Quotidiano | Categorie: Fatti

Quadrante Est, cambia la viabilità ma le auto restano in colonna

Di Pietro Zanella Giovedi 20 Aprile alle 23:12 | 0 commenti

ArticleImage

"Il problema di Palermo è il traffico..." si diceva nel capolavoro di Benigni, Johnny Stecchino. Una battuta che, in alcuni casi, ben si può applicare a Vicenza. Google, che tutto può e tutto vede, specifica: da via Quadri alla stazione di Vicenza occorrono in macchina 8 minuti. Un tempo appropriato per compiere un tragitto di soli 3,4 km. Orologio alla mano, però, in un giorno qualunque tra le sette e mezza e le nove di mattina, l'esercizio risulta quasi impossibile. Lo sanno bene gli automobilisti che ogni giorno sfidano la sorte trovandosi puntualmente bloccati in coda. Abbiamo fatto una prova, in macchina, partendo dall'incrocio tra via Quadri e viale Trieste il tempo di percorrenza è di 35 minuti sia che si proceda lungo viale Trieste per poi arrivare all'imbuto di via Quattro novembre, sia che si scelga la strada esterna continuando lungo via Quadri per poi passare dietro lo stadio ed arrivare a Borgo Berga ed infine lungo viale Risorgimento e viale Venezia.

Con la pioggia, ovviamente, il tempo speso nel traffico aumenta. Qualcosa non va, non tanto o non solo per gli ovvi disagi di chi la mattina compie quel percorso per arrivare a lavoro, ma anche perché lungo entrambi i percorsi negli ultimi anni sono state apportate diverse modifiche alla viabilità che, in teoria, avrebbero dovuto semplificare la vita ai vicentini.
Tre gli snodi più problematici: la rotatoria delle scalette di Monte Berico, via IV Novembre
e viale Venezia.
Tempi alla mano, tra le otto e le nove del mattino occorrono 25/30 minuti in auto per percorrere la strada dal sottopasso dello stadio, salire a Borgo Berga e poi superare la lungo colonna che tra semafori e corsi e riservate agli autobus procede fino alla stazione dei treni. Tempi analoghi anche per chi scegli l'alternativa di viale Margherita. Paradossalmente, poco meno di quanto impiega un autobus che però, oltre a sfruttare la corsia riservata di via Venezia, circola anche in centro storico in strade che non dovrebbero essere ingolfate dal traffico.
La situazione di via IV Novembre, nonostante i recenti lavori, è ancora allarmante. Il problema è sempre stato sostenuto fosse il "parcheggio selvaggio" dato dalla necessità dei genitori degli alunni dell'istituto Farina di accompagnare i propri figli a scuola. Un anno fa il Comune è intervenuto, apportando alcune modifiche alla viabilità sia delle vie della zona, sia alle modalità di stallo delle auto. Prendendo il tempo, però, per percorrere la via occorrono ancora 10 minuti contro i 2 indicati dal solito Google. In pratica scendendo dall'auto e proseguendo a piedi per gli 850 metri della via ci si mette meno.
Lo ripetiamo, qualcosa non funziona. Gli studi compiuti e pubblicati per conto dell'Amministrazione sul sito del Comune indicavano già allora problemi per le ore di punta, ma, al netto delle modifiche alla viabilità nulla sembra essere veramente cambiato.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Giovedi 14 Dicembre alle 20:41 da Barbara77
In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

Lunedi 11 Dicembre alle 22:37 da Kaiser
In A Vicenza arriva la mostra itinerante "Paolo Rossi - Great Italian Emotions e l'Italia dell'82" dal 16 dicembre

Lunedi 11 Dicembre alle 17:13 da Kaiser
In Migrazione dei clienti ex BPVi e Veneto Banca in Intesa Sanpaolo procede regolarmente per 1,5 milioni di conti correnti. Completata la chiusura di 118 filiali
Gli altri siti del nostro network