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Usb: prove edilizie per chiudere la Provincia

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 25 Luglio 2012 alle 22:04 | 0 commenti

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Raniero Germano, Usb Vicenza  -  E' vero il mondo sta cambiando. Ricordate una 15 di anni fa quando l'allora Presidente leghista Manuela Dal Lago sfrattò la Prefettura che se non tutti ricordano era nel Palazzo Nievo di via Gazzolle di proprietà della Provincia. La Prefettura dovette andarsene, "attraversare" la strada andare in affitto nel palazzo di fronte dei Maltauro: pare 40 mila anno a spese del contribuente. Tutto in nome del federalismo e della "padania" contro Roma Ladrona.

Ora in tempi di vacche magre, di mancanza di soldi, di provincie nel mirino "centralista" dopo che tutti i governanti hanno sperperato e speso a vanvera la Provincia ritorna a Canossa e propone alla Prefettura di tornare dov'era. Tutto risolto; assolutamente no.
L'operazione si inquadrerebbe in un disegno più ampio: vendita di Palazzo Folco vicino a Ponte Pusterla, trasferimento a Palazzo Arnaldi in contrà SS Apostoli di VI.Abilità. Si proprio così. Vi.abilità altra creatura della Dal Lago andrebbe nei palazzi della Provincia e lascerebbe Via Zamenoff dove paga l'affitto.
Tutto a posto. Si prende un pò di affitto dalla Prefettura, non si paga più l'affitto di Vi.Abilità. Operazioni di alta finanza e di gestione occulta dei beni pubblici, non c'è che dire.
Ma c'è un ma, dove vanno i 400 dipendenti della Provincia? Già dove vanno gli attuali dipendenti?
Dove potranno lavorare se non ci saranno nè i palazzi e tantomeno gli uffici?
Secondo i decreti Monti Vicenza come Provincia si salva e forse si allargherà un po' .
Sembrerebbe dunque non esserci problema. Entro i primi giorni di Settembre invece assisteremo alla più grande dismissione del Pubblico Impiego nel nostro paese. Dopo la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda e la Spagna toccherà a noi italiani. Quando il Decreto 95/2012 sulla Spending Review verrà convertito in
legge, le Province avranno finito di esistere, al di là dei marchingegni istituzionali e delle funzioni attribuite.
L'art. 16 prevede una riduzione del fondo di equilibrio di 500 milioni di Euro per il 2012 e 1000 per il 2013. Questo taglio colpisce di più le Province che gestiscono molte funzioni, infatti e attuato sulla spesa corrente. Molte Provincie subiranno il dissesto finanziario con le immaginabili conseguenze per tutti i lavoratori - compresi quelli dell'indotto - e per gli utenti, che vedranno sparire servizi importanti e radicati nei territori. A Settembre si arriverà al dunque anche per la riforma istituzionale delle Province.
Per i lavoratori ci saranno tutte le problematiche legate al fatto di unire strutture diverse. Occorrerà stabilire nuove piante organiche e allineare i trattamenti economici. Tutte le Province (a patto che non falliscano prima) verranno stravolte. Ne rimarranno solo 43!!! Ma verranno completamente svuotate di funzioni. Si occuperanno solo di "pianificazione territoriale, tutela e valorizzazione dell'ambiente" e "pianificazione deiservizi di trasporto e gestione delle strade provinciali". In questi organi che diventeranno di secondo livello (cioè non eletti dal popolo ma nominati dai consiglieri comunali) i dipendenti rischiano la cassa integrazione e il successivo licenziamento al pari di quanto si prefigura in altri settori del Pubblico Impiego.
Ecco il quadro in cui si svolgono queste operazionei "edilizie" della Provincia di Vicenza; in questo quadro e con queste attribuzioni i dipendenti che resteranno nella Provincia saranno il 50% degli attuali, se così sarà allora ha ragione il Commissario; per l'Amministrazione Provinciale basta e avanza un palazzo.
Usb si opporrà con "ogni mezzo necessario" a questo destino e non tollererà manovre come quelle appena successe che l'informativa seguirà le decisioni già prese..
In questa nuova resistenza da opporre al governo che calpesta i servizi, il decentramento e la democrazia delle istituzioni, i Lavoratori delle Province non dovranno essere come il "cavallo diTroia", che si insedia nell'ennesima riforma dello Stato calata dall'alto.
Contro la cancellazione delle Province reagiremo con assemblee in ogni posto di lavoro; con incontri istituzionali con l'obiettivo di mantenere tutte le funzioni attualmente svolte dalle Province e gli stessi livelli occupazionali e professionali o di riassorbire funzioni e personale all'interno delle Regioni.
Raniero Germano


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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