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Scuole dell'infanzia paritarie, Simonetta Rubinato (PD): "al lavoro per trovare le risorse necessarie alla loro sopravvivenza"

Di Comunicati Stampa Lunedi 18 Dicembre 2017 alle 16:45 | 0 commenti

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Le speranze delle scuole dell'infanzia paritarie che, attraverso la Fism del Veneto, hanno puntato il dito contro il disegno di legge di Bilancio 2018, ‘reo' di ridurre gli stanziamenti rispetto al 2017, sono legate ad un emendamento presentato alla Camera dalla parlamentare del partito democratico Simonetta Rubinato, da sempre impegnata su questo fronte. "Mancano all'appello 50 milioni di euro che è proprio la cifra - spiega - richiesta nel mio emendamento 54-ter.46, fondamentale per confermare le risorse del capitolo 1479, introdotto nella scorsa Legge di Bilancio per l'anno 2017 e che il Miur non ha previsto anche per il prossimo anno."

"Al momento - evidenzia la nota - stiamo lavorando con la Presidenza del Consiglio e il sottosegretario al Mef Pierpaolo Baretta, per trovare la copertura necessaria."

"Della questione - precisa la deputata - ho interessato lo stesso premier Paolo Gentiloni, ricordando che l'obiettivo previsto dalla legge sulla Buona Scuola è quello di ampliare l'offerta formativa da 0 a 6 anni, secondo il Piano nazionale triennale di promozione del Sistema integrato in forza del quale sono stati di recente assegnati 209 milioni di euro alle Regioni, da erogare ai Comuni sia per interventi di ampliamento delle strutture dei nidi e delle scuole materne, sia per per le spese di gestione con lo scopo di incrementare i servizi alle famiglie. Ma non si riuscirà ad ampliare l'offerta formativa a livello nazionale se non si garantisce prima di tutto la sopravvivenza delle scuole materne paritarie già esistenti, indispensabili per l'accoglienza di 582mila bambini, che oggi sono in gravi difficoltà finanziarie nonostante il grande risparmio che assicurano allo Stato, visto che il contributo medio pro capite che ricevono per il servizio pubblico erogato è dieci volte inferiore al costo di un bambino alla scuola materna statale. Se queste scuole chiuderanno, come già sta accadendo anche in Veneto, verrà meno l'obiettivo dell'ampliamento dell'offerta, oltre a perdere un patrimonio fatto di professionalità ed esperienza, vero modello di sussidiarietà orizzontale."


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