uno degli obiettivi considerati strategici a livello europeo (Europa 2020) per la crescita, ossia la scolarizzazione del 95 per cento dei bambini fra i 4 ed i 6 anni.

Il diritto all’educazione inizia quando si nasce ed è una responsabilità dei genitori, della comunità, delle agenzie educative e delle istituzioni.

“Prima i bambini”, qualità ed eccellenza, formazione continua delle educatrici e del personale docente, comunità educante… sono stati e sono da oltre un secolo i cardini sui quali si è sviluppata questa esperienza meravigliosa di solidarietà, impegno, testimonianza, servizio di intere generazioni di famiglie, benefattori, associazioni, enti morali, parrocchie e amministrazioni comunali partendo dai primi asili popolari alle attuali scuole e centri per l’infanzia.

Riteniamo sia essenziale sostenere questo sistema scolastico perché il suo ridimensionamento, se non addirittura la sua dismissione, comporterebbe in primis una grave lesione dei diritti dei bambini.

I servizi educativi, nonostante la legge li consideri fondamentali, sono ancora considerati un “di più” rispetto alla scuola dell’obbligo che inizia con la primaria.

L’educazione e la scolarizzazione 0-6 anni attraverso l’interazione del bambino con i propri coetanei e con le educatrici e docenti determina un armonico e progressivo sviluppo cognitivo, linguistico, emozionale e sociale i cui effetti positivi sono evidenti e duraturi per tutto l’arco della vita scolastica, lavorativa e professionale. Queste scuole sono quindi decisive per l’apprendimento e lo sviluppo integrale dei bambini, della loro identità, carattere e competenze cioè per il futuro delle nostre comunità.

Siamo certi che questo nostro appello sarà accolto con sensibilità e premura dal presidente Zaia, dalla Giunta e dal Consiglio regionale perché pensiamo che anche per loro sia fondamentale la difesa e la diffusione della cultura dell’infanzia e dei diritti universali dei bambini: privare l’infanzia dei servizi che le spettano significa derubarla del proprio futuro.


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