Quotidiano | Categorie: Fatti

"Processo all'Europa", progetto di educazione alla cittadinanza nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro

Di Monica Zoppelletto Lunedi 15 Maggio alle 15:23 | 0 commenti

"Processo all'Europa" è il progetto inserito nell'ambito dell'alternanza scuola/lavoro che, in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, ha coinvolto gli studenti del liceo Quadri, liceo Fogazzaro e liceo Canova. L'attività ha permesso ai ragazzi, circa novanta, di terza e quarta di approfondire il ruolo che investe l'Unione Europea per gli Stati e per la vita dei cittadini. Durante il "Processo all'Europa", come in una vera aula di tribunale, si sono scontrati la parte dell'accusa e della difesa , mentre sul banco degli imputati si è seduta l'unione Europea con le sue istituzioni. Gli studenti hanno simulato un processo penale con tanto di giuria.

Il progetto è stato presentato questa mattina al liceo Fogazzaro alla presenza di Giacomo Possamai, consigliere comunale delegato alle politiche giovanili e i due tutor ISTREVI, la professoressa Marina Cenzon e il professor Paolo Pozzato. Prima di iniziare il progetto ai ragazzi è stato somministrato un questionario per capire quanto l'Europa fosse vicina o lontana dalla loro vita e dalle loro esperienze. In seguito gli studenti hanno analizzato i mezzi di comunicazione per individuare le principali problematiche ed emergenze che investono le istituzioni dell'Unione e che generano accesi dibattiti e divergenze all'interno degli Stati membri. Sono state poi focalizzate le tematiche da approfondire per istituire il processo.


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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