Quotidiano | Categorie: Fatti

Profughi a Vicenza, c'è chi tende loro una mano

Di Monica Zoppelletto Giovedi 18 Maggio alle 17:12 | 0 commenti

L'accoglienza dei richiedenti asilo a Vicenza sta diventando un problema, soprattutto per chi vive e lavora in via Medici dove c'è l'Hotel Adele. C'è però chi aiuta le persone che arrivano qui dopo essere fuggite dal proprio paese come il Centro Astalli col loro presidente Giovanni Tagliaro che spiega: "Cerchiamo di inserirli nel contesto sociale e di renderli autosufficienti". Sempre Tagliaro dice: "La convivenza è difficile ma chi sarebbe contento di stare, ad esempio a Tonezza". Viene da chiedersi: ma se una persona scappa dalla guerra o da una situazione di forte disagio non dovrebbe essere contenta di avere un tetto sopra la testa e un pasto (anche di più) ogni giorno? Bisogna quindi capire a chi spetta davvero lo stato di rifugiato e chi invece dovrebbe essere rimandato al proprio paese.

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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