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San Felice, tra svolte vere o presunte

Di Marco Milioni Martedi 19 Giugno 2012 alle 14:06 | 0 commenti

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Revocando l'agibilità alla sala scommesse Iziplay il comune ha scelto la linea dura. Indirizzando, anche se di rimando, una sottile puntura di spillo alla questura berica, che aveva dato l'ok al punto scommesse di corso San Felice. Quest'ultimo oggi di buon mattino era chiuso.

Bisognerà vedere se riaprirà i battenti. Non è difficile supporre che a palazzo degli Uffici abbiano deciso per una accelerazione sul piano del rigore. Ma è anche vero che l'accelerata è giunta dopo le bordate della Lega e di Franca Equizi che hanno messo in imbarazzo l'esecutivo municipale di centrosinistra. Rimane da capire ora se i titolari del locale, magari con un ricorso al Tar, faranno opposizione. E rimane da capire se il provvedimento emanato dall'amministarzione abbia la forza o meno di far tenere chiuso il locale, poiché in caso contrario sarebbe un secondo smacco per l'esecutivo berico di centrosinistra. Sullo sfondo però rimane un'altra questione. È sotto gli occhi di tutti la differenza nelal intensità della condotta tra il caso Iziplay e il caso Totem (con tutto ciò che ne consegue in zona Vecchia Ferriera). O fra il caso Iziplay e il caso della cosiddetta banca fantasma. La politica ha le sue responsabilità, ma anche i funzionari comunali hanno prerogative e obblighi di legge precisi. I quali impongono parità di trattamento da parte della pubblica amministrazione. Da questo punto di vista la giunta è in ansia per un'altra questione, quella che riguarda la querelle tra l'esecutivo il Caffé Piazza dei Signori(nel riquadro un concertino serale). Sembra che i clienti dell'esercizio siano intenzionati a protestare platealmente contro palazzo Trissino, ritenuto responsabile di una serie di complicazioni burocratiche.

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Lunedi 30 Marzo alle 23:58 da francescoparuta
In Ciambetti: rivedere con norme severe il regolamento dei campi nomadi a Vicenza
Sono un cittadino onesto di Vicenza e dico che Ciambetti non mi rappresenta, nè lui nè i suoi amici e sodali di Forza Nuova e Casa Pound. Parli solo per sè e per quelli che l'hanno votato. Pensasse agli affari del suo assessorato che non sa tenere a bada truffatori, estorsori e profittatori di soldi pubblici, con modalità in cui "è facile leggere tecniche e obiettivi tipici" dei leghisti e dei loro amici di grepppia. Pensasse, ad esempio, alle condizioni disumane in cui vivono i Sinti di Sandrigo, suo comune natale, dei quali se ne frega ampiamente nonostante siano costretti a condizioni vergognose. Se c'è una cosa di cui ci si deve stancare sono i seminatori d'odio in camicia bianca come lui. Siete voi leghisti che volete la segregazione dei Sinti e dei Rom, anche se purtroppo i vostri colleghi pidisti non fanno nulla per invertire la logica dei campi riservati a queste minoranze. Perfino i sedicenti comunisti di Rifondazione hanno accettato la logica del campo "per Sinti" e non hanno fatto nulla per rifiutare davvero il ghetto, rimodernato ma sempre ghetto. I Sinti non volevano e non vogliono vivere nei campi ma quando propongono soluzioni alternative fate muro e non offrite altre soluzioni se non la ghettizzazione. Variati non ha avuto il coraggio di fare come Cacciari qualche anno fa a Mestre. Li tenete nei ghetti e nel disprezzo sociale e poi vi lamentate se tentano di sopravvivere in qualche modo. Il regolamento comunale lo ha fatto la giunta Hullweck, l'assessore leghista Piazza, la sua collaboratrice illuminata dottoressa Piera Moro. Quelli che a suo tempo votarono contro ora l'hanno fatto proprio ma i problemi restano e nulla fanno veramente per risolverli. Se poi ci mettiamo anche gli pseudo-giornalisti del Giornale di Vicenza che scrivono il falso sapendo di mentire, si capisce che ognuno regge il gioco all'altro. Risultato: discriminazione e incremento dell'odio sociale. Complimenti!
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