Quotidiano | Categorie: Agricoltura

Provincia, Comuni e Organizzazioni professionali insieme per la raccolta dei rifiuti agricoli

Di Piero Casentini Lunedi 21 Novembre 2016 alle 17:33 | 0 commenti

Firmata stamane, 21 novembre, la convenzione che favorirà la raccolta differenziata, il riciclo e la corretta gestione dei rifiuti agricoli nella provincia di Vicenza. I rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Confcooperative e UGC hanno apposto la firma accanto a quella del presidente della Provincia di Vicenza, Achille Variati, dando avvio ad un accordo che si concretizzarà con l'apertura di un bando europeo per l'individuazione del soggetto deputato alla raccolta dei rifiuti, un bando del valore complessivo di 900 mila euro per tre anni. Costo che dovrebbe essere saldato da parte delle oltre 3000 aziende agricole aderenti.

Un accordo che collega 98 comuni del Vicentino in un circuito organizzato e gestito dalla Provincia, che dovrebbe portare alla corretta gestione di 340 tonnellate di rifiuto agricolo all'anno, per un risparmio di circa 135 mila euro per gli agricoltori vicentini, che così non dovranno più pagare gli oneri di chiamata. Variati ha voluto sottolineare l'importanza dell'attività agricola nel Vicentino, affermando che "i primi ecologisti, i primi tutori dell'ambiente, sono gli agricoltori". Viva soddisfazione da parte dei rappresentanti le organizzazioni professionali agricole, che hanno posto l'accento sullo snellimento delle pratiche burocratiche che questo accordo dovrebbe portare.


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A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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