Opinioni | Quotidiano | Categorie: Sindacati

Riforma del lavoro, Prc: aderiamo, ma avremmo preferito sciopero di 8 ore

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 26 Giugno 2012 alle 15:32 | 1 commenti

ArticleImage

Giuliano  Ezzelini Storti, Prc Federazione di Vicenza  -  Il Partito della Rifondazione Comunista, Federazione Prov.le di Vicenza, aderisce allo sciopero ed al presidio davanti alla Prefettura di domani, indetto dalla C.G.I.L. vicentina, per protestare contro il ddl Fornero. «Siamo fermamente convinti che ogni mobilitazione messa in campo contro questa "antiriforma" -dichiara Ezzelini Storti - che colpisce i lavoratori e l'articolo 18 vada sostenuta.

Ci permettiamo di dire, però, alle organizzazioni sindacali che condividono questo presupposto, che sarebbe stato necessario e giusto proclamare 8 ore sciopero generale, invece che due ore a livello territoriale. Non perchè - conclude il Segretario Provinciale - lo sciopero sia bello da fare o ai lavoratori risulti facile lasciare 8 ore di salario in questa situazione di crisi, ma perchè lo sciopero generale è l'unica mobilitazione necessaria per dare un segnale forte, rivolto dal mondo del lavoro alla leadership di governo, che i lavoratori non vogliono essere presi in giro! Per questo aderiamo, anche se con un po' di amarezza, convinti che con 8 ore di sciopero si sarebbe potuto dimostrare al Governo che la totalità del mondo del lavoro è contrario a questa "antiriforma" che in nesuna maniera aiuta l'economia».

 


Commenti

Christopher
Inviato Lunedi 6 Agosto 2012 alle 12:45

Troppo pochi sono i politici che anlzizaano senza fette di patate negli occhi la situazione economica dell'Europa degli ultimi anni.Tutti i paesi euopei-o quasi-sono governati dalla destra e hanno fallito.Sare0 pure un motivo valido per votare a sinistra?Al voto subito senza governicchi non eletti.A qul'apputamento bisogna arrivare uniti e con un programma decisamente di sinistra es.:salario garantito,eliminazione del precariato,carcere agli evasori,nazionalizzare le fabbriche in crisi contro la delocalizzazione,ridurre la forbice tra lo stipendio pf9 alto e il salario pif9 basso ecc.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network