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Barbagallo capo Vigilanza di Bankitalia: qui tutta la cronaca tra cui "mai chiesta a Veneto Banca fusione con BPVi". Tra i documenti avversi pubblichiamo lettera 'riservatissima' del 6-11-2013 da Visco a cda di Montebelluna

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 2 Novembre 2017 alle 22:36 | 1 commenti

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Pubblichiamo a fine giornata i singoli lanci in stretta sequenza temporaIe di Radiocor Il Sole 24 Ore, a cui VicenzaPiù attinge con regolare contratto per i suoi lettori, dell'audizione odierna di Carmelo Barbagallo, Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d'Italia, presso la Commissione d'inchiesta sulle banche. Ci riserviamo i commenti una volta esaminate in dettaglio le dichiarazioni confrontandole con documenti in nostro possesso, che, ad un primo check, sembrano smentire clamorosamente alcuni passaggi non secondari di Barbagallo.

Tra questi passaggi è fondamentale quello sulla asserita assenza di richieste fatte da Banca d'Italia a Veneto Banca perchè si fondesse con la Banca Popolare di Vicenza, l'Istituto che tutti hanno identificato senza smentite fino a quella odierna di Barbagallo col famoso "intermediario con adeguato standing" a cui rimanda il documento classificato come "riservatissimo" e firmato dal governatore Ignazio Visco che lo faceva consegnare al Cda e al collegio sindacale di Veneto Banca il 6 novembre 2013. La lettera di Visco fa parte del rapporto con le risultanze della seconda ispezione del 2013 che, dopo il giudizio "parzialmente sfavorevole" del rapporto ispettivo del 23 luglio 2013, emetteva una valutazione "in prevalenza sfavorevole".

In quella lettera, che vi proponiamo in esclusiva assoluta, Ignazio Visco dava come data ultima per l'aggregazione con la banca di adeguato standind la data vicinissima di approvazione del bilancio 2013 (quindi entro aprile - giugno 2014) imponendo anche che nessuno dei componenti del cda e del collegio sindacale "bocciati" d Veneto Banca potesse far parte del Cda della banca unica, poi mai nata.

Il passaggio che manca è l'identificazione dell'intermediario con "adeguato standing" con la BPVi.

Per questa, dopo una doverosa più attenta lettura delle dichiarazioni di oggi di Barbagallo e, soprattutto, dopo aver visionato e ascoltato personalmente e senza... intermediatari le ore della sua audizione, vi rinviamo, abbiate pazienza, a domani...

 

Ecco, ora, i servizi di Radiocor Il Sole 24 Ore

I documenti inviati dalla Banca d'Italia alla Commissiome d'inchiesta delle banche possono essere consultati dai commissari della Commissione con determinate modalita' in quanto non secretati. Lo ha indicato il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, in avvio di seduta prima dell'audizione del capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo.

Barbagallo, 'ci hanno ripetutamente occultato le informazioni' 

Gli amministratori delle due banche venete "hanno ripetutamente occultato importanti informazioni alla Vigilanza, di cui hanno deliberatamente disatteso le richieste". Cosi' il capo della Vigilanza della Banca d'Italia Carmelo Barbagallo davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche. Via Nazionale anche senza i poteri investigativi "ha segnalato tempestivamente le irregolarita' all'autorita' giudiziaria con la quale l'interlocuzione e' stata continua e aperta, al pari della collaborazione con la Consob".

Barbagallo ha spiegato che le operazioni 'baciate' non sono piu' vietate per legge dal 2008 a patto che non siano conteggiate nel patrimonio di vigilanza. Per individuarle da parte della Vigilanza e' stata fatta un'analisi complessa resa difficile dalla mancanza dei poteri dell'autorita' di giudiziaria come le perquisizioni, i sequestri e gli interrogatori. Le due banche su questi temi hanno tenuto "gravi comportamenti" ma "il fattore che piu' di ogni altro ha determinato l'abbattimento del patrimonio e' stato il deterioramento della qualita' del credito: alla fine del 2016 i deteriorati delle due banche superavano i 18 miliardi ed erano pari per Bpvi al 35% dei prestiti e per Veneto Banca al 39% dei prestiti contro una media di sistema del 17 per cento. Sull'erogazione del credito, ricorda Barbagallo, la Vigilanza "ha piu' volte stigmatizzato le carenze gestionali e sanzionato i comportamenti scorretti ma non le e' consentito l'esercizio di funzioni dirigiste nell'erogazione del credito".

Nel corso della lunghissima audizione Barbagallo ha piu' volte ribadito che via Nazionale non ha mai spinto per un'acquisizione di Veneto Banca da parte di Popolare di Vicenza "semmai avrebbe dovuto essere una fusione alla pari". Il dialogo tra le due banche era gia' iniziato in modo autonomo ha ricordato il numero uno della vigilanza di via Nazionale. Il senso industriale dell'operazione c'era anche se era un'unione di due debolezze e la riprova e' il tentativo che nel 2016 fece nuovamente Atlante prima che del definitivo naufragio delle due banche.

Bankitalia: Barbagallo, nel 2013 chiedemmo revoca poteri all'a.d. di Bim. Accentuate anomalie nella gestione BIM guidata da Pietro d'Agui'

La Banca d'Italia chiese dopo un'ispezione di fine 2012, "la revoca dei poteri" dell'amministratore delegato della Bim. Lo rende noto il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo nel corso dell'audizione davanti alla Commissione d'inchesta delle banche. L'ex amministratore delegato Pietro d'Agui ha presentato due esposti contro via Nazionale. L'ispezione alla Bim fece emergere "opacita' e accentuate anomalie", il patrimonio risulto' ridotto di quasi due terzi e la Banca d'Italia vieto' di fare nuovi crediti al comparto immobiliare. Gli amministratori di Bil furono sanzionati per oltre 1 milione.

Barbagallo, problemi rilevati da Bankitalia e non da Bce 

Gli ispettori della Bce non sono stati 'piu' bravi' di quelli della Banca d'Italia nello scoprire le magagne sulle due banche venete. Carmelo Barbagallo, responsabile della Vigilanza di via Nazionale nell'audizione davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche si toglie un primo sassolino dalla scarpa e richiama l'attenzione sulla prima ispezione nei confronti delle due venete partita nel novembre del 2014 subito dopo il passaggio delle competenze di Vigilanza a Francoforte. "Come si puo' pensare che dopo poche settimane l'ispezione sarebbe stata diversa da quella che avrebbe fatto la Banca d'Italia?". E' via Nazionale, spiega, che a seguito del comprehensive assessement del 2014 in vista della nascita dell'Ssm si accorge che le ricapitalizzazioni fatte dalle due banche venete per colmare il shortfall sono irregolari, perche' in gran parte finanziate con l'acquisto di azioni proprie non segnalate alla Vigilanza. Via Nazionale a quel punto segnala il problema alla Vigilanza Bce che nel frattempo e' partita. "Il gruppo ispettivo era lo stesso (di quello che sotto l'egida di Via Nazionale aveva svolto le precedenti ispezioni, ndr) l'autonomia degli ispettori c'era prima e c'e' dopo".

Barbagallo, 'porte girevoli'? Non le incoraggiamo 

Le 'porte girevoli', il passaggio di esponenti della Banca d'Italia a libro paga dei soggetti vigilati, via Nazionale "non le incoraggia ne' lo aspica" spiega Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza in audizione davanti alla Commissione d'Inchiesta sulle banche. "In ogni caso anche quando questo accade cio' non influisce - ne' per quanto a mia conoscenza ha mai influito - sul corretto espletamento delle azioni di vigilanza, lo dico in coscienza sono in Banca da 38 anni". Il riferimento e' ai tre ex esponenti, tra i quali un alto dirigente di via Nazionale, assunti dalla Popolare di Vicenza negli 'anni d'oro'. Barbagallo ricorda il codice etico della Banca d'Italia che ha posto dei paletti temporali al passaggio al settore privato degli uomini di via Nazionale.

Barbagallo, mai spinto per acquisto Etruria da parte di Vicenza 

La Banca d'Italia non incoraggio' mai la fallita aggregazione di Banca Etruria da parte della Popolare di Vicenza. Lo afferma il capo della Vigilanza, Carmelo Barbagallo, rispondendo alle domande dei commissari in audizione in Commissione d'Inchiesta sulle banche. L'anno e' il 2014 e la Popolare di Vicenza presenta un'offerta per la banca aretina. La Banca d'Italia aveva chiesto agli organi di Banca Etruria di trovare urgentemente un partner. Barbagallo rivela che l'advisor di Arezzo aveva individuato 17 potenziali sposi ma solo la Vicenza presento' un'offerta, poi rifiutata per la difesa dell'aretinita' da parte della banca guidata all'epoca da Giuseppe Fornasari. In Banca d'Italia non fu mai aperta "una pratica autorizzativa" sull'operazione. In una successiva ispezione la Banca d'Italia contesto' a Banca Etruria "un'irregolarita' procedurale: la mancata informativa al cda sull'offerta di Vicenza che sarebbe dovuta andare al vaglio dell'assemblea" della banca. Per la Banca d'Italia la "Popolare di Vicenza non era una banca aggregante: posso citarvi una dozzina di banche che voleva comprare come la Spoleto, Ferrara, Popolare Puglia e Basilicata, Marostica ma non fece mai nulla".

Barbagallo, 'nei prospetti no informazioni sufficienti' 

Nei prospetti degli aumenti di capitale delle banche venete "nei fatti non c'erano informazioni sufficienti" per i risparmiatori quindi sul tema "una riflessione e' opportuna". Cosi' il capo della Vigilanza della Banca d'Italia Carmelo Barbagallo nell'audizione davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche. Interpellato sui protocolli di collaborazione con la Consob, Barbagallo li ha definiti "perfettibili" ed ha aggiunto come non si possa negare che in certi casi si sia nella situazione in cui "l'informazione c'e' ma il paziente muore". L'esponente della Banca d'Italia rispondendo alla domanda di un commissario ha detto che via Nazionale "non si autoassolve, siamo qui a dirvi che ci saranno stati anche molti errori, voi avete i mezzi per individuarli e noi vi diremo se li consideriamo errori".

L'audizione Barbagallo passa in modalita' segreta dopo tre ore e mezza

L'audizione del capo della Vigilanza Carmelo Barbaggallo davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche sta proseguendo in modalita' segreta per la risposta che Barbagallo deve dare ad una domanda di Enrico Zanetti sul perche' la Banca d'Italia impedi' a Veneto Banca di cedere la partecipazione in Bim. L'audizione prosegue da oltre tre ore e mezza. Barbagallo ha smentito categoricamente di aver detto mai detto all'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, che Veneto Banca avrebbe dovuto fondersi con la Popolare di Vicenza.

Bankitalia: Barbagallo, vertici sempre a 'distanza di braccio' da Zonin e Consoli 

I vertici della Banca d'Italia sono stati sempre "a distanza di braccio" dagli ex vertici della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, Gianni Zonin e Vincenzo Consoli. Lo dice il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo rispondendo ad una domanda del commissario Bruno Tabacci il quale ha auspicato, nella sua domanda, che la Banca d'Italia non abbia ripetuto con Zonin e Consoli, l'errore fatto dall'ex Governatore Antonio Fazio con Giampiero Fiorani. "Sono diventato capo della Vigilanza nel 2013, li conoscevo (Consoli e Zonin) ma non li avevo mai incontrati prima e dopo sempre in incontri istituzionali. La distanza di braccio vale per me e certamente anche per i vertici dell'istituto", ha assicurato.

Bankitalia: Barbagallo, collaborazione ottima con Consob negli ultimi anni

La collaborazione tra Consob e Banca d'Italia "e' stata molto buona negli ultimi anni", afferma il capo della vigilanza di via Nazionale Carmelo Barbagallo in audizione davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche. Barbagallo ha detto di non conoscere la circostanza, riportata dal commissario Bruno Tabacci, che ha riferito di un'azione di stimolo da parte del Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, nell'ambito dell'inchiesta su Veneto Banca per riunioni di coordinamento tra le due autorita' di vigilanza.

 

Nel corso della lunghissima audizione Barbagallo ha piu' volte ribadito che via Nazionale non ha mai spinto per un'acquisizione di Veneto Banca da parte di Popolare di Vicenza "semmai avrebbe dovuto essere una fusione alla pari". Il dialogo tra le due banche era gia' iniziato in modo autonomo ha ricordato il numero uno della vigilanza di via Nazionale. Il senso industriale dell'operazione c'era anche se era un'unione di due debolezze e la riprova e' il tentativo che nel 2016 fece nuovamente Atlante prima che del definitivo naufragio delle due banche.


Commenti

Inviato Venerdi 3 Novembre 2017 alle 09:30

Al Ragioniere della belluna il Monte
La qualunque imputaron dalla RomaBanca
Lei è scarso, lei è corrotto, faccia ponte
“La gatta” prende pur se tutto le manca
ah! la gatta frettolosa ciechi fa i figlioletti
il padron distratto a la gatta malata
ma non importa son di poco i rigoletti
guai chi tocca la seggiola che mi fu data
E Al diVin Presidente il perdon arriverà
chè a fallir la banca non furon “frizzo e lazzo”
E come il Grillo Marchese dire potrà
“io so’ io, e voi nun siete un cazzo”
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