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Richiesta di fallimento Vicenza Calcio, Achille Variati: "ora la nostra terra non volti le spalle al Lane"

Di Comunicati Stampa Venerdi 12 Gennaio alle 16:58 | 3 commenti

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Appresa la richiesta di fallimento del Vicenza Calcio presentata dalla Procura della Repubblica al Tribunale, con possibilità per il curatore fallimentare di disporre dell'esercizio provvisorio, il sindaco Achille Variati dichiara: "L'istanza di fallimento presentata oggi 12 gennaio dalla Procura della Repubblica al Tribunale rappresenta un momento vergognoso di una storia importante come quella del Vicenza Calcio, realtà conosciuta in tutta Italia come la 'nobile provinciale'. Tuttavia la richiesta di autorizzare l'esercizio provvisorio costituisce un elemento di fiducia affinché si possano mantenere nome e titoli sportivi, potendo continuare il campionato.

Ritengo che il Tribunale - continua il sindaco -, nel rispetto delle norme del diritto fallimentare e del diritto sportivo, sentito il debitore sarà il più sollecito possibile nel prendere una decisione in merito.

Un curatore fallimentare rappresenterà senz'altro la netta discontinuità con la situazione pregressa. Ma nel caso in cui si possa ripartire senza le zavorre di un'indegna gestione, oltre alle risorse dei titoli fidejussori servirà altra finanza.

A questo proposito non posso pensare che la terra vicentina, così ricca di imprenditoria che si è distinta per una crescita straordinaria portando il nostro ingegno e i nostri prodotti nel mondo, volti le spalle a una storia calcistica che rappresenta un elemento di identità del territorio. Non ci saranno più alibi.

Tutte le parti sane, giocatori e tifoseria in primis, devono stringersi insieme: questo è il momento di non mollare per il nostro Lane."

Ufficio stampa Comune di Vicenza 

 

 

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Commenti

Inviato Sabato 13 Gennaio alle 08:31

Non mollare il Lane, ma Variati e la sua compagine SI?
Inviato Sabato 13 Gennaio alle 16:54

Qui bisogna azzera tutto e tutti! E' il momento buono per ricominciare dalla "base" dalle origini, magari con spettacoli più popolari cioè con ragazzi NOSTRANI come era una volta la scuola Vicenza A.C. associazione Calcio. Adesso vediamo chi si propone come BENEFATTORE di una rinascita, senza tante ciacole o benedizioni all'acquasanta. E' un fatto di principio, ma anche commerciale, un investimento sicuro, cercare i giovani nostrani, le loro famiglie, gli abbonati, e lo Stadio si riempie. Questa è la prima parte, poi ........serietà ed onestà. Finiamola di "imbarcare" cuchi. Meglio sarebbe moglie e buoi dei paesi nostri.
Inviato Sabato 13 Gennaio alle 16:55

Qui bisogna azzera tutto e tutti! E' il momento buono per ricominciare dalla "base" dalle origini, magari con spettacoli più popolari cioè con ragazzi NOSTRANI come era una volta la scuola Vicenza A.C. associazione Calcio. Adesso vediamo chi si propone come BENEFATTORE di una rinascita, senza tante ciacole o benedizioni all'acquasanta. E' un fatto di principio, ma anche commerciale, un investimento sicuro, cercare i giovani nostrani, le loro famiglie, gli abbonati, e lo Stadio si riempie. Questa è la prima parte, poi ........serietà ed onestà. Finiamola di "imbarcare" cuchi. Meglio sarebbe moglie e buoi dei paesi nostri.
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A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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