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Sciare in sicurezza: Finozzi a Cima Larici per Santo Stefano per progetto "Montagnamica"

Di Redazione VicenzaPiù | Domenica 26 Dicembre 2010 alle 17:24 | non commentabile

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Regione Veneto - Che cosa fa la differenza per la salvezza in caso di seppellimento da valanga? Il soccorso tempestivo, o meglio l'autosoccorso da parte dei compagni di avventura. Il travolto sepolto da valanga ha il 93% di possibilità di uscire vivo se viene tirato fuori entro 18 minuti dall'incidente, una probabilità che si riduce al 30% dopo 35 minuti e scende ancora sempre più drammaticamente nei minuti successivi.

E proprio per spiegare a sciatori ed escursionisti con le ciaspole come si va in montagna in sicurezza è partita nel Veneto la campagna MontagnAmica, progetto di prevenzione e sicurezza del Club Alpino Italiano, sostenuto dalla Regione del Veneto. A Santo Stefano, tappa a Cima Larici, dove anche l'assessore al Turismo Marino Finozzi ha sperimentato in prima persona l'uso dell'ARTVA (apparecchio per la ricerca dei travolti da valanga) e della pala e della sonda.
"La grandissima parte degli incidenti da valanga -spiega l'assessore Finozzi - è provocata dalle stesse vittime. Per far sì che la montagna sia veramente "amica" è importante creare sensibilità, accrescere la consapevolezza dei rischi e dei limiti personali. Con informazione, formazione ed esperienza i fattori di rischio di incidenti da valanghe possono essere ridotti fino al 95 per cento".
A Cima Larici, come in diverse altre località del Veneto, è stato allestito un campo dedicato alla spiegazione dell'utilizzo degli Artva, apparecchi che con un costo tra i 200 e i 400 euro sono quel che davvero fa la differenza in caso di incidente per ritrovare chi è sepolto. "E' importante spiega l'istruttore Cai Daniele Mazzucato - che anche gli escursionisti della domenica sappiano come valutare l'inclinazione di un pendio e siano coscienti che già a partire dai 25 gradi un pendio è potenzialmente valanghivo. La montagna può essere vissuta con libertà a condizione di possedere un elevato senso di responsabilità e di conoscenza".
Nella stagione sciistica 2009 - 2010 ci sono stati in Italia 82 incidenti da valanga che hanno provocato 33 morti e 45 feriti. Tra questi 19, un quarto del totale, sono accaduti nelle Dolomiti venete. Nel solo Veneto la scorsa stagione 7 persone hanno perso la vita a causa di valanghe e altre 18 sono rimaste ferite. La grandissima parte di questi incidenti avvengono nel fine settimana, quando la montagna è frequentata da gitanti spesso senza troppa esperienza.
"MontagnAmica - hanno detto il presidente nazionale del CAI Umberto Martini, al presidente e quello veneto Emilio Bertan - si rivolge al vasto pubblico, esterno al mondo del Cai, che possiede poca o nessuna conoscenza di in materia di rischio valanghe: sci alpinisti, sciatori in pista o fuori pista, escursionisti a piedi o con le racchette da neve, snowboarder". Il progetto tramite una serie di brochure destinate a chi in montagna va a sciare, pratica sci-alpinismo o usa le ciaspole fornisce i le regole e le indicazioni per intraprendere un'escursione su terreno innevato nella massima sicurezza, e fornisce le informazioni indispensabili per effettuare un intervento di aiuto o di autosoccorso in caso di incidente.

Il progetto che coinvolge le scuole medie inferiori e superiori, gli enti locali, l'articolare rete sezionale dell'associazionismo alpinistico, i professionisti di settore e egli operatori turistici si articola in una serie di incontri, serate per insegnare come si legge un bollettino meteo, come si valuta l'inclinazione di un pendio, come si legge la segnaletica sulle piste e altro. Nei presidi sulle piste da sci e negli stand che allestiti alla partenza degli impianti di risaliti e dei percorsi di sci alpinistici viene distribuito materiale informativo, il bollettino nivometeorologico e vengono illustrati gli itinerari consigliati. In particolare i volontari presentano e fanno toccare con mano le attrezzature minime indispensabili per l'autosoccorso in valanga.

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